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Il dottor Giulio Tarro dopo i bluff dei burocrati del mainstream è diventato più virale del coronavirus, che già di per sé a sentire un luminare come lui non è questo gran mostro. Solo che Tarro è comparso sulla scena con due-tre mesi di ritardo, quando cioè “gli altri”, dal fissato con i tamponi, al pediatra, al fan di Obama e a “Miss Italia”, erano giunti a conclusioni errate. Oggi il virologo napoletano viene, sì, interpellato, ma spesso per processi da Santa Inquisizione, come quello che ha dovuto subire ieri da un giornalista televisivo: in un articolo è comparsa una raffica di 74 domande, che hanno lasciato un margine di risposta quasi nullo. Il luminare, inoltre, aveva annunciato un’intervista per un serale di rete 4, che in realtà non è ancora andata in onda. Tarro parla chiaro e, forse, il suo parere spaventa. Perché è davvero autorevole, e perché con poche parole e consigli pratici è in grado di sciogliere il nodo coronavirus. Quello che a qualcuno fa comodo tenere aggrovigliato.

Che effetto le ha fatto la “fase 1” del dibattito sul coronavirus, prima che lei venisse scomodato?

Era una notizia che già circolava dalla Cina, allora io mi ero tenuto molto informato su come era andata la situazione, anche perché avevo già fatto un paio di lavori in inglese per giornali asiatici su questo problema. Quando abbiamo chiuso, per così dire, le nostre frontiere in Italia e c’era la zona rossa con la Lombardia e quattordici province, era già una questione che avevo ben maturato. Ho fatto alcune considerazioni tenendo come punto di riferimento quello che era successo in Cina. Quando noi eravamo quasi al massimo, in Cina era quasi finita l’epidemia.

Da questi studi cosa ha desunto, spiegando in maniera semplice per tutti?

Ho desunto in particolare l’approccio alle percentuali, anche considerando quello che andavano comunicando i colleghi cinesi sugli 80mila contagiati circa. Per l’81% dei casi si era rivelata una malattia banale, controllabile; per il 4 -7% era una malattia critica, ma per questo accadeva in caso di anzianità o per pregresse patologie. Per esempio quelle cardiocircolatorie nel 14% i casi, il diabete al 7%, il 6% altre patologie polmonari, renali o epatiche. Sono questi i casi. La cosa principale che voglio dire: loro sono stati in grado di vedere che questi soggetti guariti avevano gli anticorpi, che loro hanno utilizzato come sieroterapia nei casi più critici, che altrimenti dovevano essere affidati eventualmente al respiratore artificiale o stavano già sotto il respiratore artificiale. Loro hanno notato che questo intervento in 48 ore riusciva ad azzerare il virus. Un vaccino cosa fa tutto sommato? Provoca la formazione degli anticorpi, ma questi anticorpi derivano anche dall’infezione naturale e possono essere trasferiti da un paziente che ha avuto l’infezione a uno che ce l’ha in corso. Per loro la sieroterapia si è rivelata il sistema migliore.

Quindi quello che dice Speranza, e cioè che dobbiamo convivere con il virus e stare chiusi in casa finché non troviamo un vaccino?

Il vaccino non c’è. Deve essere prodotto e ovviamente deve essere sottoposto a tutte le leggi di sicurezza fissate. Non per niente l’Organizzazione mondiale della sanità ha parlato di 18 mesi. Se si vuole fare una scorciatoia si può fare in 12 mesi, ma in ogni caso ci sono delle fasi indispensabili una volta che il vaccino è pronto.

Proprio da questo punto di vista uno studio recente ha messo nero su bianco che la sperimentazione umana, soprattutto quando avviene in tempi ristretti, potrebbe segnare i volontari con gravi malattie – leggo testualmente – o addirittura condurre alla morte. Si sente di confermare questa possibilità?

Non mi sento di escluderla, nel senso che ci sono ormai dei fattori etici. Non siamo a Norimberga, per intenderci. Si è desunto chiaramente che si possono creare di queste situazioni. Si è parlato anche dei militari, e ovviamente i soldati hanno fatto una loro dichiarazione in merito dicendo che non hanno intenzione di fare i volontari.

Per lei è concreto il rischio della ricaduta ad ottobre di cui si parla tanto? Come si fa a parlare di un mese specifico?

Penso che non ha nessun fondamento perché se noi dobbiamo guardare all’esperienza precedente, la prima Sars non è ritornata. La seconda Sars, la febbre del Medio Oriente, è una malattia che non ha un andamento epidemico ma solo dei casi piuttosto singoli, a macchia di leopardo. Questa è la nostra esperienza. Intanto abbiamo i cinesi che hanno finito, la Corea del Sud ha completato e siamo partiti quasi insieme come andamento della curva epidemiologica, solo che loro hanno fatto i tamponi per tutti e hanno seguito i pazienti in maniera smart.

L’utilizzo delle app?

Ormai siamo in un’epoca in cui è possibile farlo. Non è un fatto potenziale, ma reale.

E per quanto riguarda le violazioni della privacy? Sono preoccupanti o il gioco vale la candela?

Presumo che si possa fare tutto questo sotto la privacy, come già accade nei nostri laboratori quando uno fa un elettrocardiogramma o un encefalogramma o altri esami, e tutto avviene ad esclusivo beneficio del paziente.

Da persona comune, che non è del settore, vorrei però capire come mai esistono tante malattie polmonari e infettive e a sentire altri esperti centinaia di migliaia di virus. Molte malattie le importiamo ma per nessuno di questi casi si è mai pensato ad app, tamponi e test sierologici. Da esperto pensa che serva davvero tutto questo?

Io penso che qualsiasi cosa vada fatta con un determinato obiettivo. Ovviamente non ci possiamo preoccupare ora che abbiamo un epidemia in corso. Ci dobbiamo preoccupare quando vogliamo fare una prevenzione, come succede per esempio per le donne in gravidanza con la misurazione degli anticorpi per cinque componenti che potrebbero causare lesioni. Esistono delle situazioni in cui uno fa degli anticorpi alla ricerca di qualcosa.

Come mai in Italia non si parla abbastanza di cure? Si parla di farmaci ma per criticarli. Il coronavirus si cura?

Abbiamo una buona esperienza, soprattutto con quello che hanno iniziato i francesi con l’antimalarico, che ha avuto già efficacia in soggetti che avevano il coronavirus combinato a un antibiotico che agisce presumibilmente sui germi opportunisti. Questo sicuramente è già un fattore positivo perché l’hanno risolto non solo i francesi ma anche noi in Italia, e anche gli alti vertici di Trump hanno fatto ordinare quesi farmaci per gli Stati Uniti. Quindi le cure come il Plaquenil e l’idrossiclorochina si usano in sostanza. Poi ovviamente ci sarebbero gli antivirali come quello per l’ebola che hanno usato a Genova con efficacia, il famosi Remdesivir, che ha funzionato a livello curativo agendo proprio sul coronavirus.

Ricapitolando: se sono un soggetto sano posso accedere senza problemi a delle cure che dunque esistono e in più esiste un’ulteriore terapia con gli anticorpi.

Perfetto, ha compreso benissimo.

Mi metto nei panni del lettore medio, del telespettatore medio che ogni giorno riceve messaggi allarmanti, o almeno io li leggo come tali. Lei si sentirebbe di rincuorare una persona che in questo momento è davanti alla tv e si sente terrorizzato a stare fuori?

Io presumo che tutta l’informazione ha avuto questo fine, di generare questa sindrome da panico. Lo stress cui noi siamo soggetti normalmente per quello che riguarda l’alimentazione, lo stress che deriva dal nostro stile di vita…aggiungiamo questa informazione che ci fa ulteriormente abbassare il sistema immunitario. Per non parlare ovviamente dello stato mentale. Le notizie di certo incidono su parecchie persone sotto questo aspetto, e quindi bisognerebbe dare delle notizie non allarmanti, ma per quello che sono. Non è che tutte le morti in questo momento sono provocate dal coronavirus. Poi magari fortunatamente se andiamo ad approfondire l’Istituto superiore di sanità controlla queste cartelle delle vittime e ci dice che su 909 soltanto 19 sono morti da coronavirus. E’ un modo diverso di affrontare il problema.

Certo. Lei cosa consiglierebbe come prevenzione a una persona che è in salute? C’è qualcosa che si può fare di pratico?

Ma io penso senza dubbio vitamina C però non fatta a milligrammi, ma a grammi. La vitamina D però sotto controllo medico perché è liposolubile, cioè non viene liquidata lo stesso giorno come la vitamina C ma eventualmente si può accumulare. Poi se uno si trova per motivi professionali ad avere necessariamente contatti con altri pazienti si può utilizzare già l’antimalarico, cioè il Plaquenil a dosaggio minimo, anche come profilassi.

E l’attività fisica all’aria aperta? Fa bene, fa male? Influisce, non influisce?

Quella fa bene in ogni caso, è inconcepibile dire che non faccia bene. I nostri medici di una volta ce lo dicevano: aria, luce e poi anche per gli anziani una quarantina di minuti al giorno farebbe molto bene al loro sistema cardio-circolatorio.

Sono proprio le cose che adesso mancano alla gente…

Sì, appunto.

Accetterebbe un incarico per la gestione della cosiddetta emergenza se le venisse proposto?

Ma presumo che avendo un lungo background di epidemie dal colera in poi, il male oscuro e poi ultimamente le ultime influenze…la Regione Campania per esempio era al primo posto per numero di contagiati e il numero posto era però giustificato dalla diagnosi. E’ una buona sanità.

Lei è un esperto di chiara fama e ha ottenuto molti riconoscimenti. Qual è l’aspetto della sua vita professionale che le ha dato maggiore soddisfazione?

Di aver salvato molte vite. Molti bambini, soprattutto quelli fino a due anni che morivano per il male oscuro. Io ho risolto.

Le stavo per domandare se c’è stato qualche episodio che l’ha segnata umanamente ma immagino sia questo.

Si ma ce ne sono tanti, anche ultimamente una lettera di quella che nel ’78, ’79 era una bambina. I genitori le avevano detto che ero stata io ad assicurare sulla progressione non della malattia ma della guarigione, e quindi mi ha mandato una mail molto toccante.

Si sta spegnendo in generale il rapporto medico-paziente? C’è chi parla visite via Skype, di tele-consulti. Noi abbiamo trattato il caso di una clinica a Milano che invitava le donne con una gravidanza a rischio ad acquistare “visite” video.

E’ già da tempo che c’è quest’approccio. Il medico ormai è visto come un idraulico, un architetto. Invece il medico serve non per una patologia ma per il benessere. Non so se rendo l’idea.

Si può sostituire, anche in futuro, il contatto medico-paziente?

Io penso che la visita è indispensabile, non possiamo utilizzare il dottor Google. In maniera superficiale sì, ma approfondita sicuramente no.

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

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Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

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COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

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Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

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Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021
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Corbelli commenta le parole di Miozzo, poi svela: “Nei media c’è l’ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini”

Intervista al leader di Diritti Civili, che chiede la rimozione dall’incarico del Consulente di Occhiuto. E racconta cosa sta significando la pandemia per chi perde il lavoro, per chi non si può operare, per chi viene diffamato e per chi si va a vaccinare perché si sente costretto

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Corbelli commenta le parole di Mizzo, poi svela: "Nei media c'è l'ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini" | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un Paese normale, Corbelli sarebbe uno dei papabili per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo chiamano “il Gandhi italiano” per i suoi 35 anni spesi a favore degli ultimi, che gli hanno fatto portare a casa elogi bipartisan. Stimato a destra come a sinistra, è stato l’unico a non stare zitto di fronte all’invito – lanciato dalle colonne del Corriere della Sera dal Consulente per la Sanità e la Protezione Civile Agostino Miozzo – di sovvertire l’ordine democratico causa pandemia. E di arrestare i No-vax. “Ha superato ogni limite”, ha tuonato Corbelli. “Chiedo ad Occhiuto di rimuoverlo immediatamente, o andrò a protestare a Catanzaro, alla Cittadella, davanti alla sede della Regione Calabria, come ho fatto in altre occasioni”, ha riferito alla stampa locale.

Miozzo a noi ha detto che quelle parole non le ha mai pronunciate.
Miozzo è impazzito o cosa? Ha negato? Ormai c’è un impazzimento collettivo. Siamo di fronte a dei drammi, ma c’è un limite a tutto. Con il doveroso rispetto per tutti, ritengo che affermazioni del genere siano irresponsabili, pericolosissime. Forse questo dottore, Miozzo, non ha percezione del dramma che vivono milioni di persone. Si parla di centinaia di migliaia di famiglie, di persone cadute depressione, insegnanti che si sono visti la vita distrutta, per aver fatto cosa? Per aver detto un no motivato a un siero sperimentale. Ma come fanno a imporre un siero sperimentale? E si invoca la sospensione della democrazia e l’arresto? Questa è gente che un giorno pagherà per quelli che io considero crimini contro l’umanità. A tutti i livelli, sia chiaro, perché qui si sta colpendo e distruggendo un popolo. Come fa un governo a ignorare la libertà di scelta e a fare quello che fa? Siamo di fronte alla pagina di storia più buia dal dopoguerra a oggi.

Si sta forse alzando un po’ troppo il tiro e si rischia una qualche deriva pericolosa.
Esattamente, brava. Le persone sono ormai esasperate, oltre ogni limite umano di sopportazione. Si parla delle multe a chi non si vuole vaccinare, ma non dicono che hanno tolto anche il pane a questa gente.

Non si possono più dire cose che possono turbare la narrazione dominante.
Una pagina nera di storia recente è quella che riguarda Facebook. E’ un canale social asservito. Sono stato sospeso per un mese per aver pubblicato un’istanza per evitare che docenti e Forze dell’Ordine venissero sospesi dal lavoro. E’ una cosa allucinante. Neanche in tempo di guerra si arrivava a questo. C’è una disinformazione spaventosa che riguarda anche il diritto costituzionale.

L’Articolo 32 esiste ancora?
L’Articolo 32 e gli altri articoli vengono ripresi dai media di massa in maniera strumentale, nelle parti che si vogliono utilizzare. Perché dell’Articolo 32 non dicono che nessun cittadino può essere sottoposto, anche nell’interesse collettivo, a un trattamento sanitario se questo calpesta e vìola la dignità umana? Questo aspetto, che è quello fondamentale, viene nascosto. Mi perdoni: perché non viene dimostrato che questo siero non è sperimentale? C’è un rapporto AIFA del dicembre 2020 dove viene scritto nero su bianco che il termine della sperimentazione è previsto per dicembre 2023. Mi segua: non solo l’AIFA, ma anche EMA parlava di sperimentazione a settembre dello scorso anno, rilanciata da tutti i giornali talebani. Come hanno potuto? E adesso invocano l’arresto per chi non si vuole vaccinare? Di fronte a questa deriva in una Nazione meno civile e meno ghandiana ci sarebbe stata un’insurrezione popolare. Hanno soppresso la Libertà di manifestare, la Libertà di critica. Questi provvedimenti sono reati, perché colpiscono i diritti delle persone. La magistratura dov’è?

Con la pandemia sembra si possa fare di tutto e restare impuniti.
Siamo in presenza di una pandemia? Lo sono anche in Inghilterra, in Germania e in Francia ma perché lì non trovano terreno fertile provvedimenti come quelli fatti in Italia?

Abbiamo anche numeri che sono incoraggianti, perché non siamo certo al 2020.
Esatto, abbiamo numeri più incoraggianti. Gli studi che arrivano dal Sudafrica inoltre confermano che questa Omicron è più lieve, non dà conseguenze drammatiche, si va verso un miglioramento e, dicono gli studi, verso un superamento di questa pandemia e verso il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. E loro anziché alleggerire le misure, loro vanno non solo a rafforzarle ma a renderle disumane. Seguo il caso di un’insegnante di Procida che ha programmato un’intervento chirurgico e non può lasciare l’isola per farlo, perché non si può vaccinare e non ha il Green Pass rafforzato. Questo è qualcosa di allucinante, qualcosa che definire indegno è poco. Come ha fatto il Presidente della Repubblica a firmare questo provvedimento? Il Presidente Mattarella, che ho sempre stimato, sarà ricordato dalla storia per queste firme che sta mettendo. Firme che cancellano la civiltà di un Paese. I morti? Ci sono i morti, certo, ma ogni morto di covid che viene pianto dovrebbe essere ascritto al covid e basta. Invece si mettono insieme il malato di tumore, l’infartuato e chi è deceduto per il virus e si sparano questi numeri per terrorizzare la gente.

Ormai si muore solo per covid.
Nessuno vuole sminuire la portata di questo male, ma bisogna dire che i numeri di decessi che registriamo oggi sono di gran lunga inferiori rispetto ai decessi per tumore o per malattie cardio-circolatorie. Ci sono poi altri morti che non sono numeri come molti pensano, ma volti con una storia, un nome e cognome. Parlo di quelli della post-vaccinazione. Non ci sono stati solo la povera e sfortunata Camilla o Augusta, la bravissima insegnante di Messina o il Maresciallo dei Carabinieri, o il Finanziere, l’avvocato o l’imprenditore, ci sono anche le morti improvvise dei giovani. Perché muoiono all’improvviso di infarto, dopo aver fatto la vaccinazione? Di questi casi non si parla.

Ci sono anche casi di persone che hanno necessità di recarsi in ospedali e pronto soccorsi che nel frattempo sono stati convertiti in via esclusiva in centri covid.
Ma se dedichiamo tutto al covid, queste persone dobbiamo lasciarle morire?

Cosa ne pensa dell’Esenzione? C’è chi vorrebbe ottenerla, come da circolare del ministero della Salute del 4 agosto, ma se la vede negare dal medico di medicina generale o dall’Asl.
I medici in molti casi vengono anche intimiditi. I medici che segnalano determinati casi vengono raggiunti anche da provvedimenti disciplinari. Sono zittiti. Io mi sono a lungo battuto per i migranti, anzi stavo lavorando all’apertura del cimitero per migranti di Tarsia ma tutto si è interrotto a causa del covid. Credo che sia per la mia storia di attivismo che molti evitano di attaccarmi, sennò anch’io sarei stato bersagliato come gli altri.

Considerazione interessante. Ricapitolando: medici radiati, persone ridotte al lastrico, senza lavoro, individui non tutelati nella loro salute e demonizzati. Siamo arrivati a questo?
Sì, siamo arrivati a questo. Ha fotografato perfettamente quella che è la realtà, e io non riesco a credere che sia possibile, nonostante ne abbia viste tante e combattute tante. La pandemia riguarda tutti e tutti dobbiamo combatterla, ma non è che dobbiamo mettere italiani contro italiani, vaccinati contro non vaccinati o arrivare alle dichiarazioni inscusabili di Miozzo, che comunque non è il solo. Ci sono intellettuali, se così si possono chiamare, che fanno dichiarazioni di cui si dovrebbero vergognare per il resto della loro vita, e ormai le accettiamo come se fossero cosa normale. E’ una strategia militare di guerra, lei da giornalista lo avrà notato prima di me: fanno partire prima i giornali con i titoli, tastano il terreno, sparano le notizie, vedono gli effetti, condizionano l’opinione pubblica e poi escono con il provvedimento. Ci faccia caso: non arriva mai il provvedimento se prima non è caricato dai killer dell’informazione che si prestano a fare questo servizio. Ci sono giornalisti e direttori di giornali che io stimavo che sono arrivati a dire di essere orgogliosi di non ospitare un parere diverso rispetto a quello dominante.

Evviva il pluralismo, verrebbe da dire.
Evviva il puralismo, eh sì. Ci sono fior fior di scienziati che vorrebbero confrontarsi con questi del comitato tecnico scientifico, invece vengono screditati, dileggiati e massacrati ogni giorno. Non si può più esprimere una constatazione oggettiva sulle violazioni dei diritti umani delle persone. Ormai è peggio del Medioevo. Non puoi esprimere un’opinione diversa che subito si tenta di zittirti e silenziarti. Io lo sto vedendo: io che avevo sempre spazio per le mie battaglie ore trovo un sacco di spazi chiusi, e con grande onestà molti colleghi mi dicono “abbiamo ordini superiori di dare spazio solo a quelli favorevoli alla vaccinazione”.

Ho capito bene? C’è chi dice abbiamo l’ordine superiore di non dare spazio a chi nutre qualche dubbio sul vaccino anti-covid?
Si, si, si! Io lo confermo! Io lo confermo!

Faccio di nuovo riferimento alla sua storia di difensore dei diritti basilari per dire che verrebbe quasi da chiederle un consiglio: chi oggi si trova spaesato e impaurito da questo terrorismo mediatico, cosa dovrebbe fare?
Bisogna resistere, perché non potrà andare avanti ancora a lungo questa cancellazione brutale della democrazia e dei diritti dei cittadini. Molti purtroppo stanno cedendo, molti per il timore di perdere il lavoro pur provando molto paura stanno andando sotto costrizione a farsi iniettare questo siero sperimentale. Questo mi sta provocando molta amarezza e tantissima rabbia. Io in questa tragedia sono, come sempre, dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Questo è per spiegare perché ho iniziato questa battaglia. Non si tratta di essere contro i vaccini: li abbiamo fatti tutti nella vita, ma oggi è diverso perché si è costretti. Devono fermarsi. Devono ridare i diritti fondamentali che hanno calpestato in maniera brutale.

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