Austria, stop al vaccino AstraZeneca dopo morte sospetta


Ritirato un lotto dal mercato. Sospese distribuzione e somministrazione. Dalla Cina alla Spagna, dubbi anche sugli altri preparati sperimentali



L’Austria ha decretato lo stop al vaccino Astrazeneca a seguito della morte di un’infermiera 49enne, deceduta subito dopo aver ricevuto la dose del preparato sperimentale. Lo rende noto la testata 20 Minuten. Le autorità hanno disposto il ritiro del lotto incriminato (l’unità di produzione ABV 5300), e sospeso la distribuzione e la somministrazione. La conferma arriva da AGES, l’Agenzia austriaca per la sicurezza alimentare. Un’indagine è stata aperta per verificare la possibile correlazione tra la morte e l’inoculazione del vaccino. L’autopsia della donna verrà effettuata presso l’Ospedale Generale di Vienna. Anche in Italia, in Spagna e negli Stati Uniti si stanno verificando decessi sospetti che stanno riguardando gli operatori sanitari, per i quali è stata avviata negli ultimi mesi in tutto il mondo la campagna di somministrazione dei vari preparati anti-covid.


Lo stesso lotto associato ai problemi di coagulazione riscontrati in una 35enne

Tornando all’Austria, Bernhard Jany (Agenzia sanitaria statale) ha riferito alla testata di un secondo caso, che riguarda una 35enne con problemi di coagulazione del sangue: «Un altro dipendente è stato ricoverato nel reparto interno dell’ospedale regionale di Zwettl», riporta la testata.


FPÖ chiede la sospensione delle vaccinazioni “con effetto immediato”

Il mondo della politica non è rimasto in silenzio, come sta accadendo invece in Italia. “L’esponente del Partito della Libertà austriaco (FPÖ) Norbert Hofer – scrive sull’argomento Ticino Online – ha dichiarato che fino a quando una connessione non può essere esclusa con certezza, le vaccinazioni con AstraZeneca devono essere sospese in Austria con effetto immediato. In segno di lutto, l’ospedale provinciale i Zwettl ha issato una bandiera nera”. 


Non solo Astrazeneca

A essere sotto la lente delle Istituzioni estere non è solo il vaccino Astrazeneca, ma anche il preparato Pfizer-Biontech, che Tarro definisce come una “terapia genica sperimentale” potenzialmente dannosa per le donne in età fertile e per i nascituri. A Lagartena, in Spagna, a febbraio si è verificato un decesso di massa che ha riguardato gli anziani di una RSA che sono stati esposti alla prima dose del preparato. A gennaio, i medici cinesi avevano chiesto la sospensione della somministrazione a causa delle “sostanze tossiche rilasciate nell’organismo“. Il vaccino Pfizer-Biontech, com’è noto, è sviluppato tramite la tecnica dell’RNA messaggero (mRNA), esattamente come avviene nel vaccino ModeRNA. Quest’ultima azienda, a maggio dello scorso anno, comunicava gli esiti di una sperimentazione fallimentare che aveva provocato “lesioni gravi” nel 20 per cento dei testati. Anche il vaccino Johnson&Johnson – che si prepara a sbarcare sul mercato italiano – non ha dato risultati incoraggianti, provocando quella che è stata definita una “malattia inspiegabile“. Per quanto riguarda il vaccino russo Sputnik V e quello cinese Sinopharm, in Europa sono giunte notizie di reazioni avverse moderate e di lieve entità – stando a quanto è stato diffuso – ma anche in questi due casi la sperimentazione è stata brevissima e nell’arco di qualche mese si è passati dalle provette alla produzione.

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