Periodico di Inchieste

5G e rischi per la salute, il dottor Agostino Di Ciaula (ISDE) fa chiarezza – Intervista e infografica


La tecnologia che sta entrando nelle nostre tasche e nelle nostre case per mezzo di smartphone, tv ed elettrodomestici è più un’opportunità o un rischio? Lo abbiamo chiesto al presidente del Comitato scientifico dell’International Society of Doctors for Environment



Agostino Di Ciaula è il presidente del Comitato Scientifico dell’ISDE, l’International Society of Doctors for Environment. Già docente di eventi formativi post-laurea, è noto per le collaborazioni con università italiane ed estere, per le numerose pubblicazioni e per l’attività di divulgazione sui rapporti tra ambiente e salute. Gli abbiamo chiesto un parere sulle ripercussioni che il 5G avrebbe sull’organismo se davvero venisse impiegato su larga scala: perché le evidenze scientifiche, al contrario di quanto spesso si afferma, esistono già, e non sono incoraggianti.



5G, baratteremo la nostra salute con lo 0,3% del Pil?




Il dibattito sul 5G è aperto e chi difende questa tecnologia afferma che verranno utilizzate frequenze già in uso per tv e telefoni. E’ davvero così? 

Mi sembra una semplificazione eccessiva, sia in termini di frequenze che di intensità di esposizione, anche in considerazione del fatto che il 5G si sommerà all’esistente. Il 5G è un sistema complesso e funzionerà utilizzando in maniera combinata diverse frequenze. Alle frequenze già in uso se ne aggiungeranno altre, mai utilizzate sino ad ora con le intensità e l’ampiezza geografica di esposizione previste dall’implementazione del 5G. La nuova rete impegnerà inizialmente le bande 700 MHz, 2.6 GHz, 3.7GHz e 26 GHz, prima di pervenire all’impiego delle bande identificate in gamme di frequenza più alte, con particolare riferimento alle onde millimetriche comprese nella gamma tra 24 e 86 GHz. Indipendentemente dalle frequenze utilizzate, a preoccupare è la enorme e inedita densità prevista di dispositivi connessi in ricezione/trasmissione (secondo stime AGCOM un milione di dispositivi per Km2), una disseminazione capillare di micro-antenne (che saranno praticamente ad ogni angolo di strada) e inedite modalità di ricezione e trasmissione del segnale, tali da rendere inadeguate le attuali modalità di monitoraggio dell’esposizione e la normativa vigente.



Quali potrebbero essere gli effetti sull’organismo umano, sugli animali, sui bambini e su categorie particolari come le donne in gravidanza?

Le evidenze scientifiche a disposizione descrivono rischi biologici comuni all’esposizione a tutte le radiofrequenze (indipendenti dal possibile ed eventuale rischio di cancro) e effetti specifici per le onde millimetriche. Per le onde millimetriche, in particolare, non abbiamo a disposizione molti studi ma le evidenze di cui già disponiamo meritano un richiamo alla prudenza e, sicuramente, approfondimenti. Queste hanno documentato la capacità delle onde millimetriche di stimolare la proliferazione cellulare, di alterare alcuni meccanismi funzionali delle cellule, di alterare l’espressione genica, di indurre aneuploidia e alterazioni cromosomiche. I timori sui possibili effetti sanitari, inoltre, non sono gli unici. Sono stati documentati effetti sugli insetti, compresi quelli “utili” come le api, e sul mondo vegetale, interferenze con le capacità di previsione di eventi meteorici avversi, ad esempio uragani. Non ultimo, sembra che la rete 5G comporterà seri rischi per la tutela dei dati personali, della privacy e persino, come è stato riferito nel corso di un’audizione parlamentare da Gennaro Vecchione, ex direttore del dipartimento di informazioni e sicurezza, per la “sicurezza nazionale”. Tutto questo ha indotto lo SCHEER (Scientific Committee on Health, Environmental and Emerging Risks), commissione tecnico-scientifica della Comunità europea, a inserire nel report di dicembre 2018 il 5G tra i 14 massimi fattori di rischio emergenti per la salute e l’ambiente, in considerazione delle possibili e parzialmente imprevedibili conseguenze su ecosistemi e specie differenti.


Alcuni operatori stanno fornendo rassicurazioni sul fatto che numerosi ripetitori – in grado di inviare onde più piccole – sarebbero meno dannosi rispetto a quelli già utilizzati. C’è chi dice persino che le onde 5G hanno il “potere” di raggiungere il dispositivo interessato senza essere assorbite dagli oggetti e dal corpo umano. Sembra una teoria abbastanza singolare: potrebbe fare un po’ di chiarezza sull’argomento? 

Intanto bisognerebbe specificare che i “numerosi ripetitori” non sostituiranno ma affiancheranno l’esistente, con una densità espositiva enormemente superiore rispetto alla situazione attuale. Le micro-antenne, inoltre, hanno bisogno di macro-antenne per il collegamento alla rete e potranno comportare, globalmente, un incremento delle esposizioni. Non è un caso che i principali operatori di telefonia stanno già da tempo chiedendo ai legislatori una revisione al rialzo dei limiti di esposizione vigenti, da loro esplicitamente considerati un ostacolo all’implementazione del 5G. Le onde millimetriche hanno la capacità di veicolare una grande quantità di dati ma sono facilmente arrestate da ostacoli fisici (alberi, cartelloni pubblicitari, mura domestiche etc.). Per questo è necessaria una moltiplicazione di micro-antenne e l’utilizzo combinato di altre frequenze in grado di superare gli ostacoli e dotate di maggiore capacità di penetrazione. È inoltre falso affermare che le onde millimetriche non sono assorbite dal corpo umano. E’ vero che, a differenza di altre frequenze (ad esempio quelle dei nostri cellulari, che penetrano in profondità), le onde millimetriche hanno la capacità di penetrare solo negli strati più superficiali della cute. La cute, tuttavia, è l’organo più esposto del nostro organismo. Questo significa ampia superficie di esposizione e non impedisce, comunque, alle onde millimetriche di agire sui tessuti oculari e su strutture cutanee (fibre nervose, microcircolo) in grado di rilasciare in circolo mediatori con possibili effetti sistemici.



Da cittadino trova giusto che le aziende stiano firmando dei protocolli con i Comuni per avviare la copertura delle abitazioni private e dunque anche delle case di chi del 5G non ne vuole che sapere? 

Quello che mi preoccupa non è la copertura delle abitazioni private di chi del 5G “non ne vuole sapere” ma la tutela di chiunque, compresi quelli che ritengono il 5G privo di rischi. L’impressione è che l’implementazione del 5G stia procedendo solo per soddisfare esigenze commerciali, in maniera prematura e avventata tra evidenti e riconosciute inadeguatezze normative, evidenze scientifiche ignorate o sottovalutate e mancanza di informazioni essenziali ma, evidentemente, declassificate in modo superficiale come irrilevanti. In questo panorama si è già svolta una “sperimentazione” 5G che ha interessato circa 4 milioni di italiani e si sta procedendo speditamente verso l’implementazione e la commercializzazione del 5G su tutto il territorio nazionale.


Le nuove tv avranno una tecnologia basata sul 5G? Ci sono pericoli connessi all’esposizione alle onde dei nuovi apparecchi? Cosa può fare il consumatore per tutelarsi e per informarsi?

Non solo le nuove tv ma quasi tutti i dispositivi elettronici e elettro-meccanici con i quali avremo a che fare, dai contatori agli ascensori, dalle lavatrici alle auto, dalle lampadine ai più complessi sistemi di sicurezza, dai frigoriferi agli strumenti di lavoro, saranno connessi al 5G che non a caso è stata definita “internet delle cose” (IoT, “Internet of thinghs”). Le evidenze e le incertezze esistenti avrebbero dovuto imporre un adeguato approfondimento preliminare all’impiego su larga scala del 5G e la disponibilità di adeguati strumenti normativi e di monitoraggio preliminare all’implementazione di questa nuova infrastruttura, la cui realizzazione appare dunque pericolosamente prematura. In questo contesto sono ovviamente improponibili misure di auto-tutela, che dovrebbero lasciare il posto a forme più ampie e adeguate di tutela della salute pubblica.



Il 5G è inevitabile o esistono alternative che potrebbero garantirci dispositivi più veloci preservando allo stesso tempo la salute?

Sono attualmente in studio nuovi sistemi di comunicazione non basati sulle radiofrequenze. So che l’attuale livello di connettività, comunque perfettibile dal punto di vista normativo e di tutela sanitaria, è già in grado di soddisfare la maggior parte delle nostre esigenze reali e che, in questo momento, posso fare tranquillamente a meno di un frigorifero connesso alla rete internet, specie se rischio di pagare questa connessione non solo in termini economici. Non so se il 5G sia inevitabile ma, al momento, non mi sembra immediatamente indispensabile. Credo che potremmo tranquillamente farne a meno fino a quando non saranno chiariti i numerosi dubbi legati alla sicurezza del suo impiego e alle capacità di monitoraggio ambientale e sanitario. Nessuno vuole impedire il progresso tecnologico, ma questo non può realizzarsi sacrificando la prudenza e solo per soddisfare interessi commerciali. Abbiamo numerose lezioni del passato che non possiamo dimenticare né ignorare.


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Rosalia cipolletta
Rosalia cipolletta
9 mesi fa

Articolo molto interessante ed utile per promuovere l’ i formazione necessaria nei co fronte ti dei cittadini sui possibili rischi del 5G. Grazie.

Rosalia cipolletta
Rosalia cipolletta
9 mesi fa

Articolo molto INTERESSANTE UTILe per informare i cittadini sui rischi attuali del 5 G. Grazie

Patrizia Gentilini
Patrizia Gentilini
9 mesi fa

Ottimo articolo, finalmente un pò di chiarezza, grazie!I cittadini vogliono informazioni serie ed attendibili e soprattutto NON vogliono fare da cavie

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