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INCHIESTE

I dati Istat sulla mortalità dell’ultimo triennio svelano l’inganno Coronavirus

Malati di tumore o con il sistema circolatorio compromesso, morti da avvelenamento, colpiti da malattie infettive. Dal 2017 al 2019 i decessi italiani hanno oscillato tra i 636mila e i 647mila all’anno, pari a circa 53mila al mese. Ma nessuno ha indetto conferenze stampa quotidiane o agito sulle concause

I dati Istat sulla mortalità dell'ultimo triennio svelano l'inganno Coronavirus | Rec News dir. Zaira Bartucca

Ben 646.883 decessi per il 2017, circa 636mila per il 2018 e 647mila per il 2019. Sono i blindatissimi dati ISTAT sulla mortalità in Italia nell’ultimo triennio. Blindatissimi perché, dopo una chiusura pressocché totale delle banche dati che ha coinciso con “l’emergenza coronavirus”, l’Istituto nazionale di statistica ha riaperto i battenti chiudendoli poi di nuovo parzialmente. Mentre scriviamo, i dati delle banche dati relative alle cause multiple di morte sono fermi al 2017.

Tre anni fa i deceduti per malattie infettive, nel silenzio generale, sono stati quasi 14mila

Anche questi tuttavia, sono esemplificativi e allo stato consultabili selezionando “Salute e sanità”, “cause di morte” e “cause multiple di morte”. Calcoli alla mano, le cifre rapportate al periodo mensile mostrano circa 53mila decessi ogni trenta giorni. Nello specifico, per il solo 2017 sono decedute 13.972 persone di malattie infettive e parassitarie, più di quante ne ha fatte ufficialmente finora il coronavirus (anche se il responsabile della Protezione civile Angelo Borrelli ha ammesso che la conta sia stata sovrastimata. Lo stesso Gallera ha affermato che “le indicazioni erano di considerare malati Covid19 anche chi è in isolamento domiciliare e febbricitante”). Gli avvelenamenti letali, invece, per l’anno del rapporto sono stati 24.735.

In Italia nel 2017 sono morte quasi 180mila persone di tumore, ma nessuno ha pensato a task-force di settore

I tumori nello stesso anno, hanno mietuto 179.351 vittime, ma nessuno ha pensato a task-force nazionali per agire sulle concause. Nessuno ha pensato di chiudere fabbriche che avvelenano, di rendere illegali le sostanze considerate cancerogene che pure sono presenti nei cibi in forma di coloranti e conservanti. Nessuno ha ideato una task-force contro tabacco e sigarette, anzi i tabacchini sono rimasti aperti anche nel corso della cosiddetta Fase 1, quella considerata ad alto rischio contagi.

Quasi 225mila morti all’anno per malattie circolatorie. E ora sono pure vietate le passeggiate

Le malattie circolatorie? Dei “nemici invisibili”, dei “killer silenziosi” che si portano via 224.859 italiani l’anno, e chissà quanti altri se ne porteranno dopo che sono state vietate per decreto pure le passeggiate.

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