Periodico di Inchieste

Mascherine “obbligatorie”? Anche loro sono contro la Legge. Ecco perchè


Nel dibattito avviato dallo stesso ministro Speranza, prima sostenitore della loro inutilità, si inseriscono almeno altri tre aspetti. Il primo riguarda le norme; il secondo, la salute di chi le indossa. Il terzo, le fonti di contagio “alternative”



Mascherine “obbligatorie” per “proteggersi”? Una pia illusione visto che, a sentire il dottor Stefano Montanari, “un virus non è una pallina da tennis”. Questo significa che è talmente minuscolo che – sempre ammesso che rappresenti la minaccia raccontata – riuscirebbe a passare in ogni caso dal fastidioso lembo che copre naso e bocca, che spesso si abbassa per poter parlare agevolmente. Ma nel dibattito inaugurato dallo stesso ministro alla Salute Roberto Speranza, prima convinto sostenitore della loro inutilità, si inseriscono almeno altri tre aspetti. Il primo riguarda le leggi in vigore; il secondo, la salute di chi le indossa. Il terzo, ma non meno trascurabile, le fonti di contagio “alternative”.


Tra rapine e terrorismo, in Italia “travisarsi” è reato

In Italia “travisarsi”, ovvero mascherarsi – a meno che non si tratti di Carnevale e non ci sia un reale giustificato singolo motivo – ovvero nascondere i propri tratti somatici, è un reato. Così stabilisce la Legge 152/1975, sul cui solco si inserisce una legge del 1981 e una del 2005 (misure urgenti per il contrasto del terrorismo internazionale). A questo proposito diversi deputati hanno presentato – lo scorso 5 maggio – un’interrogazione parlamentare. Che significa, nel pratico? Che un malintenzionato con la scusa della mascherina “da coronavirus” potrebbe entrare in un negozio e fare una rapina. Dunque sta al commerciante comprendere se il gioco valga la candela: perché se da un lato il governo ha la presunzione di poter tutelare la salute con una misura la cui efficacia scientifica non è stata mai provata, l’esercente e i beni di cui è proprietario sono tutelati dalla normativa vigente. Tradotto: legalmente, nessuno potrebbe obiettare se un commerciante decidesse di far entrare nel suo negozio una persona senza mascherina. Un aspetto inquietante: il governo Conte nel frattempo con la scusa dell’emergenza ha limitato perfino il godimento della proprietà privata in questo modo.


Il rischio è svenire o esporsi a giramenti di testa, soprattutto in estate

Altro aspetto delicato riguarda i danni provocati da questo tipo di dispositivi. Le mascherine riducono l’afflusso di ossigeno, e soprattutto nel periodo caldo possono provocare capogiri e svenimenti, non solo negli sportivi. Quasi tutte le mascherine, inoltre, sono usa e getta, ma spesso c’è chi si trova a disinfettarle alla buona, a lavarle, a stenderle all’aria aperta. Misure che, nonostante i buoni propositi, le fanno rimanere un ricettacolo di batteri. E allora? Allora con buone possibilità si starebbe meglio a naso e bocca scoperti, all’aria aperta, magari davanti a un panorama marino dove sono alte le percentuali di iodio (vedi intervista al dottor Giulio Tarro).


Si muore solo di coronavirus? Task-force contro ebola e malaria non sono mai esistite: perché?

Costantemente in balia del terrorismo mediatico e del procurato allarme di politici e “informazione” mainstream, si dimentica inoltre un altro aspetto fondamentale. Il mondo è pieno di fonti di contagio e di potenziale malessere diverse dal “coronavirus”, alcune delle quali anche peggiori. Dalla sola Africa importiamo ebola (per il tremendo morbo l’OMS lo scorso hanno ha rifiutato misure di contenimento) e malaria; solo per ricordare due malattie infettive, la prima delle quali provoca emorragie. Eppure non ci siamo mai fatti problemi a farci portare il carrello del supermercato da qualcuno che nei centri di accoglienza è spesso controllato alla buona, oppure se ne va a gambe levate prima che gli stessi controlli avvengano. C’è chi beve dal rubinetto, incurante delle malattie che il gesto può provocare. C’è chi fuma, e lo Stato – che lucra sui lavorati del tabacco – non si sogna nemmeno di fare task-force sul tumore al polmone, che pure uccide decine di migliaia di persone all’anno.


Ha senso indossare la mascherina?

Ha, concludendo, senso, mascherarsi in pubblico rischiando di contravvenire alle normative in vigore ed esporsi a malesseri estivi nella consapevolezza che – con tutta la buona volontà del mondo – nessuno si può chiudere in una campana di vetro e impedirsi di vivere per la minaccia di pericoli che, mascherine o meno, coronavirus o meno, esistono comunque?


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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