Cosa nasconde secondo i Servizi l’acronimo Covid19


La “soffiata”, pur essendo da verificare, lascia spazio a molti interrogativi, soprattutto se incrociata con i piani relativi ad Agenda 2021 e Agenda 2030



É l’11 febbraio di quest’anno quando il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità Tedros Adhanom Ghebreyesus, annuncia che la patologia legata al coronavirus ha cambiato nome. Si chiama “COVID-19”, laddove l’acronimo starebbe a indicare COrona VIrus Diseas, malattia da coronavirus.



Non sono d’accordo fonti interne ai servizi segreti, che sostengono che – in realtà – la sigla nasconderebbe un’operazione chiamata Covert Operational Viral Immunity Destroyer n.19. L’acronimo sarebbe allora servito a dare un nome alla distruzione programmata e occulta del sistema immunitario degli individui di tutti i Paesi interessati tramite il 5G e i nanobot inoculati da un futuro vaccino.


La “soffiata”, pur essendo da verificare, lascia spazio a molti interrogativi, soprattutto se incrociata con i piani relativi ad Agenda 2021 e Agenda 2030.


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