POLITICA
Draghi annuncia le dimissioni, Mattarella non le accoglie
Si va verso la verifica di maggioranza. La decisione dopo due giornate politiche turbolente, con i cinquestelle che hanno fatto mancare il loro appoggio al DL Aiuti e con le crepe che attraversano la maggioranza
Il premier Mario Draghi ha annunciato le sue dimissioni da presidente del Consiglio, ma il presidente della Repubblica Mattarella non le ha accolte, invitandolo a presentarsi davanti alle Camere mercoledì. Si va verso la verifica di maggioranza. La decisione delle dimissioni era avvenuta dopo due giornate politiche turbolente, con i cinquestelle che hanno fatto mancare il loro appoggio al DL Aiuti e con le crepe che stanno attraversando la maggioranza. Sobbollimenti politici che per il momento non hanno portato a nulla, se non al crollo rovinoso di Piazza Affari: Milano ha chiuso con un -3,44% e con 17 miliardi mandati in fumo.
Gli scenari
Dopo la reazione di Mattarella, si profila sempre più all’orizzonte l’ipotesi del bluff e della finta crisi di governo. Tanto rumore per nulla, proclami ed equilibrismi che servirebbero a dare l’illusione – null’altro – di un cambiamento. In molti parlano di elezioni anticipate in autunno, ma è possibile che per allora la sbornia politica venga sbollita e che ci si proietti nuovamente al 2023. All’interno di alcune correnti partitiche si parla addirittura di un’ulteriore rimando, che sposterebbe le Politiche da aprile a novembre.
Per restare a ora, se si dovesse mettere definitivamente da parte l’opzione “urne” (nonostante i proclami dei leader dei vari partiti) rimarrebbe in piedi come possibile opzione quella di un governo provvisorio che traghetti la baracca fino alle prossime elezioni. Potrebbe anche darsi che ci si limiti a cambiare qualcosa all’interno dell’attuale esecutivo: il classico rimpastone tanto in voga negli ultimi anni.
“Al lavoro per un Draghi bis”
La comunicazione di Mattarella è stata anticipata dalla reazione dei renziani, che subito dopo la notizia delle dimissioni di Draghi si sono detti “al lavoro per un Draghi bis”. Dal premier negli scorsi giorni in conferenza stampa era giunto l’anatema verso una seconda esperienza a Palazzo Chigi, ma anche l’avvertimento che “qualunque decisione spetta al presidente della Repubblica”.
Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it
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