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Pfizer Inc. si prepara a fare incetta di utili grazie al prosieguo della campagna vaccinale di massa. La sola terapia genica sperimentale progettata assieme al colosso tecnologico Biontech, sarà in grado di garantire alla Big Pharma 15 miliardi di dollari di venduto per il solo 2021, per un fatturato complessivo che nelle stime delle analisi economiche sondate da Bloomberg sfiorerà i 60 miliardi di dollari. Ma il vero limone da spremere saranno i nuovi farmaci a mRNA (basati sulla stessa tecnologia del siero anti-covid) che presto saranno collocati sul mercato e faranno schizzare le vendite e l’entusiasmo degli azionisti. E lì i numeri sono tutti da scrivere. L’idea è quella di inanellare una vittoria simile a quella portata a casa lo scorso anno, quando Pfizer Inc. – titolare del vaccino ancora in fase sperimentale allora venduto ai governi a scatola chiusa – chiudeva il quarto trimestre con 154 milioni di dollari per un siero non ancora immesso sul mercato.

Ma, ora, a influenzare negativamente i piani del colosso farmaceutica sono i colpi che l’azienda sta subendo a causa degli imprevisti costituiti dalle reazioni avverse e dalla possibilità di collocamento delle fiale. Quest’ultima si sta scontrando con le chiusure cautelative imposte da molti governi, che stanno influenzando la corsa di un po’ tutti i competitor, non solo di AstraZeneca. Anche la “durata del mercato” – come la chiama lo stesso Bloomberg – è un parametro fondamentale: i governi tentano un po’ ovunque l’accelerata, e non certo perché il Covid sia un morbo incurabile e spaventoso. C’entra molto l’influenza dei grossi azionisti, e a leggere i dati presentati da Riley Griffin lo si desume chiaramente.

“I funzionari dell’azienda guidati dall’amministratore delegato Albert Bourla hanno affermato in una teleconferenza che il vaccino sembra essere in grado di assumere nuove varianti. Il suo prezzo potrebbe quindi aumentare, mentre sono in arrivo nuovi prodotti che utilizzano la sua tecnologia a RNA messaggero. Tuttavia, le azioni sono scese fino al 4,3% e sono scese del 2,2% alle 14:10 di martedì a New York”.

C’è poi la questione concorrenza, come se la salute fosse una questione di corsa a chi arriva primo: “La prima arma contro il coronavirus occidentale autorizzato per l’uso, il vaccino Pfizer-BioNTech, dovrà presto affrontare la concorrenza di più partecipanti, inclusi Johnson & Johnson e Novavax Inc., che sono pronti per l’autorizzazione. Nuove varianti del virus possono anche richiedere vaccini aggiuntivi o richiami riformulati per la protezione”. Un’emergenza infinita, insomma, equivale a un business senza fine. Con il timore che tutto possa finire e si torni alla normalità.

Prosegue Bloomberg: “La posizione di Pfizer nel mercato dei vaccini Covid-19 potrebbe essere difficile da sostenere nel tempo, ha affermato l’analista di JPMorgan Christopher Schott. Gli investitori devono vedere un’ulteriore riduzione del rischio della pipeline di Pfizer per sostenere la crescita”. Secondo l’osservatorio Vaccine Tracker della testata, ad oggi Pfizer e Biontech “hanno raggiunto accordi per un totale di 836 milioni di dosi, di cui 300 milioni per l’UE e 200 milioni per gli Stati Uniti. Sebbene i dirigenti abbiano rifiutato di commentare il numero sottostante di dosi contabilizzate nelle previsioni del 2021, hanno suggerito che potrebbero ancora arrivare più accordi con i governi, che probabilmente porterebbero a cifre di vendita ancora maggiori”. Il tutto, senza tenere conto di una possibile e anzi prevista diminuzione dei contagi: se il vaccino è efficace, perché guardare a una somministrazione perenne e all’aumento delle dosi?

Il colosso farmaceutico guarda anzi a una possibile terza dose, da scomodare per le ultime varianti costruite. “L’azienda – appunta Griffin – mira ad avviare uno studio che confronta una terza dose di richiamo personalizzata con una mutazione chiave osservata nei ceppi del Sud Africa e del Brasile, che verrebbe somministrata da sei a 12 mesi dopo le prime due dosi. Se i richiami continuano a essere necessari dopo che la pandemia è finita, Pfizer probabilmente prevederà un prezzo più alto per il vaccino”.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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