I legami delle sardine con Conte, il finto avvocato del popolo


L’appello dei pescetti lessi degli scorsi giorni, quando si sono detti “disponibili a incontrare il premier”. Ecco a che (e a chi) serve il ponte tra un (presunto) movimento spontaneo e le consorterie



Si può creare un leader senza esperienza politica alle spalle (ma ben noto alle consorterie) creando aspettative negli italiani? Giuseppe Conte nel corso del governo giallo-verde si è presentato come l’avvocato del popolo, ma pochi si sono domandati per quale reale motivo abbiano creato il personaggio, e come mai l’abbiano posizionato in politica. Guardate un po’ lo schema. Conte ha rinnegato fin da subito il M5S dicendo che non è mai stato iscritto al Movimento, lo stesso soggetto politico che secondo l’opinione comune lo avrebbe portato a fare il premier. Come buon costume consolidato, il suo esecutivo non si è insediato dopo regolari elezioni. Ad agosto del 2019 le mosse del futuro leader di Italia Viva, gli accordi con i vertici del Pd e l’idea della Lega di staccare la spina (il giocattolo si era rotto causa mancati accordi sull’Autonomia e sulla Pedemontana) provocano la caduta del governo.


Quando Salvini (con il placet di tutti) ha fatto cadere il governo, ognuno si è posto la domanda sbagliata

Sembra un giochino per bambini. Quando Salvini (con il placet di tutti) ha fatto cadere il governo, tutti hanno domandato “perché”, ma nessuno si è chiesto “per chi”. La risposta ottenuta, quindi, è sempre stata la stessa: non possiamo andare più avanti, perché il M5S dice sempre “no” a tutto. Eppure il secondo governo Conte è identico al primo, se non che è subentrata Italia Viva, che non è un nuovo soggetto politico, ma un vecchio partito in abiti nuovi o appena spolverato. E’ la congrega che era stata allontanata, ma che rientrerà proprio grazie all’opposizione che già lavora a una legge elettorale con soglia di sbarramento al 5 per cento. E allora si può dire con certezza che, non solo Renzi sia stato il vincitore morale di tutta l’operazione, ma che il circo mediatico ha fatto contenti tutti e – contemporaneamente – ha fatto fessi gli italiani.


Le destre devono diluirsi per consentire la dittatura green-tech dei “democratici”. Le sardine? Sono la scialuppa di salvataggio

L’obiettivo è far fuori un pezzo grosso della destra in modo da diluire il tutto in un grande centro sempre più vicino alle idee dei “democratici”. E le sardine? Sono la scialuppa di salvataggio, il finto movimento spontaneo che si prepara a fare quello che ha fatto Grillo con il M5S, cioè entrare nei palazzi del potere offrendo contemporaneamente una valvola di sfogo organizzata al dissenso comune. Fa comodo un po’ a tutti far passare l’idea che le sardine siano diretta emanazione del Pd, ma in realtà la loro malleabilità potrebbe permettere loro di entrare nell’orbita di Di Maio, o perfino di Conte. Con quest’ultimo, non a caso, in questi giorni hanno tentato un ponte di dialogo invitandolo a incontrarsi. L’essenziale è creare una finta alternativa che alla lunga convinca gli italiani, abbastanza stanchi di governi che non riescono a creare stabilità (occupazione, sicurezza, ricchezza), ma comunque fermi e rassegnati.


Intanto per mostrare ulteriormente il fianco a Bruxelles, bisogna dividere l’Italia e gli italiani

Salvini parla tanto di ospedali, pensioni, occupazione, persone che vanno da Sud a Nord per poter lavorare. In tempi di globalizzazione, si tenta di impedire la libera circolazione degli italiani nel (proprio) territorio nazionale. Su impulso dell’Unione e dei piani atlantisti, si cerca insomma di dividere il territorio e gli italiani, nel tentativo di far pesare meno i reali motivi di divisione che vengono da fuori. Dall’Africa, per esempio. Ma nessuno, nemmeno Salvini, affronta il tema reale, cioè come creare quell’occupazione e quella produttività che è stata tolta da decenni al Sud da politiche predatorie e distorte, che ora vengono replicate su vasta scala in Italia grazie alle imposizioni di Bruxelles. Nessuno parla più di uscire dall’Ue e dall’euro, ma tutti, indistintamente, continuano a prendere in giro gli italiani con le parole. Ognuno promette di cambiare la vita agli altri, ma invece non cambia neppure una virgola. Basta prendere in giro gli italiani, gli stessi che pagano i vostri lauti stipendi pur rimanendo a secco a causa vostra. Imparate a tenere l’Italia nel Cuore, nella mente e nell’Anima, là dove nessuno può rubarla o svenderla agli interessi di terzi.


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