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Niente (o quasi) è come sembra. E’ il riassunto striminzito della manifestazione che è andata di scena sabato 9 a Roma che ha avuto come teatro – è proprio il caso di dirlo – Piazza del Popolo. Scene da Actors Studio coordinate da una regia nemmeno poi tanto occulta, che ha pensato bene di speculare sul dissenso (quello sì, reale) di decine di migliaia di cittadini che hanno voluto urlare il proprio “No” secco al Green Pass e dunque a ogni proposta di contrazione delle libertà costituzionalmente garantite. Famiglie con bambini e anziani costretti a fuggire e a ripararsi nei negozi, donne comuni (mica solo quelle organiche a partiti considerati estremisti) che si sono beccate manganellate in testa e lacrimogeni in faccia, nel silenzio complice delle femministe. Niente inginocchiate buoniste, questa volta, per condannare la violenza delle Forze dell’Ordine e di quegli operatori che si sono accaniti su alcuni malcapitati. Episodi di ferocia disumana, gratuita e inspiegabile di cui restano macabre cartoline: un uomo giace a terra tenuto fermo da oltre cinque agenti mentre uno in borghese lo colpisce con veemenza allo stomaco con pugni e calci. Un anziano è in ginocchio a capo chino, in una posa che ricorda gli abusi sui prigionieri (documentati da Wikileaks) di alcuni militari americani.

Scene raccapriccianti per alzare il tiro, l’asticella dello scontro sociale, il confine tra la non accettazione e l’accettazione forzata. E’ l’11 settembre italiano in salsa covid, con protagonisti assoldati e scritturati e decine di migliaia di comparse ignare del copione. Va di scena l’attacco lacrimoso ai sindacati, la Capitol Hill de noartri, con sistemi di sicurezza inesistenti o che si eludono con troppa facilità e le Forze dell’Ordine che presidiano la sede della CGIL ma spariscono nel momento meno opportuno. Una parte è abilmente recitata dal leader dei presunti aperturisti, quelli cooptati dai partiti e dai meta-partiti che dallo scorso anno tentano di canalizzare – sedandolo – il dissenso dei commercianti e dei ristoratori. I falsi eroi, quelli con cui ci si deve identificare, gli avvelenatori dei pozzi. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo, in uno scenario complessivo che non fa che disorientare gli spettatori di servizi televisivi sempre uguali a sé stessi.

Così per giorni e forse per settimane: il covid è sparito, ora c’è posto solo per le scene da guerriglia urbana. Tutto, pur di far passare l’idea che le manifestazioni vadano limitate e controllate. E’ la “stretta sui cortei” chiesta da Palazzo Chigi che tradisce uno degli obiettivi che si dovevano ottenere. Uno, ma non l’unico. Perché scomodare il fascismo o il neo-fascismo per caratterizzare un gruppo di esaltati e qualche partito nostalgico, fa sì che si possa gridare all’attacco alla democrazia, mentre l’attacco e l’eversione con ogni evidenza provengono dai promotori del Green Pass, da chi parla di obbligo vaccinale nonostante esistano le cure da marzo del 2020 e da chi ha deciso di legare la vita del governo al perdurare infinito di un’emergenza sanitaria che da almeno un anno esiste solo su carta.

“Se ti muovi ti dò un calcio nelle palle”, una poliziotta minaccia un giovane costretto a terra da tre agenti della Polizia

Armi di distrazione di massa e strategie della tensione. Guerriglia urbana, devastazione, rabbia, feriti, finché non ci scappa il morto. L’instaurazione di una legge marziale – teme qualcuno – e poi tutto pur di tornare alla quiete. Accettare tutto, anche quel Green Pass che prima non si voleva, anche il preparato sperimentale che, dai, confrontato con il rischio di morire mentre si passeggia per strada non è così male. Ad uscirne peggio, del resto, è sempre il cittadino. Plagiato, manipolato, violato nei suoi diritti fondamentali. I partiti? Rinvigoriti, a destra come a sinistra, rifocillati da un volemose bene che mette tutti d’accordo. Niente distinzioni, solo la casacca del partito unico. Michetti abbraccia Landini, Landini abbraccia Draghi. Il Pd grida al fascismo e dopo Salvini ha un altro motivo di esistere, Meloni fa la vittima e recupera i voti – in vista del ballottaggio su Roma – di chi la vede di nuovo come l’unica in grado di contrastare una sinistra che (in realtà) non esiste più.

Video Local Team

La farsa continua, tocca le amministrative, si insinua nei discorsi dei cosiddetti democratici: “Il Green Pass è un atto di libertà” e “il vaccino rende liberi”, mentre si torna a parlare di leggi naziste per instaurare l’obbligo vaccinale, mica delle cure. Tutto debitamente calcolato, ma non una cosa: il dissenso spontaneo che fin qua è esistito poco: quello che si paleserà dopo lo sblocco dei licenziamenti e quando si inizieranno a fare più evidenti gli effetti della campagna vaccinale di massa.

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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