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POLITICA

L’imperativo di Di Stefano: le aziende pensino solo all’estero

Il sottosegretario agli Affari esteri strizza l’occhio ai “mercati emergenti” di Africa e Medio Oriente. Per le aziende nostrane pare che oltre all’estero in Patria non ci sia più nulla. E pace se piccoli e medi non potranno sostenere i costi dell’export in tempi di crisi indotta

L'imperativo di Di Stefano: le aziende pensino solo all'estero | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il sottosegretario agli Affari esteri Manlio Di Stefano (in alto, in un’immagine satirica) che già aveva salutato con favore la condivisione delle acque pescose con l’Africa settentrionale e la (sua) Sicilia su cui ha lavorato l’Arci Pesca mettendo in ginocchio migliaia di operatori del settore ittico, ha partecipato oggi a Roma all’assemblea nazionale delle cooperative italiane – settore Agroalimentare e della Pesca.

L’export, il privilegio per chi aderisce all’Alleanza. E gli altri?

Nell’ambito dell’incontro è stata sottolineata l’importanza dell’export per le imprese che aderiscono all’Alleanza delle cooperative italiane, con l’auspicio di un “maggior coordinamento tra gli attori istituzionali in sede di Cabina di Regia per l’Internazionalizzazione”.

Internazionalizzazione: possibilità o imposizione?

“L’internazionalizzazione – ha detto Di Stefano – è una strada obbligata per le nostre imprese. Come governo ci impegneremo ad accrescere il numero delle imprese esportatrici, consolidando mercati maturi come Nord America ed Europa e sviluppando una strategia mirata per quelli emergenti, Asia (India, Giappone, Corea del Sud), Sud America, Paesi Mena e Africa”.

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