Distanziati e mascherati, anche il governo Draghi sarà devoto alla “pandemia”


Tra le new entry spiccano Cartabia – la giurista provax schierata a favore della controversa obbligatorietà vaccinale – e il distopico Colao, l’alfiere del 5G cui va il ministero per l’Innovazione



Foto Roberto Monaldo/ LaPresse

Distanziati e mascherati. Si sono presentati così – alle prese col giuramento – i ministri del governo Draghi, che già presenta molti punti di continuità rispetto al precedente esecutivo. Diverse le riconferme: Lamorgese (Interni), Speranza (Salute), Di Maio (Esteri), Franceschini (Cultura), D’Incà (Rapporti con il Parlamento), Bonetti (Pari opportunità e Famiglia), Guerini (Difesa), Dadone (passa da Pubblica amministrazione a Politiche giovanili). Non a caso, già dieci giorni fa abbiamo scritto di un governo caratterizzato da molti “riciclati“.


Tra le new entry spiccano Marta Cartabia (Giustizia) – la giurista provax apertamente schierata a favore della controversa obbligatorietà vaccinale – e il distopico Vittorio Colao, l’alfiere del 5G chiamato a ricoprire l’incarico di ministro per l’Innovazione. Ex manager di Vodafone, vanta incarichi nell’ambito di Verizon Communication Inc., (l’azienda che fornì i dati personali alla NSA per lo spionaggio di massa raccontato da Snowden) Unilever e General Atlantic, la società di private equity che ha investito assieme alla fondazione Bill and Melinda Gates in Immunocore. A giugno dello scorso anno ha suggellato un piano con molti punti discutibili, come il silenzio assenso su questioni che riguardano la salute, l’autocertificazione perenne e l’annullamento della libertà di scelta dei Comuni per quanto riguarda il 5G.

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Sostanzialmente il passaggio di due governi che sono comunque di forte continuità, ha permesso almeno quattro cose. La narrazione del mainstream vuole che decisiva sia stata la gestione del Recovery Fund, ma in realtà in materia di fondi europei i governi si limitano a recepire ordini che piovono dall’alto: Conte o Draghi, Gualtieri o Franco, non esiste margine di scelta e di azione. Si è dunque trattato di posizionare pedine utili alla realizzazione del piano pandemico e di “riesilenza” e alla transizione verso la tecnologia di quinta generazione. Sul fronte centro-sinistra, è stata necessaria la messa in sicurezza rispetto a fattori esterni. Ecco allora che:


  1. A crisi avviata, la prima mossa è stata il passaggio della delega ai Servizi segreti, uno degli aspetti che ha guidato l’azione di Renzi, già messo alle strette dal vicepresidente del Copasir Urso sulla vicenda Obamagate;

2. La ripresa completa delle lezioni frontali e un ridimensionamento della Didattica a distanza che frenerebbe il paventato sviluppo del 5G, non è ben accetto dagli esecutori materiali delle agende, sia a destra che a sinistra. Ecco allora che la grillina che voleva il ritorno degli studenti sui banchi, è stata debitamente defenestrata, attaccata quotidianamente com’era anche dai salviniani che da mesi raccontano e vogliono far credere di sostenere le riaperture.

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3. C’è poi l’ingresso di una giurista, Marta Cartabia (figura considerata molto più autorevole di un Alfonso Bonafede e prima quotata per la premiership) che nei fatti sarà chiamata a gettare le basi “legali” e “costituzionali” per imporre l’obbligatorietà vaccinale che – ha dichiarato lei stessa di recente – “è legittima se in corso c’è una pandemia”.


4. In ultimo, lo scioglimento del nodo Colao. Nel momento in cui si è iniziato a vociferare di un possibile incarico da premier al super-manager di origini calabresi, sono iniziate le prevedibili tensioni con Giuseppe Conte, che non ha mai voluto dar seguito a un Piano che pure aveva dato mandato di realizzare. Colao è, tuttavia, personaggio indicato da determinati contesti para-massonici, gli stessi che hanno stabilito l’uscita (forse momentanea) di scena di Conte per l’instaurazione di un governo in cui – più che Draghi che ha un ruolo di supervisore e garante – molto peso avranno i ministeri della Giustizia e dell’Innovazione, chiamati a portare avanti i programmi relativi al 5G e a creare le basi “legali” per far digerire l’obbligatorietà vaccinale.

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