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Neanche il tempo di prestare giuramento che Mario Draghi – il premier cui Senato e Parlamento hanno appena affidato le sorti dell’Italia – è corso a prendere parte a un Cdm che di simbolico aveva ben poco. Un po’ come quando Patuanelli – ministro allo Sviluppo economico del governo Conte bis – corse ad avviare l’iter sul 5G appena uscito dal Salone delle Feste del Quirinale. Stavolta non si baratta la salute, ma l’economia nazionale, come già è stato per la Grecia.

I timori comuni che Draghi si rivelasse un liquidatore di quel poco che è rimasto allo Stivale, si sono già concretizzati. La svendita questa volta riguarda Creval, la Banca di Credito Valtellinese che passerà in mani francesi senza che il governo eserciti i suoi poteri speciali. Draghi, in pratica, avrebbe potuto mettere mano al golden power che si applica alle operazioni con soggetti europei, che può porre veti in settori strategici di interesse nazionale. Quello bancario, è uno di questi.

Ma Mario il liquidatore non ci ha pensato neppure, anzi c’è chi lamenta una vera e propria svendita a prezzi al ribasso a favore dei francesi, che ora rafforzano ulteriormente la loro posizione in Italia. A livello partitico, l’operazione sembra non aver entusiasmato nessuno. Non i cinquestelle, che pure sono al governo con Draghi, non FdI – risoluta ad apparire quale forza d’opposizione, sebbene i fatti dicano il contrario – e nemmeno la Lega, che fa gli interessi di un Nord che si vede sottrarre un tassello strategico.

La responsabilità – tuttavia – non è solo del governo Draghi. L’iter è partito con il governo Conte, che ha congelato l’operazione contando sulla sicurezza che ci sarebbe stato chi avrebbe portato a termine il compito. Il ministero dell’Economia aveva inoltre fatto pervenire a Palazzo Chigi un parere in cui chiedeva di non esercitare i poteri speciali, dunque di favorire i francesi senza battere ciglio.

Sebbene l’operazione sia partita da Gualtieri, è da Daniele Franco – attuale ministro dell’Economia salutato con favore da Claudio Borghi per la sua “preparazione” – che verrà ultimata. E, ovviamente, suggellata da chi è alla guida del governo. L’antitrust europeo ha già approvato, e ora non resta che il il via libera della Consob, che è atteso tra marzo e aprile.

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PNNR e PMI, stanziati 4 miliardi con il Fondo 394

Cosa prevede, le condizioni di finanziamento e chi può accedere

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PNNR e PMI, stanziati 4 miliardi con il Fondo Simest 394 | Rec News dir. Zaira Bartucca
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Quattro miliardi alle imprese italiane, con un’attenzione per quelle piccole e medie che desiderano espandersi all’estero. E’ la dotazione del Fondo Simest 394 che è stato presentato questa mattina alla Farnesina alla presenza del vicepremier e ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani. Nel corso dei lavori la firma del protocollo d’avvio da parte del presidente dell’Agenzia ICE Matteo Zoppas.

Cosa prevede il Fondo 394

Il fondo sostiene solo le filiere che si occupano di export e che sposano i programmi inerenti la transizione ecologica e digitale. Previste “condizioni dedicate” per le imprese che hanno interessi in aree quali i Balcani occidentali e nei territori alluvionati dell’Emilia Romagna. Nel dettaglio, il fondo 394 prevede finanziamenti a tassi agevolati fino allo 0,464% (tasso luglio 2023), a cui si aggiunge una quota di cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%. Sei le linee di intervento: transizione digitale o ecologica, inserimento mercati, certificazioni e consulenze, fiere ed eventi, e-commerce e temporary manager.

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ECONOMIA

“L’Euro digitale dovrebbe affiancare il contante, non abolirlo”

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"L'Euro digitale dovrebbe affiancare il contante, non abolirlo" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Mentre i pagamenti stanno diventando sempre più digitali, per molte persone il contante rimane il re. L’euro digitale dovrebbe integrare il contante, ma non sostituirlo. Sono lieto di constatare che la Commissione sta pensando a come trattenere il contante come mezzo di pagamento.” Così l’eurodeputato Markus Ferber, portavoce del gruppo PPE nella Commissione affari economici e monetari del Parlamento europeo. Il commento è arrivato contestualmente alla presentazione in Commissione del pacchetto sulla moneta unica, che include un “quadro giuridico” sulla moneta digitale.

“Gli attuali elementi di progettazione suggeriscono che l’euro digitale sarà essenzialmente utilizzato solo per i pagamenti al dettaglio. I maggiori vantaggi, tuttavia, di una valuta digitale sarebbero nel mondo degli affari. Dobbiamo almeno mantenere aperta la possibilità di futuri aggiornamenti. Se introduciamo una versione digitale della moneta unica, deve essere pronta a cogliere le opportunità del mondo digitale”, ha concluso Ferber.

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ECONOMIA

Istat: le famiglie italiane hanno sempre meno potere d’acquisto

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Istat: le famiglie italiane hanno sempre meno potere d'acquisto | Rec News dir. Zaira Bartucca

Crolla, nel quarto trimestre del 2022, il potere d’acquisto delle famiglie italiane. Lo sottolinea l’Istat, secondo cui la crescita del reddito disponibile, accompagnata da un aumento dei prezzi al consumo particolarmente forte, ha comportato una significativa diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie, pari a -3,7%. fsc/gtr

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Istat, a picco i consumi delle famiglie italiane

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Istat, a picco i consumi delle famiglie italiane | Rec News dir. Zaira Bartucca

Forte calo della spesa delle famiglie. Lo registra Istat nella nota sull’andamento dell’economia italiana di febbraio appena pubblicata. “Lo scenario internazionale – rileva l’Istituto Nazionale di Statistica – resta caratterizzato da un elevato grado di incertezza e da rischi al ribasso. Si inizia a profilare un percorso di rientro dell’inflazione più lungo di quanto inizialmente previsto. Il Pil italiano, nel quarto trimestre 2022, ha segnato una lieve variazione congiunturale negativa a sintesi del contributo positivo della domanda estera netta e di quello negativo della domanda interna al netto delle scorte”. In basso il report integrale

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