INCHIESTE
Bluff Covid-19, la “porta” del ministero della Salute per entrare nei conti correnti
L’inedito concetto di “fabbisogno di salute” messo nero su bianco all’articolo 7 del Decreto Rilancio, permetterà al dicastero a trazione bersaniana di intrufolarsi nel risparmio delle famiglie
Che c’entrano i conti correnti degli italiani con “l’emergenza”, la salute, l’epidemia o la pandemia, o in qualunque altro modo si voglia indicare l’affaire coronavirus? Da lì, dal risparmio delle famiglie, secondo il ministro della Salute Roberto Speranza e secondo il governo Conte passa il “fabbisogno di salute”. Un concetto inedito messo nero su bianco all’articolo 7 del Decreto Rilancio, secondo cui il dicastero a trazione bersaniana potrà avere l’autorizzazione a intrufolarsi non solo nei dati sanitari, ma anche nei “dati reddituali riferiti all’interessato e al suo nucleo familiare”.

Spiati, tracciati e schedati
Non bastavano l’app Immuni, i dati archiviati per 40 anni con la scusa dei test sierologici, la schedatura per entrare nei negozi elaborata dal Comitato tecnico-scientifico presieduto dal pupillo di Monti, Vittorio Colao. Adesso il ministero della Salute con la scusa del coronavirus potrà entrare nei conti correnti degli italiani, e sì che in ballo c’è – in realtà – il completo tracciamento degli acquirenti di domani e delle loro abitudini, che secondo il governo Conte dovranno convergere verso l’annullamento del contante e le nuove modalità di acquisto e comportamento immaginate dal prolifico Colao.
Come in Minority Report
Stavolta al centro c’è la “metodologia predittiva”, che altro non è che un utilizzo dei big data esteso ai (possibili) comportamenti dei titolari dei dati. In pratica, un insieme di ipotesi che viene già applicato in campo economico per scovare probabili frodi studiando comportamenti pregressi. Così, per esempio, un computer sarebbe in grado di “dire”, sulla base di una passata evasione fiscale da parte di un contribuente, che quel reato potrebbe verificarsi di nuovo con una determinata cadenza. Un qualcosa che ricorda un po’ Minority Report, il film dove Tom Cruise si trova a consultare gli “oracoli” per stanare i criminali che ancora devono commettere un reato. Pensare che già si parla, proprio come nella pellicola, di “giustizia predittiva”, una frangia del diritto che si concentra sull’elaborazione delle sentenze da parte di algoritmi, la stessa che di recente è stata salutata con favore dal presidente del Senato Elisabetta Casellati.
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