Miur, un protocollo per fare propaganda vaccinale agli studenti e alle loro famiglie per altri tre anni
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Miur, un protocollo per fare propaganda vaccinale agli studenti e alle loro famiglie per altri tre anni

Non solo proseliti i sui vaccini, ma anche i precetti di Agenda 2030. Coinvolti “esperti di Sanità” e associazioni

Miur, un protocollo per fare propaganda vaccinale agli studenti e alle loro famiglie per altri tre anni | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il ministro della Salute Patrizio Bianchi ha sottoscritto un Protocollo di intesa con il ministro della Salute Roberto Speranza. Il contenuto del documento e le motivazioni che sono alla base dei lavori li ha resi noti lo stesso Miur: “L’accordo prevede un percorso di conoscenza e di formazione da promuovere all’interno delle istituzioni scolastiche. Studentesse e studenti saranno accompagnati in attività articolate secondo specifiche aree tematiche: dalla conoscenza del valore delle vaccinazioni, all’educazione alimentare, dalla mobilità sostenibile, all’inclusione scolastica di bambini, alunni e studenti con disabilità, fino alla prevenzione del fenomeno del cyberbullismo. Il tutto, attraverso iniziative condivise di sensibilizzazione e di informazione alle famiglie, con il coinvolgimento delle associazioni. Saranno favoriti il coordinamento tra le istituzioni scolastiche, la formazione del personale e la costituzione di reti di scuole. Il Protocollo ha la durata di tre anni e prevede la costituzione di un comitato e la formazione di gruppi di lavoro specifici ai quali potranno partecipare esperti del mondo della scuola, dell’università, della sanità e delle associazioni”.

Il governo, tuttavia, non guarda solo alla propaganda sanitaria, ma anche a quella che riguarda i precetti di Agenda 2030, cioè tutta quella serie di imposizioni di matrice Onu debitamente mascherate da buone intenzioni. Stando a quanto fa sapere il Ministero dell’Istruzione, l’attività di convincimento sarà svolta con l’ausilio di associazioni, ma non è chiaro in base a quali dinamiche saranno scelte e se ci sarà un utilizzo di finanze pubbliche. Quel che è certo è che saranno coinvolti “esperti” o presunti tali, anche in fatto di sanità: un buon modo per piazzare tutti i virologi televisivi che da aprile in poi sarebbero rimasti senza pubblico.

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