Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro


Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”


Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo



Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.


Affari Italiani

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.



Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

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Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021
Zaira Bartucca
Zaira Bartucca
Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell’attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l’abilitazione per iscriversi all’Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell’Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l’incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull’affare Coronavirus e su “Milano come Bibbiano”. Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de “I padroni di Riace – Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato”. Telegram: t.me/zairabartucca Twitter: @Zaira_Bartucca www.zairabartucca.it


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