Periodico di Inchieste

5G, multe, silenzio assenso, autocertificazione perenne. Colao vuota il sacco (documenti integrali)


Ci sono voluti 21 esperti e mesi di lavoro per partorire quello che nelle università italiane viene fatto da un singolo studente in qualche giorno. Ma il piano che reca “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” è pronto



Ci sono voluti una Task-force composta da 21 esperti e mesi di lavoro per partorire quello che nelle università italiane viene fatto da un singolo studente in qualche giorno. Ma il cosidetto “Piano Colao”, quello che reca “Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022” è pronto. 121 slide con indici di priorità che hanno il sapore di ordini perentori rivolti a premier, ministri e opposizione: dal risoluto “Attuare subito” al più sommesso “strutturare”. Ma sempre di imperativi a fondo pagina (spesso veri e propri comandi che giungono dalle multinazionali della comunicazione, come nel caso del 5G) si tratta. L’ex ad di Vodafone ci ha pure tenuto in qualche modo a intestarsene la paternità completa, visto che il suo nome compare in grassetto tra quelli del resto del gruppo di lavoro.



Mesi di lavoro e 21 esperti per 121 slides e una relazione di 53 pagine

Una vanità che in qualche modo lo accomuna al Conte ormai commissariato dal boss del Cts che in questi giorni – stando a quanto riferito dal premier in conferenza stampa questa pomeriggio – prenderà parte ai contestati Stati generali per argomentare quanto sostenuto nelle 121 slide che secondo deputati come Sara Cunial sono costate 800 euro al giorno. Per amor di cronaca, il pupillo di Mario Monti ci ha aggiunto pure una relazione di 53 pagine (in basso), dove finalmente gioca a carte scoperte: “L’obiettivo dell’insieme delle iniziative proposte dal Comitato – scrive assieme agli altri – è quello di accelerare lo sviluppo del Paese e di migliorare la sua sostenibilità economica, sociale e ambientale, in linea con l’Agenda 2030 e gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e con gli obiettivi strategici definiti dall’Unione europea”.



L’imposizione dei pagamenti elettronici

In tempi non sospetti, quando “l’emergenza” era ancora agli inizi, abbiamo parlato della volontà da parte del governo Conte di inserire nel calderone la cancellazione del contante. Quello dei pagamenti elettronici è del resto il pallino di Colao da sempre, o almeno da quando ricopre posizioni di rilevanza. Nel 2008 ha avuto modo di cantarne le lodi persino alla Regina Elisabetta (video in basso) in visita alla Vodafone House di cui allora era massimo rappresentante. Segno tangibile, se mai ne servisse ancora uno, che il “piano” elaborato non abbia contingenze con le reali necessità dell’Italia post-emergenza, ma piuttosto con quell’agenda che di anno in anno viene decisa in contesti non istituzionali. Da questo punto di vista il “battesimo” ufficiale di Colao avviene nel 2018 a Torino, quando per la prima volta partecipa alla riunione del Bilderberg gettando le basi a quello che oggi è sotto gli occhi di tutti. A terreno preparato, oggi i negozianti italiani apprendono che – a governo Conte e opposizione piacendo – potrebbero presto vedersi “inasprire le sanzioni per gli esercizi commerciali e servizi privi di POS o con POS non funzionante”. La soluzione di Colao per risolvere i problemi dell’Italia sembra essere infatti quella del bastone a fronte di nessuna carota, se si mettono da parte gli ortaggi che le multinazionali stanno per rifilare a un’Italia da spolpare fino all’osso: “gravi sanzioni” per diverse categorie, compresi gli esercenti e chiunque altro debba riscuotere pagamenti senza utilizzare il POS. E’ la democrazia 2.0 immaginata dai sostenitori del “mondo nuovo”, dove piovono limitazioni e imposizioni dall’alto che bisogna solo limitarsi ad accettare.



Il silenzio assenso per questioni legate alla Salute

Ma una delle idee forse più inquitanti in un momento in cui la popolazione è oggettivamente preoccupata per i vaccini, per il pericolo di vedere allontanare i minori dai nuclei familiari e per le mire di “filantropi” come Bill Gates, è quello del silenzio assenso per questioni legate alla Salute. Silenzio assenso significa in parole povere che se il cittadino non si esprime in un determinato ambito, è come se dicesse “sì”. E’ il caso delle nuove carte di identità per quello che riguarda la donazione degli organi: se non si dice esplicitamente “no” al prelievo post-mortem o se non si risponde, vale il sì. Un meccanismo che a Colao piace e che infila nel capitolo “Semplificazione PA” e che porterebbe, nel suo piano, a “estendere selettivamente le procedure di semplificazione (silenzio-assenso, pareri sostitutivi, conferenze dei servizi) anche a larghi segmenti delle aree oggi escluse (salute, ambiente, paesaggio, territorio), da identificare non per amministrazioni ma per singoli atti”. Nella stessa slide Colao, dimissionario da Vodafone curiosamente un mese dopo un contenzioso sulla Privacy dei clienti da parte di Access Now, suggerisce al governo di “utilizzare strumenti telematici per conseguire documenti già in possesso di altre amministrazioni, con divieti espressi e sanzionati di richiesta degli stessi ai privati nei procedimenti amministrativi avviati su loro istanza”.


Autocertificazioni per sempre e per tutto e pene severe per chi le sbaglia

Il piano Colao ha almeno avuto il pregio di svelare da dove provenga la fissa di Conte per le autocertificazioni, le stesse che per molti uomini di legge sono illegali (non si può autocertificare uno stato di salute) e utili solo a creare una “consuetudine” che potrebbe trasformare i cittadini in reclusi che possono muoversi solo sotto permesso. Misure che dovevano essere provvisorie ma che Colao vuole estendere anche al post-emergenza: “La mole dei procedimenti per le misure di sostegno a cittadini e imprese post COVID-19 – scrive assieme al resto degli esperti – ha reso necessaria una riduzione dei tempi e degli oneri amministrativi che necessita di essere estesa per favorire il rilancio del Paese. Il Decreto Rilancio è intervenuto con l’art.264 che semplifica i procedimenti amministrativi ampliando la possibilità di presentare autocertificazioni e dichiarazioni sostitutive di atto notorio per tutti i procedimenti inerenti alle misure di sostegno a seguito del COVID-19″. E tra le “azioni specifiche”, viene annotato, verrebbe previsto un “inasprimento delle pene per le dichiarazioni mendaci già indicate dal comma 2/a/2 del citato art. 264, introducendo anche forme di interdizione per i colpevoli”.


Rendere carta straccia i provvedimenti degli enti che si sono dichiarati “No 5G”

Un’altra cosa che bisogna “attuare subito” – nell’Italia della disoccupazione dove la gente viene licenziata con la scusa di un altro cavallo di battaglia di Colao, lo smart-working – è lo “sviluppo delle reti 5G”. E pazienza se nella task-force sulla Fase 2 non c’è neppure un esperto in materia di ricadute in ambito salutare come il presidente del comitato scientifico dell’ISDE Agostino Di Ciaula, che mesi fa dalle nostre colonne ha chiarito i rischi concreti per la salute in relazione alla tecnologia di quinta generazione. Il 5G s’ha da fare, e per riuscirci per Colao e gli altri bisogna addirittura “escludere l’opponibilità locale”, cioè equiparare a carta straccia i provvedimenti assunti da centinaia di Comuni che hanno deciso di escludere il 5G dal proprio territorio per tutelare la salute comune, un bene pubblico che dovrebbe valere molto di più dei tornaconti aziendali.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


Iscriviti alla nostra Newsletter!


5 2 votes
Article Rating
Subscribe
Notificami
guest
1 Comment
Newest
Oldest Most Voted
Inline Feedbacks
View all comments
trackback

[…] 5G, multe, silenzio assenso, autocertificazione perenne. Colao vuota il sacco (documenti integrali) […]

error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.