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Il caldo agostano di questi giorni aumenta la voglia di bere e di cibi freschi, oltre che la necessità – da parte del nostro organismo – di incamerare più vitamine e liquidi. Ecco allora che una ricetta semplice e veloce può venire in soccorso di tutti. E’ lo Tzatziki, la tradizionale salsa greca a base di cetrioli che si serve come antipasto in abbinamento alla “pita”, pane piatto che ha l’aspetto di una piadina lievitata. Qui proponiamo la ricetta di Giallo Zafferano, che è interessante perché propone una variazione che può permettere di realizzare – in aggiunta – un’acqua depurativa e dissetante.

Anziché tagliare i cetrioli – gli ortaggi che assieme all’aglio e allo yogurt compongono questo piatto – il blog propone di grattugiarli e di lasciarli scolare. E’ molto importante, così come è importante strizzarli per evitare che la salsa abbia, alla fine, una consistenza liquida. A scolatura e strizzatura effettuate, avremo un’acqua di un verde vivo dall’alto contenuto vitaminico e dalle alte proprietà depurative che potremo utilizzare per l’acqua di cui sopra. Basta munirsi di una caraffa di vetro, di un boccale o di un bicchiere capiente, e aggiungere il liquido di risulta dei cetrioli. A questo punto si aggiungono acqua fresca, fette di limone e fette di cetriolo a piacere. Per chi lo gradisce, si può aggiungere anche del succo di limone. Il composto va lasciato in infusione per almeno 6 ore, poi va filtrato e bevuto. Non è solo un ottimo rimedio, ma è anche dissetante.

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BENESSERE

“Tempi maturi per mettere da parte Green Pass e mascherine”

Il presidente della Società Italiana di Virologia e direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia del San Raffaele Massimo Clementi chiede “l’eliminazione” del certificato verde: “Dati in discesa. Non si tratta di discussione scientifica ma politica. Togliere anche in tempi brevi anche l’obbligo di mascherine”

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"Tempi maturi per mettere da parte Green Pass e mascherine" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Eliminazione del Green Pass e delle mascherine. E’ quanto ha chiesto la SIV-ISV – Società Italiana di Virologia – tramite il suo presidente Massimo Clementi. Il medico (che è anche direttore del laboratorio di Microbiologia e Virologia dell’ospedale San Raffaele di Milano) ha rilasciato alcune dichiarazioni sul certificato verde su cui si ostina in queste ore l’azione di governo, chiedendone la sospensione. “Siamo più o meno al picco, calcolando i dati sull’intero paese. Se invece scorporiamo quelli di Lombardia e dell’Emilia Romagna, notiamo che i dati stanno già diminuendo: l’apice qui è già stato raggiunto. Ora dovremmo andare verso la generale discesa: la tendenza ci arriva da altri paesi, dove la nuova variante è circolata all’inizio”, ha detto il medico all’Huffington Post.

I dati, insomma, non sono certo quelli di due anni fa, e tra la penalizzazione del diritto al lavoro e alle cure ai veti a fruire di servizi anche essenziali, comincia ad esplodere – prevedibilmente – la rabbia sociale. “Vediamo file interminabili di persone che hanno bisogno del tampone per lavorare. Bisognerebbe snellire questo percorso: se sei vaccinato e infetto, come negli Stati Uniti, resti 5 giorni a casa e poi con una mascherina FFp2 puoi uscire, senza bisogno di tampone”. Del resto, anche l’OMS inizia a parlare di auto-osservazione al posto di quarantena, i test rapidi (anche fai-da-te) prendono il posto di quelli molecolari e Paesi che sono stati interessati dalla variante Omicron come la Gran Bretagna hanno già detto addio a tutte le restrizioni.

E’ quello che si dovrebbe fare anche in Italia secondo Clementi, che non è certo l’unico ad appellarsi alla fine di tutte le imposizioni. Quella sul Green Pass, chiosa il presidente della Società Italiana di Virologia, più che una discussione scientifica è diventata per molti versi una discussione politica. C’entrano i rapporti tra controllo della pandemia e attività economiche. Per quello che mi riguarda, il Green Pass può essere considerato utile se considerato straordinario, da utilizzare nei periodi in cui non se ne può fare a meno. Se dovessero scendere i contagi, considerando che stiamo andando verso una stagione primaverile e dunque più avversa al virus, bisognerebbe a piano a piano eliminarlo”. Discorso analogo per le mascherine: “sarebbe auspicabile che venisse tolto l’obbligo in tempi brevi se i contagi scendessero. Tra le misure è quella meno utile”. Senza contare, verrebbe da aggiungere, le vere leggi in vigore, che obbligano a non “travisarsi” quando si entra in un luogo pubblico.

C’è poi la questione spinosissima dell’abbandono dei pazienti non covid che devono essere operati o visitati. Un dramma umano e sociale che sta toccando centinaia di migliaia di italiani, tanto è vero che il caso di Pregliasco e del Galeazzi non è che la punta dell’iceberg di una situazione molto più radicata. “Una vera criticità – ha detto ancora Clementi – è rendere fruibile l’ospedale per tutti le specialità che in questi anni pandemici hanno sofferto, offuscati dalla pandemia. Gran parte delle politiche di prevenzione di malattie importanti sono state rallentate nel periodo Covid”.

Fonte: “Intravediamo la discesa, iniziare a ragionare sull’addio al Green Pass”

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Fatto in casa, senza addensanti chimici e senza macchina: il gelato (con frutta fresca) in tre ingredienti

Con il calore estivo cresce la necessità di incamerare vitamine. Ecco perché questo dolce fresco può essere indicato per combattere l’arsura e per nutrirsi in maniera più salutare e naturale

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Fatto in casa, senza addensanti chimici e senza macchina: il gelato (con frutta fresca) in tre ingredienti | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il gelato fatto in casa, senza gelatiera, in tre ingredienti e senza addensanti chimici. Lo ha sdoganato un famoso volto televisivo, ma per i gusti cremosi. Con il calore estivo, invece, cresce la necessità di incamerare vitamine e di consumare frutta. Ecco perché questo dolce fresco può essere indicato per combattere l’arsura e per nutrirsi in maniera più naturale. Quando si parla di gelati confezionati, infatti – siano essi in vaschetta o sugli stecchi – a preoccupare è l’ossido di etilene, al centro di una recentissima controversia che riguarda diverse aziende, costrette nelle scorse ore a ritirare i propri prodotti dal mercato europeo a causa del superamento dei limiti consentiti per questa sostanza.

Ecco allora che fare il proprio gelato in casa equivale a mangiare un qualcosa dal gusto migliore, più salutare e semplice da realizzare, che tra l’altro non fa il cosiddetto “effetto ghiaccio” grazie ai suoi ingredienti. Come fare, nel pratico? Ci vogliono tre cose sole (dosi per 500 g. di gelato):

  1. Panna fresca da montare (250 ml)
  2. Latte condensato (150 g.)
  3. Frutta frullata (qb)

Il primo ingrediente si trova facilmente ed è molto utilizzato per la guarnizione dei dolci, mentre il latte condensato si presenta in forma di lattina o di tubetto. Si può fare di meglio e prepararsi da soli anche questo utilizzando la mazeina, conservandolo in maniera giusta e consumandolo entro i tempi previsti. Per quanto riguarda la frutta e il suo quantitativo, tutto dipende dal proprio gusto personale e dalla consistenza che si vuole ottenere. Di sicuro si prestano bene le fragole, i frutti rossi, il melone, le banane, le pesche. Sconsigliati invece i frutti a base acquosa come l’anguria, più indicati per ghiaccioli e sorbetti (è sufficiente ricavare il succo e metterlo nelle coppette e negli stampini, senza aggiunta di zucchero).

Il procedimento è un inno alla semplicità e alla velocità. Si monta la panna con uno sbattitore elettrico o con una planetaria, si aggiunge il latte condensato amalgamando con una spatola dall’alto verso il basso e si aggiunge la frutta frullata sul momento. Si versa il composto nelle vaschette o nelle coppette e si attendono almeno 6 ore per consumarlo. Il gelato che si ottiene non ha i colori squillanti dei gelati confezionati o di quelli artigianali realizzati con l’aggiunta di coloranti, ma come detto è più gustoso e salutare di molti prodotti commerciali. Per “ravvivarlo” è sufficiente aggiungere frutta fresca a completamento o a decorazione.

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Davvero si può contrastare l’ansia con l’olio di Cbd?

Il rimedio interamente naturale spesso indicato per gestire alcuni disturbi di lieve entità

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Davvero si può contrastare l'ansia con l'olio di Cbd? | Rec News dir. Zaira Bartucca

Oggi si sente tanto parlare di oli considerati terapeutici, cioè di quei rimedi 100% naturali che molti utilizzano nel tentativo di affrontare la giornata con maggiore serenità. Le persone che vogliono prendersi cura del proprio benessere, senza con questo ricorrere a metodi invasivi, possono scoprire nell’olio al CBD un valido alleato. E’ quanto si può leggere in questo articolo. Sul punto si sono sviluppati diversi studi, sebbene non manchi tuttora una certa confusione. La prima cosa che bisogna sapere, è che – stando ai pareri degli esperti del settore – l’olio al CBD non genera gli effetti tipici della cannabis non legalizzata, anzi si tratta di un prodotto oramai protagonista della moderna fitoterapia.

Molti si domandano ancora quali sono le verità che riguardano la cannabis e se l’olio al CBD funziona realmente o si tratta solo di una trovata commerciale. A questo proposito si possono considerare i risultati delle numerose ricerche che sono state compiute in ambito medico e scientifico. Allo stato attuale, l’olio al CBD viene considerato un rimedio completamente naturale ma soprattutto fitoterapico. Questo spiega il crescente successo e la diffusione smisurata nei negozi (sia fisici e sia online) che commercializzano questi prodotti. In genere si tratta di attività commerciali specializzate nella vendita al dettaglio di vari prodotti che sono derivati dalla canapa, dunque perfettamente regolari e rispettosi della normativa vigente. Esistono diversi e-commerce che permettono di spaziare fra tante varietà di canapa legale e oli al CBD. Queste aziende hanno dato vita a un vero e proprio business a livello non solo nazionale, ma mondiale. Persone di ogni età e affette da disturbi di lieve entità si affidano alla canapa light per stare meglio.

Non tutti i rivenditori sono comunque seri e affidabili. Quelli seri che sono diventati un vero e proprio punto di riferimento commercializzano soltanto prodotti sicuri, ovvero controllati in laboratorio e con formulazioni ricche di principi attivi non alterati. Ecco perché l’olio al CBD è diventato il rimedio fitoterapico per eccellenza. Com’è noto, la fitoterapia non si basa su credenze, ma è una scienza riconosciuta che si fonda su lunghi anni di ricerche, dimostrazioni e prove. La fiducia delle persone verso questa branchia è cresciuta nel corso degli ultimi anni.

Nonostante tutto, l’olio al CDB è ancora oggetto delle considerazioni di molti critici, ma molti – al contrario – ne decantano le proprietà e i benefici. All’interno di questo olio è infatti racchiusa una molecola particolare, molto simile a quella che viene prodotta dallo stesso organismo umano. Questa molecola è anche in grado di agire positivamente sul sistema endocannabinoide, più in particolare di svolgere una funzione neuro-protettrice, che regola importanti processi. L’assunzione regolare e secondo la posologia consigliata dell’olio al CBD consentirebbe di regolare l’umore, quindi di combattere lo stress, gli stati ansiosi e più in generale le fasi post-traumatiche. Le ricerche scientifiche non fanno altro che confermare i dati che vengono raccolti da tempo, secondo i quali la cannabis light serve per avere uno stato di benessere e tranquillità.

Occorre segnalare un importante studio condotto in Brasile dall’Università di San Paolo di cui si può leggere un sunto consultando questo articolo. I ricercatori universitari sono impegnati da tempo nell’approfondire gli effetti positivi del CBD sull’organismo e più nello specifico con i neurorecettori CB1 e 5-HT1A, gli stessi sui quali agiscono i farmaci ansiolitici. La ricerca è iniziata nel 2011 e mette in evidenza lo stretto legame fra la molecola del CBD con questi recettori. Il processo ristabilisce l’equilibrio con i livelli di serotonina, dopamina e noradrenalina. Secondo i ricercatori, il CBD agisce quindi come fosse un ansiolitico ma completamente naturale, quindi utile per moltissime persone che si trovano ad affrontare periodi di forte stress e stanchezza. Del resto in tutta Europa il numero delle persone che soffre di ansia e attacchi di panico è in costante aumento e la necessità di contrastare queste condizioni senza ricorrere ai farmaci di sintesi, sta diventando una priorità. L’uso prolungato di farmaci, d’altra parte, potrebbe provocare tutta una serie di complicazioni e viene anche sconsigliato dai maggiori professionisti del settore.

Rimangono tuttavia persone che sono scettiche verso i prodotti a base di canapa light e verso l’olio al CBD. Le testimonianze postate sui forum e sui social, in particolare, riferiscono di attacchi di fame improvvisi, nervosismo e stati d’animo che poco invogliano a socializzare con gli altri. Va da sé che un potenziale acquirente interessato all’olio ad CBD inizia a porsi qualche domanda e a dubitare della reale efficacia dei prodotti derivati dalla canapa. Tra un estremo e l’altro, ovviamente, si colloca la soggettività di ognuno: è dunque sempre bene interfacciarsi con il proprio medico curante per comprendere se questi tipi di prodotto facciano al caso proprio.

In commercio sono inoltre apparsi diversi oli al CBD, con concentrazioni e gusti vari e un aspetto che spesso manda in confusione gli acquirenti. Non mancano anche balsami, creme, pasticche edibili e tanti altri prodotti per la bellezza. Come bisogna comportarsi e come fare un acquisto consapevole? Il consiglio è quello di puntare solo su oli al CBD certificati, quindi commercializzati da negozianti affidabili, in grado di fornire ogni utile indicazione e informazioni sulla provenienza delle materie prime. Molte aziende, cavalcando l’onda del momento, hanno proposto anche oli mediocri, dai quali bisogna stare alla larga. Solo un olio al CBD di qualità potrà garantire buoni risultati per corpo e mente. Si tratta di oli che racchiudono percentuali di THC molto basse e comunque inferiori a quelle prescritte dalla normativa di settore.

Mantenere l’equilibrio del proprio organismo dovrebbe essere una buona abitudine per tutti. Molte persone commettono l’errore di curare i problemi fisici quando diventano gravi, ma poi diventa più complicato liberarsene. L’olio al CBD di qualità agisce invece a livello fisiologico facendo in modo di ristabilire i processi in maniera naturale. Si tratta anche di un prodotto adatto per chi segue un regime alimentare vegano e vegetariano, oltre che per celiaci e per coloro che soffrono di intolleranze alimentari. Per quanto riguarda l’assunzione, si raccomanda sempre di non oltrepassare le dosi consigliate, in genere stimate in qualche goccia. L’importante è chiedere sempre il consiglio di uno specialista.

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