Notifiche: t.me/recnews

© Rec News -

del

Ascolta

Sono disponibili i risultati del nostro sondaggio sull’Italexit, la possibile uscita dell’Italia dall’Ue di recente salutata con favore da Trump: “Se l’Italia volesse uscire dall’Ue – ha detto – avrà in noi un partner commerciale su cui contare e non un avversario, come accade in Europa”. Ma cosa ne pensano gli italiani dell’eventualità? Lo abbiamo verificato sondando l’umore di un campione di lettori e considerando le reazioni sui social.

La metodologia di fondo

Il sondaggio ha coinvolto 1150 votanti. Per garantire la “genuinità” del voto, abbiamo impedito tramite cookie e IP i voti ripetuti per singolo utente. Le preferenze sono state raccolte per tre settimane. Il quesito è stato formulato in maniera tale da incentivare il dibattito online, sondando allo stesso tempo il “sentiment” sulla Brexit, sull’euro e sull’Europa intesa come insieme territoriale, culturale e di valori; è stato il seguente: “Sull’onda della Brexit, saresti d’accordo se l’Italia uscisse dall’Europa?”. L’utilizzo del termine “Europa” al posto di “Unione europea” è stato voluto, anche se diversi utenti non sono stati in grado di coglierne il senso implicito.

Un plebiscito, ma il dato va interpretato

Su 1150 voti totali, ben 1070 (pari al 93% del totale stando alla stima di Opinion Stage), hanno salutato con favore l’uscita dall’Ue e dall’Eurozona. Il numero è tuttavia da prendere con le pinze: il risultato è da attribuire infatti anche al target di lettori del nostro sito, da sempre impegnato in inchieste che svelano le ipocrisie di Bruxelles e degli Eurocrati. Il 7% è invece di parere contrario: di questi, il 3,3% si dice soddisfatto dell’euro, mentre il 3,2% si sentirebbe abbandonato senza i diktat di Francia e Germania. Lo 0,4% (pari a 5 utenti), ha raccolto la nostra provocazione, e ha affermato di essere disinteressato/a verso le italiche sorti.

L’engagement su Twitter

Come anticipavamo, abbiamo anche sondato l’umore dei nostri follower sull’argomento. Il tweet sul sondaggio ha generato 691 mi piace, 314 retweet e 230 risposte diretti (cioè senza contare gli utenti che hanno autonomamente ripreso il link). Degno di nota, è che a fianco di tanto disamore verso l’Ue, non si sia registrato nessuno che difenda l’organismo o che citi l’operato di qualche europarlamentare. Chiaramente, anche qui il target è da tenere presente, però l’assenza totale di utenti pro-Bruxelles fa certamente riflettere. Va infine segnalata la presenza di una sottofascia che non vuole si associ il termine “Europa” ad Ue. Il segno di un’unità più immaginata che reale.

Conclusioni

Un campione di 1150 lettori, presenterebbe potenzialmente diversi limiti se rapportato alla popolazione. La percentuale bulgara (93%) che opterebbe tuttavia per la fine dell’Ue e dell’euro – per quanto inficiata come detto dal target – dovrebbe tuttavia dire più di qualcosa rispetto all’adesione ai dettami di Bruxelles, verso cui c’è evidente dissenso e disaffezione. Un dato che dovrebbe fare riflettere i partiti un tempo euro-scettici, che forse dovrebbero fare una rispolverata ai vecchi programmi.

POLITICA

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente

Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza…

© Rec News -

del

Petrocelli silurato, la Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Angelo Carconi (Ansa)

La Commissione Esteri del Senato ha un nuovo presidente: è Stefania Craxi, figlia di Bettino. Le manovre per il suo insediamento – supportate anche dalla Lega di Salvini, che oggi si è complimentato via social – sono la conseguenza dell’addio di Petrocelli. Il pentastellato è stato costretto a lasciare la commissione e anche il M5S dopo aver espresso posizioni critiche verso l’invio di armi in Ucraina e verso l’operato del governo Draghi.

Negli scorsi giorni la Giunta per il regolamento aveva votato a favore dello scioglimento della Commissione Esteri dopo che venti membri di tutti i partiti avevano annunciato le loro dimissioni.

Rec News dir. Zaira Bartucca

Continua a leggere

POLITICA

Chiesta la sfiducia di Draghi

Ma a sostenere l’operato del premier con le dimissioni di massa dalla Commissione Affari Esteri ci sono esponenti di tutti i partiti. Anche i “pacifisti” della Lega con a capo Matteo Salvini e la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia. Petrocelli: “Hanno votato tutti la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022, tutto il resto è propaganda”

© Rec News -

del

Chiesta la sfiducia di Draghi | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio (Imagoeconomica)

“Togliere la fiducia a Draghi” e “fermare l’invio di tutte le armi” all’Ucraina. E’ quanto ha chiesto oggi il presidente della Commissione Esteri al Senato Vito Petrocelli. E’ l’epilogo di tensioni che si sono manifestate nel corso di tutta la settimana, prima con la promessa di ricorrere alla Corte Costituzionale e poi con le dimissioni di diversi componenti della commissione.

Ad abbandonare l’organismo in segno di protesta verso le recenti prese di posizione di Petrocelli negli scorsi giorni sono stati esponenti di tutti i partiti. Ci sono anche i leghisti “pacifisti” a difendere l’operato del premier Draghi e l’invio di armi all’Ucraina: Matteo Salvini, Tony Iwobi, Stefano Lucidi, e Manuel Vescovi.

Non resta fuori neanche la cosiddetta opposizione di Fratelli d’Italia, che ha confermato le dimissioni del presidente del Copasir Adolfo Urso. A fare blocco contro la via diplomatica sono poi stati Stefania Craxi (Forza Italia), Alberto Airola (M5S), Laura Garavini (Italia Viva) e Pier Ferdinando Casini.

“Tutti i partiti – ha detto Petrocelli – hanno votato la delega in bianco per armare l’Ucraina fino a dicembre 2022. Tutto il resto sono chiacchiere e propaganda elettorale”.

Continua a leggere

CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Il governo non vuole la guerra ma “invierà altre armi”

Appena oggi Draghi nel corso di una conferenza stampa si è appellato a iniziative che possano portare “l’Ucraina sedersi al tavolo di pace”. “Vogliamo lo strumento più efficace per permettere la pace”. La corsa ad armare l’Ucraina, tuttavia, continua

© Rec News -

del

Il governo non vuole la guerra ma "invierà altre armi" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Giorgio MulE’ a radio 24

“E’ possibile che vengano inviate ulteriori armi all’Ucraina laddove il governo ucraino ravvisi la necessità di aver un ulteriore rifornimento di armi, così come lo stanno facendo quasi 30 paesi che stanno inviando armi all’Ucraina. Il decreto legge approvato pochi giorni fa prevede che, sulla base di una risoluzione parlamentare fino alla fine del dicembre 2022, laddove fosse necessario con un decreto interministeriale tra Difesa-Esteri e Sviluppo Economico, è possibile inviare altre armi all’Ucraina, laddove ci fosse questa richiesta l’Italia non girerà le spalle e continuerà ad aiutare l’eroica resistenza ucraina”. Lo ha detto il sottosegretario alla Difesa Giorgio Mulè a Radio 24.

Appena oggi Draghi nel corso di una conferenza stampa si è appellato a iniziative che possano portare “l’Ucraina sedersi al tavolo di pace”. “Vogliamo lo strumento più efficace per permettere la pace”. La corsa ad armare l’Ucraina, tuttavia, continua.

Continua a leggere

POLITICA

Addio al Green Pass e alle mascherine al chiuso, riferiscono fonti del governo. Le date

La tabella di marcia è stata delineata dai sottosegretari del ministero della Salute Andrea Costa e Pierpaolo Sileri. Al Green Pass potrebbe però subentrare – salvo interventi – ID Pay, il wallet presentato di recente da Colao

© Rec News -

del

Addio al Green Pass e alle mascherine al chiuso, riferiscono fonti del governo. Le date | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si va verso l’addio definitivo allo strumento di controllo del Green Pass e anche verso lo stop dell’utilizzo delle mascherine all’aperto. Una possibile tabella di marcia è stata delineata dai sottosegretari del ministero della Salute Andrea Costa e Pierpaolo Sileri. I dettagli sono i seguenti (fonte: Meteo Web):

1 Aprile

  • Abolizione del Green Pass per gli Under 50 sul posto di lavoro (era stato introdotto il 15 ottobre 2021)
  • Abolizione del Green Pass per negozi e uffici pubblici (era stato introdotto il 1° febbraio 2022)
  • Abolizione del Green Pass per parrucchieribarbieri ed estetisti (era stato introdotto il 20 gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per gli Over 50 sul posto di lavoro (era stato introdotto il 15 febbraio)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per gli Alberghi (era stato introdotto il 6 dicembre 2021, poi rafforzato in “Super Green Pass” dal 10 gennaio 2022)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per i bar e i locali della ristorazione per i servizi al banco e nei tavoli all’aperto (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per tutte le attività sportive (era stato introdotto, a fasi alterne, tra dicembre 2021 e gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per gli staditeatricinemapalestreconcerti e discoteche (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)
  • Abolizione del “Super Green Pass” per i trasporti (era stato introdotto il 10 gennaio 2022)

1 Maggio

  • Abolizione dell’obbligo di indossare le mascherine all’aperto, compresi i concerti e gli stadi (che tornano alla capienza completa)
  • Abolizione di ogni tipo di Green Pass (anche quello base) per i tavoli al chiuso dei locali della ristorazione (era stato introdotto dal 4 agosto 2021)
  • Abolizione del Green Pass per staditeatricinemapalestreconcerti e discoteche (era stato introdotto dal 4 agosto 2021)
  • Abolizione del Green Pass per i trasporti (era stato introdotto a fasi alterne tra lo scorso autunno per aerei e treni a lunga percorrenza, e dicembre 2021 per il trasporto pubblico locale, prima base e poi rafforzato)

15 Giugno

  • Fine dell’obbligo di vaccino per gli Over 50 (obbligo introdotto dal 1° febbraio) e contestuale abolizione del Green Pass per gli Over 50 sul posto di lavoro. Scade l’obbligo vaccinale anche per medici, infermieri, operatori delle Rsa, insegnanti e personale della scuola, ma anche per chi lavora nel comparto della difesa, della sicurezza, del soccorso pubblico, per il personale della polizia locale, dei servizi segreti e della polizia penitenziaria.

Addio (per il momento) al regime di controllo sanitario, ma c’è un ma

Si va dunque verso l’addio definitivo al Green Pass e alle mascherine al chiuso, e non c’è Dpcm che tenga. Quello del 2 marzo ha stabilito che la “validità tecnica” del certificato verde viene prorogata di “ulteriori cinquencentocinquanta giorni”, ma questo non significa che per altri due anni si dovrà utilizzare il Green Pass. Anzi. Il limite fissato, potrebbe lasciar intendere che al termine di questo lasso di tempo la struttura sperimentale messa in piedi dal governo Draghi verrà smantellata, semplicemente perché esistono dei paletti – ribaditi in più di un’occasione dal Garante per la Privacy – per quanto riguarda la conservazione dei dati personali. Con la fine dello stato di emergenza, inoltre, il governo non sarà autorizzato a far pervenire le anticostituzionali multe agli Over 50 – come vuole far credere il mainstream nel tentativo di indurre alla vaccinazione – e se anche volesse rischiare, si troverebbe dinnanzi a un fiume di ricorsi. Ma c’è un “ma”. Come anticipato, al passaporto sanitario potrebbe subentrare ID Pay, il wallet presentato dal ministro all’Innovazione e alla Transizione Digitale Vittorio Colao.

Continua a leggere

CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Lavrov: “In Ucraina laboratori biologici americani per testare patogeni”

Il ministro degli Esteri russo: “Nessuna invasione, ma operazione avviata per motivi di sicurezza”

© Rec News -

del

Lavrov: "In Ucraina laboratori biologici americani per testare patogeni" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine di repertorio – Rec News, MED 2019

Nel corso del Forum diplomatico e di riconciliazione tra Russia e Ucraina “Meet4diplomacy” che si sta tenendo ad Antalya, in Turchia, il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha parlato dei “laboratori biologici americani creati dal Pentagoo per testare patogeni” promossi dagli USA “nel territorio dell’Ucraina e in altri Paesi dell’ex Unione Sovietica“. “Questi laboratori – ha detto poi Lavrov – sono presenti anche in tutto il mondo, contro ogni diritto presente nei trattati internazionali. Non so se questi laboratori siano mai stati utilizzati ma non ho nessun dubbio sul fatto che non si sia trattato di esperimenti di pace”. “Non abbiamo invaso l’Ucraina – ha chiarito poi il ministro degli esteri russo – la nostra è stata un’operazione avviata per questioni di sicurezza”.

Negli scorsi giorni Rec News ha svelato in esclusiva il contenuto del “Libro Bianco” della presidenza di Zelensky, documento ufficiale in cui si fa esplicito riferimento alla sperimentazione umana e militare nelle zone del Donbass.

Continua a leggere

Ora di tendenza

Rec News dir. Zaira Bartucca

Copyright © 2022 Rec News - Lontani dal Mainstream. Direttore Zaira Bartucca P.IVA 03645570791 - Vietata la riproduzione anche parziale

error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione