I giorni cinesi di Di Maio. Sul tavolo anche BRI, 5G e auto elettriche

Il titolare della Farnesina ha incontrato a Shangai l’omologo Wang Yi, ufficialmente in occasione della CIIE. Ma il viaggio sarebbe servito anche a tentare di cementare alcuni accordi su cui si concentrano le ansie di dem e grillini

Il ministro degli Esteri Luigi di Maio si è recato in Cina, dove ha incontrato Wang Yi. Con l’omologo cinese ha avuto un confronto nell’ambito di un incontro istituzionale con altre delegazioni che si è svolto a Shangai (nella foto). Ufficialmente, il titolare della Farnesina si trova nella Repubblica popolare cinese per partecipare alla seconda edizione della China international import expo (CIIE) – di cui l’Italia è partner – ma sembra che sul tavolo ci sia molto di più. Per esempio la Bel and Road Iniziative (BRI), la cosiddetta Via della seta che continua a lasciare scettici quanti temono le mire espansionistiche del Dragone.


I dazi
C’è poi la questione dei dazi. La Cina, che guarda con diffidenza alla politica protezionista di un Trump risoluto a concentrarsi sulla sicurezza (soprattutto quando si tratta di quella informatica o legata alle informazioni in generale), ha l’ovvio interesse di espandersi in mercati alternativi. E se negli Stati Uniti aziende come Huawei vengono (giustamente?) vissute come una minaccia, in Italia quella delle porte aperte è più di una politica. Il “lascia fare, lascia passare” di Gournay, qui, è più di una massima. E così dai convenuti è giunta la piena disponibilità a “rimuovere le barriere tariffarie e non tariffarie per semplificare l’accesso al mercato cinese dei prodotti italiani”, che certo non avverrà senza che ci siano vantaggi per la stessa Cina. Ecco quali potrebbero essere.


L’insistenza sul 5G
Sui pericoli di questa forma di connessione ci siamo già soffermati. All’interno del Movimento 5 Stelle a farsene portavoce è la deputata Sara Cunial, che a ottobre è riuscita a far filtrare alla Camera preoccupazioni e istanze di associazioni e specialisti. Non si tratta di una strada in discesa, però. Perché il movimento non è contraddistinto (più) dal solo animo salutista-ambientalista, ma anche da quello spiccatamente utilitarista. Ne fa parte il titolare del Mise Patuanelli, che nel corso del primo giorno di attività ha firmato in tutta fretta il decreto sulla sperimentazione del 5G a Genova, che è servito a rispondere alle ansie di Fastweb ed Ericsson. E Di Maio? Finora le rare prese di posizione sull’argomento – soprattutto quelle più informali – ricordano più il fronte oltranzista dei dem alla Bruno Bossio, che la buttano dal solo lato degli investimenti e degli introiti. E lo Stivale fa gola anche ai cinesi, risoluti ad accaparrarsi un occhio aperto sull’Europa, sia dal punto di vista economico che per quanto riguarda la gestione della mole massiccia di informazioni che potrebbe essere consegnata nelle loro mani.


Il business legato all’auto elettrica
Altro aspetto fondamentale è quello che riguarda il possibile passaggio verso le auto elettriche. Il “Green new deal” sbandierato a destra e a manca c’entra in realtà poco, perché anche questo tipo di veicoli ha un impatto negativo sull’ambiente. Lo sa bene la stessa Cina, che in Africa è il principale acquirente e sfruttatore di miniere di litio, il metallo che serve ad alimentare le batterie elettriche. Al Dragone l’Italia governata dai megafoni dell’Onu alla Greta Thunberg e da chi è risoluto a tassare la plastica, sembrerà senz’altro pronta per acquisti importanti. Sull’argomento si è espresso proprio oggi il deputato del Ppe Fulvio Martusciello: “La corsa all’elettrico che anche il governo italiano sta facendo – ha detto – è pericolosa. Possibile che non si comprenda – ha continuato – che le nostre strategie rischiano di consegnare la gestione energetica ai cinesi, che padroni del litio potranno poi stabilire il prezzo dell’elettrico a loro piacimento?”.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.