Con Colao se ne va anche il ministero alla Transizione digitale
Seguici

POLITICA

Con Colao se ne va anche il ministero alla Transizione digitale

Il Garante per la Privacy blocca l'app IO, ma il MIDT conta di utilizzarla per il Green Pass | Rec News dir. Zaira Bartucca

Aveva un nome che era tutto un programma: ministero all’innovazione e alla Transizione digitale. Se di innovativo il governo Draghi non ha lasciato praticamente nulla, il problema del dicastero guidato dal supermanager calabrese Vittorio Colao riguardava l’idea stessa di transizione: totalizzante e totalitaria, capace di scalzare l’essere umano dalle sue occupazioni e dalla sua attività lavorativa per ridurlo a mero oggetto controllato. Condannandolo allo smartworking, al Green Pass e all’autocertificazione e – in ultima analisi – relegandolo a una bolgia digitale capace di far dissolvere diritti e libertà fondamentali.

Adesso, però, il transumanista Colao – scelto dal governo Conte come consulente nel periodo covid e innalzato da Draghi a ministro – è acqua passata. Con lui si porterà dietro anche il suo contorto ministero, che il governo Meloni non ha voluto riconfermare e neppure affidare a qualcun altro.

Adv

Ora di tendenza