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La questione girava da settimane ed è spuntata persino nella bozza dell’ultimo decreto, il cosiddetto “Cura Italia”: ma pochi pensavano che potesse essere confermata nella sua durezza. Ma stanotte (anche se il provvedimento è comparso nella GU di ieri, quella del 17 marzo) è arrivata l’ufficialità. Conte, Borrelli e gli altri sono pronti a requisire i beni mobili e immobili degli italiani con la scusa di un’emergenza fondata sui falsi positivi e su un virus che secondo alcuni medici non deve destare preoccupazioni diffuse. Ma vediamo i dettagli del provvedimento.

Che cos’è la requisizione

La requisizione è un atto giuridico che deve essere motivato da gravi motivi (il coronavirus, è davvero un grave motivo o è piuttosto un pretesto?). Con essa, una persona può essere privata di un bene. La requisizione può essere “in proprietà”, nel qual caso il bene si perde per sempre e al suo posto spunta un indennizzo, un risarcimento. Oppure può essere “in uso”: in questo caso si viene indennizzati per i mesi in cui il bene è stato sottratto.

Cosa prevede il decreto in materia di requisizioni

Il decreto licenziato la notte del 18 marzo ma inserito nella Gazzetta Ufficiale del giorno prima, è disponibile in versione integrale in alto in formato Pdf. All’articolo 6 si legge che “fino al termine dello stato di emergenza dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, il capo del Dipartimento della Protezione civile può disporre, anche su richiesta del commissario straordinario, la requisizione in uso o in proprietà da un soggetto pubblico o privato, di presidi sanitari e medico chirurgici, nonché di beni mobili di qualsiasi genere (…). Inoltre “il prefetto può disporre con decreto la requisizione di strutture alberghiere e di altri immobili per ospitare persone in sorveglianza sanitaria o in isolamento fiduciario o in permanenza domiciliare“. Nell’ultimo caso, chiaramente, non sussistono necessariamente problemi di ordine sanitario e chiunque (migranti compresi) può essere alloggiato nelle abitazioni private o negli alberghi, come già accaduto. In questi casi, si legge, verrà corrisposta un’indennità pari allo 0,42% del valore del bene, così come stimato dall’Agenzia delle entrate.

Le storture dell’articolo 6 del “Cura Italia”

Come detto, la requisizione di ogni bene mobile e immobile, anche di quelli non strettamente correlati alla sanità, è stata prevista per decreto e potrà essere eseguita fino al 31 luglio su disposizione del capo della Prociv Angelo Borrelli, del commissario per l’emergenza Domenico Arcuri e, localmente, dei prefetti. Ma perché prevedere la requisizione di ogni bene mobile e immobile, anche di quelli che non hanno nulla a che vedere con la presunta emergenza, come abitazioni o veicoli? Perché toccare i privati o i gestori di alberghi anziché pensare alle riqualificazioni di strutture pubbliche fatiscenti? Altro punto: le requisizioni in uso che si trasformano in proprietà se il bene non viene mantenuto nelle condizioni originali e non viene restituito nello stesso luogo in cui è stato preso. La requisizione diventa, in quel caso, da temporanea a definitiva, e addio bene. Come se si trattasse di una sorta di racket legalizzato, che in realtà non tiene conto della stringente normativa in fatto di requisizioni. Se esiste la possibilità di frenare il provvedimento qualora lo si ritenga ingiusto o forzato? Per “l’avvocato del popolo”, no: “in caso di contestazione anche in sede giurisdizionale – si legge infine – non può essere sospesa l’esecuzione del provvedimento”.

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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