Renzi che oggi critica la Russia, ieri faceva l’attore nel film co-finanziato dalla Federazione

Nel 2015 uscì nelle sale russe il film prodotto grazie ai rubli della FR e ai fondi stanziati dal ministro della Cultura Dario Franceschini. Vi partecipò nelle vesti di attore l’allora presidente del Consiglio, ma nessuno gridò a strani rapporti con Putin. Peccato che un così bel progetto non sia stato reso noto in Italia. Per fortuna, lo abbiamo recuperato

In Italia la notizia è passata inosservata, ma nel 2015 è uscito nelle sale russe “Вставай и бейся” (traduzione: “Alzati e combatti”) reso disponibile anche nella versione inglese “Florence fight club“, da non confondere con l’omonimo documentario. Si tratta di una pellicola (prodotta da Gianfranco Piccioli in collaborazione con la russa Liga Production e Savio Firmino) che ha come regista Stefano Lorenzi – alla prima prova cinematografica dopo tanti corti e documentari – che ha goduto di una buona fortuna nella Federazione Russa ed è stato distribuito, tra le altre, in tutte le sale del Kazakistan e in America Latina. Si parla del calcio fiorentino, una sorta di archetipo del rugby ma molto più violento, che ricorda un po’ arene e gladiatori. Ma perché non ne abbiamo sentito parlare, visto che è stato co-finanziato dal dicastero della Cultura italiana nel 2015 presieduto da Dario Franceschini, lo stesso che in queste ore risulta tra i “papabili” per la nomina di ministro? Perché è passato sotto silenzio se hanno recitato attori italiani del calibro di Caterina Murino (nel ruolo di Nadia), Guido Caprino (Bimbo) e Giacomo Gonnella?


Il trailer in inglese

Il trailer originale

Il motivo dell’imbarazzo è forse da attribuire alla partecipazione dell’allora presidente del Consiglio (nonché leader di fatto del Pd) Matteo Renzi. A ben guardare, nel web è stata fatta una bella pulitina, ma noi siamo riusciti a recuperare un bel po’ di cose. Renzi ha partecipato nelle vesti di sindaco di Firenze, ma la pellicola ha preso il largo quando era già premier. Scenari economici, che ringraziamo per la citazione, ha trovato il titolo in italiano (“I calcianti”) e il video italiano delle riprese, ma anche qui ogni riferimento all’ex premier e alla Russia si è volatilizzato. Pensare che il video dura quasi otto minuti. Il film è co-finanziato dalla Federazione Russa e ha dato la possibilità all’allora primo ministro di fare bella mostra di sé e dei suoi natali fiorentini, però all’epoca non ha fatto gridare nessuno al “Russiagate”. Né qualcuno ha temuto, per questo “un passaggio dall’euro al rublo” (cit. Renzi in Senato qualche giorno fa). Andrea Romano, per quell’occasione, non ha interrogato il suo segretario parlando in russo, né l’Espresso ci ha confezionato sopra inchieste o libri. Chissà come l’avrebbe presa il Pd se Salvini, Di Maio o Conte avessero fatto lo stesso per Milano, Napoli o Foggia.


Si capisce, perché i legami con la Russia ci sono solo quando sono gli altri ad averli. Meno male che la produzione non ha fatto la fine di “Tutto il mondo è paese” ed è andata in porto, lodata da tutta la stampa russa. Scrive la testata Aif.ru1, il cui nome esteso si può tradurre con “Argomenti e fatti“: “Il MIFF ha presentato un nuovo film russo-italiano, «Alzati e combatti» (…) È interessante notare che nel film ha recitato lo stesso primo ministro italiano Matteo Renzi, che nel 2014 a 40 anni è stato nominato dalla rivista Fortune tra i politici più influenti del mondo. Al momento delle riprese era ancora sindaco di Firenze e ha accettato volentieri di partecipare al lavoro di Stefano Lorenzi perché, come qualsiasi italiano, ama molto il gioco nazionale. Nel film il politico ha interpretato se stesso, ed è stato il suo ruolo di debutto in un film. Matteo Renzi dimostrato di essere in ottima compagnia: i ruoli principali sono infatti stati impersonati da stelle”.


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L’ancora più autorevole Gazeta.ru2 lo accosta a figure come Regan e Nixon, che però avevano fatto il percorso inverso, cioè dal cinema erano approdati alla politica, e lì erano rimasti. “Il premier italiano – scrive il sito – ha fatto un “cameo”, cioè ha interpretato se stesso prima del suo arrivo al governo”. E’ la formula che è piaciuta tanto a personalità come Hitchkoch, mentre in questo caso si parla di Renzi. Life Dom3, sito specializzato in cultura e spettacolo, fornisce ulteriori dettagli: “Curioso che nelle riprese del film insieme ad attori russi abbia partecipato un vero politico italiano, il premier Matteo Renzi. A tal proposito, di recente Renzi ha visitato la Russia in occasione di una visita ufficiale, quando ha incontrato il presidente Putin. La trama del film si basa sul calcio fiorentino classico. Ogni anno questo gioco trasforma la famosa piazza di Firenze da borgo medievale ad arena, dove bollono gravi le passioni. Al centro della trama, gladiatori moderni che giocano un pericoloso calcio”. 


Il ruolo delle “Film Commission”
Da “Firenze secondo me” – documentario prodotto dalla casa di produzione dal nome evocativo “Arcobaleno Tre” – ai tentativi di fare il giornalista (player presente in questo articolo) alla partecipazione alla Ruota della Fortuna nel 1994, è ormai chiaro che a Renzi il tubo catodico interessi. Grazie alla Toscana Film Commission4, ha girato un docufilm a Palazzo Medici Riccardi, al Duomo, agli Uffizi e in altri luoghi simbolo di Firenze. Non è chiaro se proprio da qui abbiano preso il via le puntate andate in onda su Canale 9, che fa parte del network del magnate ebreo naturalizzato americano David Zaslav, tra i finanziatori di Hillary Clinton. Ci siamo già occupati di questo e, di sfuggita, anche della Film Commission calabrese, la stessa che assieme alla Regione Calabria ha finanziato il film che doveva ripulire l’immagine di Lucano, personaggio altrettanto caro alla galassia dem.



La controversia con Liga Production
Singolare è poi che dopo l’uscita nelle sale russe, SETtimaluna* di Gianfranco Piccioli abbia aperto una controversia contro la russa Liga Production con l’ausilio del Mibact e dell’avvocato Andrea Micciché. Il ministero come detto è all’epoca retto dal dem Dario Franceschini, mentre Micciché è l’uomo simbolo del passaggio tra il vecchio e il nuovo IMAIE, l’Istituto mutualistico artisti, interpreti ed esecutori. Al centro del dibattere, una spy-story in salsa italo-russa di diritti e materiale “rubato”: è quanto sostiene Piccioli in una lettera aperta**, in cui il Ministero italiano (di fatto co-finanziatore), viene scomodato per una paradossale “presa di distanza”. Parallelamente, è il Mibact a mettersi in contatto con l’omologo russo in una missiva del 14 luglio 2015 *** firmata dal direttore generale Nicola Borrelli, in cui sostanzialmente viene difeso l’operato della federata di Filmitalia – Istituto Luce Cinecittà. Una sorta di mettere le mani avanti, in netto contrasto con il tandem tra Ministero della Cultura russa e Mibact, peraltro confermato da diversi siti specialistici.



Il ministero di stampo Pd e SETtimaluna, insomma, dopo il plauso alla Russia e l’entusiasta visita dell’ex sindaco di Firenze a Vladimir Putin, decidono di rivendicare la completa italianità della pellicola i cui collegamenti con la Russia sono però chiari e verificabili. Un intricato conflitto di interessi con tante zone d’ombra, vista la parte assegnata a Matteo Renzi, non è chiaro se a fronte del pagamento di un corrispettivo: ogni riferimento a lui si era – fino a questo momento – volatilizzato. I toni si smorzano circa un mese dopo le rimostranze, quando Lorenzi viene premiato a Rostov sul Don “Miglior Regista 2015” nell’ambito del “Bridge of Arts” – IMFF5. “I calcianti”, dichiarato di interesse culturale dal Mibact, per assurdo non vedrà mai la luce in Italia nonostante l’uscita sul grande schermo fosse stata descritta come imminente.



Fonti esterne:
1 Aif.ru
Pagina archiviata qui
2 Gazeta.ru i
Pagina archiviata qui
3 Life dom2
Memoria archivio
Pagina archiviata
4 Toscana Film Commission
Memoria archivio
5 Agenzia Fuoritutto
Memoria archivio
Pagina archiviata


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