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L’adrenalina e la magia che da sempre caratterizzano il volo sono le due parole d’ordine di Xaria you can fly, l’evento patrocinato dalla Regione Veneto e dal Comune e dalla Provincia di Verona che si terrà il 3 luglio. Un appuntamento che si rivolge principalmente ai giovani, un filo diretto tra le compagnie aeree, le aziende e i tecnici che permetterà di rispondere ai quesiti sul settore più gettonati. Il principale è sicuramente: come si fa a diventare pilota di un aereo di linea o di un elicottero? Che studi bisogna fare e che competenze bisogna avere?

Dal 3 luglio queste ed altre domande troveranno risposta grazie all’insieme di eventi formativi messi a disposizione da Xaria you can fly, a cui gli studenti si potranno iscrivere tramite Eventbrite. Si parte – anzi si decolla – con tre scuole e due compagnie aeree, per giungere ai workshop che si snoderanno lungo il corso di tutta la settimana successiva. C’è attesa per l’Asteraviation Flight Academy, che il 10 luglio terrà il suo evento sulla “presentazione dei corsi 2021”.

Le opzioni sono tante, ma una delle licenze maggiormente richieste rimane quella ATPL (Airline Transport Pilot licence), che permette di diventare Comandante. “Per iniziare la carriera di pilota professionista ai comandi di un aeroplano – puntualizzano da Asteraviation – è necessario un investimento nella formazione frequentando un corso modulare ATPL o integrato presso una Approved Training Organisations, presso la quale conseguire le licenze di volo (una volta chiamate brevetti) richieste dalle compagnie aeree per essere assunti come di piloti professionisti”.

Il corso per diventare pilota di linea proposto da Asteraviation è composto da 650 ore di teoria (anche in e-learning, con ben quattro piattaforme per lo studio) ed è arricchito da giornate di training diretto presso gli uffici operativi delle compagnie aeree. Attualmente è possibile accedere anche attraverso una serie di agevolazioni per chi ne ha diritto: si possono verificare i propri requisiti contattando direttamente l’Accademia. L’avvio dei corsi è previsto per ottobre 2021, ma chi volesse ottenere informazioni ulteriormente dettagliate troverà utile aderire all’evento del 10 luglio che si terrà a Verona.

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VENETO

Superbonus 110%, “allarme di aziende e famiglie”

Barison: “Solo la tracciabilità della cessione dei crediti combatterà la frodi. Bisogna certificare l’effettiva esistenza delle opere realizzate”

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Superbonus 110%, "allarme di aziende e famiglie" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Comunicato stampa

“Il superbonus 110%, considerato utile al rilancio dell’economia e alla riqualificazione del patrimonio edilizio, a causa del decreto sostegni ter di gennaio, sembra vanificato e mette a rischio paralisi migliaia di imprese del comparto edile, con gravi conseguenze occupazionali. Questo decreto blocca la possibilità di effettuare più di una cessione del credito fiscale maturato in seguito alla realizzazione di interventi Superbonus o di interventi aventi altre agevolazioni fiscali. Le modifiche effettuate al meccanismo della cessione dei crediti, con l’intento di evitare truffe, hanno di fatto bloccato migliaia di interventi e causato enormi problemi alle imprese sia per i crediti già maturati per lavori finiti sia per i nuovi crediti da maturare per lavori contrattualizzati e ancora da eseguire. Molte banche – dichiara Massimiliano Barison, Assessore al Patrimonio, alle politiche abitative e per il lavoro di Albignasego – hanno ridotto i plafond di acquisto mentre molte BCC e Banco Poste lo hanno addirittura sospeso con il rischio che i bonus diventino di fatto “incedibili” poiché esse non avranno la possibilità di rivenderlo”.

“A breve – è quanto afferma l’interessato – le aziende non avranno liquidità e non saranno in grado di pagare i fornitori, gli stipendi e acquistare le materie prime con conseguente fermo cantiere o fallimento, fino al danneggiamento di migliaia di famiglie che potrebbero essere chiamate in causa con spese legali e indebitamento per saldare lavori anche non finiti. Sono quotidianamente contattato da imprese, ricordando il mio impegno di assessore provinciale al lavoro negli anni della crisi economica tra il 2009 e il 2012, che mi esortano – prosegue Massimiliano Barison – a far emergere tutto ciò prima che sia troppo tardi. La mia proposta è di tracciare il credito dall’origine sino all’utilizzatore finale, con una barriera di controlli iniziali fatti da istituti vigilati dalla Banca d’Italia al fine di certificare l’effettiva esistenza delle opere realizzate e la bontà del credito, evitando così che l’attuale impossibilità del tracciamento alimenti le frodi”.

“E’ prioritario mettere mano al decreto, senza attendere la conversione in legge tra un paio di mesi, o migliaia di imprese oneste – conclude Barison – avranno già chiuso o fallito. La soluzione c’è, al contrario si rischia un problema sociale nazionale”.

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VENETO

Il cambio di rotta di Zaia e il no secco all’obbligo vaccinale: “Causerebbe tensioni e non è da Paese civile”

Il governatore del Veneto: “Questo Paese non ha bisogno di scontri sociali”. Il sì alle campagne pubblicitarie: “Continuiamo a parlare anche con chi non si vuole vaccinare”

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Il cambio di rotta di Zaia e il no secco all'obbligo vaccinale: "Causerebbe tensioni e non è da Paese civile" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Luca Zaia cambia pelle. Il nuovo anno vede il governatore veneto in preda a una sorta di redenzione post-natalizia, dovuta forse al fatto che i politici protagonisti della psico-pandemia negli ultimi mesi non navighino in acque così tranquille. Mentre il Codacons bastona Draghi e il suo allarmismo invitandolo a rettificare le recenti affermazioni infondate, Zaia opta per una sorta di trasformismo sanitario. Lasciati alle spalle i tempi in cui invocava il TSO per chi non voleva sottoporsi al vaccino e in cui promuoveva multe e arresti per i positivi, ora sostiene (si direbbe giustamente) la libertà di scelta, ponendosi idealmente alla guida della fronda leghista che sostiene con convinzione il no all’obbligatorietà vaccinale.

L’analisi questa volta è piuttosto lucida: “L’obiettivo – ha detto il governatore del Veneto alla Stampa – è vaccinare tutti, non creare tensioni. Qualcuno ci spieghi quale sarebbe la modalità per la vaccinazione obbligatoria. Mandiamo la forza pubblica? Mi rifiuto di pensare che un Paese civile possa fare una cosa del genere”. Da qui l’appello al governo: “Si spieghi”, “altrimenti – chiosa il governatore – lasciamo stare”. Via libera invece alle campagne pubblicitarie, necessarie per “continuare a parlare anche con chi non si vuole vaccinare. Questo Paese – ha concluso lapidario Zaia – non ha bisogno di scontri sociali”.

Zaia si schiera: “No all’obbligo vaccinale. Il governo vuole mandare la forza pubblica dai No vax?”

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