ECONOMIA
L’Italia riparte dal Turismo delle Radici, 21 milioni nella legge di Bilancio
Ripartire dagli italiani all’estero, dai piccoli borghi, dal singolo che diventa ambasciatore dell’italianità e del bello di farne parte. Sono questi gli elementi del Turismo delle radici, il programma in undici punti voluto dal governo per il quale sono stati previsti 21 milioni della Legge di Bilancio. Se ne è parlato questa mattina presso la Sala Conferenze Internazionali della Farnesina alla presenza del vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani, del ministro del Turismo Daniela Santanché, del ministro dell’Istruzione, del Merito Giuseppe Valditara e del ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini. Rec News ha seguito i lavori.
“Tanti italiani nel mondo – ha detto Tajani in apertura – tornano nel nostro Paese per scoprire le nostre tradizioni. Gli italiani stessi devono essere ambasciatori della bellezza del nostro Paese, della nostra cultura della nostra identità. Abbiamo una potenzialità enorme e potremmo triplicare le presenze turistiche con la giusta strategia. É un lavoro di squadra con diversi ministeri. La cucina particolare di un Comune, il turismo religioso, le Chiese: tutto quello che c’è deve essere conosciuto nel modo migliore”.
Dello stesso tenore quanto espresso da Santanché: “Il turismo – ha detto la titolare del dicastero di riferimento – è uno snodo cruciale. Esiste un bacino di utenza di circa 80 milioni di persone costituito dagli italiani di seconda e terza generazione che hanno ancora un forte legame emotivo e vogliono tornare in Italia. Sono loro i cosiddetti turisti delle radici. Questo tipo di turisti nel 2021 ha generato un indotto di oltre 4 miliardi, con tempi di permanenza di 6 giorni e più. E’ importante per l’artigianato, i prodotti tipici e per l’agroalimentare. Bisogna avere un’ottica strategica, l’offerta turistica deve essere organizzata in pacchetti. Italia.it permetterà di promuovere i mercati chiave, mettendo in contatto domanda e offerta. Un altro aspetto chiave – ha concluso – è la formazione”.
Su questo si è concentrato l’intervento del ministro Valditara, che a inizio intervento ha ricordato la collaborazione del MIUR avviata col MAECI. “Il Turismo delle radici – ha detto – è volto a rafforzare l’attrattività del nostro territorio. Il sistema scolastico deve contribuire a questo rilancio dedicando spazio nell’offerta formativa ai beni culturali e alle tradizioni. Gli studenti devono essere adeguatamente formati per acquisire le competenze di settore. Senza memoria e condivisione delle radici, non c’è presente. Dalla fine del 1800 agli anni ’70, 30 milioni di italiani sono andati all’estero: gli italo-americani oggi rappresentano quasi il 6% della popolazione statunitense totale. Sono cifre importanti, così come è importante la presenza in Italia di 500 istituti turistici, 400 alberghieri e 300 agrari. Bisogna lavorare alla creazione di itinerari ad hoc e alla formazione di operatori turistici specializzati. Importante anche ruolo degli ITS Academy, caratterizzati da partenariati pubblico-privati. Non bisogna dimenticare – ha concluso – la valorizzazione dei piccoli borghi”.
L’intervento di Bernini si è invece concentrato sull’importanza dei Beni Culturali e della ricerca. “È solo attraverso la valorizzazione del nostro patrimonio culturale e scientifico – ha detto il ministro – che si costruisce il futuro. L’Università, la comunità accademica e gli studenti veicolano un’immagine e determinata dell’Italia. La ricerca è un altro tema fondamentale. In Italia è di altissimo livello: la meccatronica, l’astronomia: la nostra Patria è all’avanguardia in un modo che nemmeno immaginiamo. E’ da ribadire l’importanza della formazione artistica e coreutica, perché l”Arte è un detonatore di bellezza e di benessere. Abbiamo radici di eccellenza. Come si fa a drenare la fuga di cervelli? Bisogna dare loro ragioni valide per tornare. Dobbiamo essere orgogliosi di noi stessi e di quello che siamo stati per avere un futuro di crescita”.
L’intervento conclusivo della sessione istituzionale è stato affidato al sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi, che ha parlato in rappresentanza del ministro Gennaro Sangiuliano. “Oggi – ha detto il sottosegretario – lanciamo un’iniziativa strategica per l’Italia. Investiamo su un patrimonio sociale che sono gli italiani all’estero, per rafforzare il loro legame affettivo e culturale con il nostro Paese. La vacanza di queste persone è quasi una esperienza di vita, con cui loro si riappropriano delle loro radici. Sicuramente una dinamica che può contribuire – ha concluso – alla crescita del nostro Paese”.
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