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I giorni del ricovero coatto, dell’infrazione della finestra della propria abitazione e l’amarezza per le restrizioni imposte dal governo che gli avevano impedito di dire Messa saranno presto un brutto ricordo. Don Gianluca Loda è tornato alla sua parrocchia di Castelletto di Leno e alla vicinanza dei fedeli che non hanno smesso di sostenerlo in quei momenti difficili. Lo ha reso noto in un bollettino di giugno, pubblicato sul sito della parrocchia.

“Carissimi Castellettani – scrive Don Loda – è proprio vero che la storia si ripete. Quando entri in un fatto della tua vita del tutto nuovo, in realtà scopri che è già successo qualcosa di simile ad altri prima di te. Moltissimi di voi sono stati in apprensione nei giorni scorsi per la mia salute. Mi avete telefonato, tempestato di messaggi. Poi “il caso” del Parroco di Castelletto è uscito dai ristretti confini del pollaio in cui razzolano i giornalisti ruspanti di casa nostra, che mescolano fatti, con foto, gossip del momento e fake, ed ecco l’articoletto marmellata-pattume è confezionato a puntino”. Il riferimento è alla stampa locale che, tuttora, anziché dare il bentornato al parroco continua a porre l’accento sui trascorsi che hanno portato Don Loda a un ricovero che per molti era superfluo.

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“Il fatto – chiosa l’interessato – è andato oltre la pianura bresciana con le sue zanzare…ed ecco che sono stato subissato da persone da ogni parte d’Italia: in molti mi hanno promesso le loro preghiere, altri chiedevano spiegazioni, chi era a conoscenza dei fatti mi offriva tutto il proprio sostegno e la sua ammirazione. Non è stato facile “smaltire” in pochi giorni centinaia tra telefonate e messaggi, soprattutto per uno come me, che utilizza il telefono il minimo necessario e quasi gli pesa il dover rispondere. Che strano: tra tutte nessuna voce in contrario, nessun biasimo, nessuna perplessità. Un’ovazione di consensi. Vi assicuro che è stato un meraviglioso conforto”.

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ARTE & CULTURA

Al via la quarta edizione del Festival del cinema russo

Si parte sabato 4 settembre nell’incantevole cornice di Villa Olmo, sul lago di Como e si chiude il 16 in Piazza Duomo, nell’AriAnteo di Palazzo Reale. Tutti gli appuntamenti

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Al via la quarta edizione del Festival del cinema russo | Rec News dir. Zaira Bartucca

A Milano torna per la sua IV° edizione il Premio Felix 2021 – Festival del Cinema Russo. Un’edizione di ripartenza che vuole celebrare e sostenere il Cinema e tutti i suoi comparti, nonché gli appassionati di un’Arte che è per tutti. Partirà sabato 4 settembre nell’incantevole cornice di Villa Olmo, sul lago di Como, toccando poi luoghi ricchi di fascino: dai Giardini Estensi di Varese, Vedano al Lambro, la Biblioteca Ambrosiana e il Cinema Anteo di Milano, per culminare nella serata del 16 settembre, nel cuore di Milano, in Piazza Duomo, nello storico AriAnteo, di Palazzo Reale. Nella Serata di Gala è prevista una proiezione importante fuori concorso con ospiti del mondo dello spettacolo e della cultura. Durante la serata la Giuria 2021 assegnerà i Premi dell’edizione 2021.

Il Premio Felix propone una selezione di 8 film e 7 documentari contemporanei molto diversi tra loro, irriverenti, ironici o drammatici, ma legati da un importante fil rouge: una morale positiva e la speranza che ne deriva.“In questa nuova imperdibile rassegna – dichiara Rossella Bezzecchi, promotrice culturale tra la Russia e l’Italia – vorremmo dare la possibilità di riflettere attraverso pellicole che raccontano storie di vita e documentari che ci mostrano aspetti importanti della cultura, dell’artigianato e del design russo”. Programma completo della IV edizione del Premio Felix:

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4 settembre ore 15.00 Villa Olmo, Via Simone Cantoni, 1, Como
7 settembre
 ore 20.30 Giardini Estensi, Via Luigi Sacco, 5, Varese
8 settembre
 ore 19.00 Via Italia, 13, Vedano al Lambro
9 settembre
 ore 20.30 Giardini Estensi, Via Luigi Sacco, 5, Varese
13 settembre
 ore 18.00 Biblioteca Ambrosiana, piazza Pio XI, 2, Milano
14 settembre
 ore 13.00 – 22.00 Cinema Anteo, piazza XXV Aprile, 8, Milano
15 settembre
 ore 13.00 – 22.00 Cinema Anteo, piazza XXV Aprile, 8, Milano
16 settembre
 ore 18.30 AriAnteo Palazzo Reale, piazza Duomo, 12, Milano

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CASO GILARDI

Caso Gilardi, sette rinviati a giudizio. Al via il processo

Gli imputati sono accusati di circonvenzione di incapace ai danni del 90enne di Airuno

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Caso Gilardi, sette rinviati a giudizio. Al via il processo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Sono sette i rinvii a giudizio chiesti dalla Procura di Lecco in merito alla vicenda del professor Carlo Gilardi. Gli imputati sono accusati di circonvenzione di incapace ai danni del 90enne di Airuno, che in questo momento si trova in una struttura protetta. L’attesa per stabilire le responsabilità di ognuno sarà lunga due mesi: per il 2 febbraio, infatti, è prevista l’udienza nel corso di cui il giudice Salvatore Catalano dovrebbe assumere una decisione.

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COVID

Gallera: “L’indicazione era considerare pazienti Covid anche chi è a casa e ha la febbre”

L’ammissione in conferenza stampa dell’assessore alla Regione Lombardia. E la puntalizzazione: “Mai pensato di fare tamponi a tappeto”

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Gallera: "L'indicazione era considerare pazienti Covid anche chi è a casa e ha la febbre" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“L’indicazione era considerare pazienti Covid-19 anche chi era in affidamento domiciliare e febbricitante”. Lo ha detto nella conferenza stampa di oggi l’assessore della Regione Lombardia Gallera. L’interessato si è soffermato anche sulla misura auspicata da personaggi come Andrea Crisanti (Asl di Padova), che in questa fase in Veneto consiglia Luca Zaia: “Noi – ha riferito – non abbiamo mai pensato ai tamponi a tappeto, ma solo per il personale sanitario e per chi manifesta determinati sintomi”.

In corsa nel business dei tamponi c’è Copan Newlab

A essere in corsa nel business dei tamponi, stando a quanto riferito dal Sole 24 ore, è l’azienda bresciana Copan Newlab. Non si tratta tuttavia, come abbiamo già scritto, della prova regina nel rilevamento dei virus. Lo testimonia una studio sui falsi positivi cui ha lavorato il dottor Zhuang assieme a un team di luminari cinesi.

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