La nuova, discriminatoria, “normalità”. Un video da Israele anticipa quello che potrebbe avvenire anche qui con il passaporto sanitario


Un foglio di carta o un codice sullo smartphone che decide chi può andare a fare la spesa, chi può…




Un foglio di carta o un codice sullo smartphone che decide chi può andare a fare la spesa, chi può comprare le medicine in farmacia, chi ha il diritto di spostarsi e quello di prendere un caffé al bar. Non è fantascienza: succede già in Israele, dove il governo sta cercando di forzare verso l’utilizzo di massa del “Green Pass” (Tav Iarok), il tagliando che identifica i vaccinati e permette loro di accedere a una vita pubblica, sociale e legata agli acquisti. Una vita che agli altri – i non vaccinati – è negata. L’esperimento sull’utilizzo di massa di un’app legata a una serie di servizi è stato tentato anche dal governo Conte con le app Immuni ed Io (tuttora connessa al bonus Turismo) i due cavalli di Troia che avrebbero dovuto abituare a questo tipo di meccanismo. Per quanto riguarda Israele tutto parte – paradossalmente – dallo Stato che aveva giurato di far dimenticare sotto la sua bandiera i crimini del regime nazista, che ora sono tornati in auge tramite la divisione nella popolazione in “vaccinati” e non “vaccinati”, in “sani” (ma chi si vaccina continua a contrarre il virus che comunque si cura) e in quelli che vengono considerati untori, anche quando non manifestano sintomi.



Il “Green Pass” nelle intenzioni dei governi che hanno aderito alle imposizioni del Word Economic Forum, delle Big Pharma e delle multinazionali e aziende che hanno interesse diretto nel perdurare dell’emergenza infinita, dovrebbe rappresentare il “tana libera tutti”. Dopo oltre un anno di mentalità a semaforo e dunque zone rosse, gialle, ecc., dovrebbe subentrare il verde, cioè il Pass orwelliano che più che concedere libertà, le vieta a chi si rifiuta di prostrarsi di fronte a misure illogiche. Il “modello israeliano” – questo – è visto con favore dagli esponenti di diversi partiti, tra cui Lega e FdI.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.