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Nel corso di questa intervista – la seconda che facciamo al Professore Giulio Tarro – siamo stati messi di fronte a due evidenze. La prima: che stavamo parlando con un medico che considera il paziente, la sua cura, la sua sopravvivenza e la sua Vita, come il centro della propria attività. Attenzione, perché a partire dalle mancate cure ai pazienti non covid di cui molti si sono resi colpevoli nel corso della prima fase, non si tratta più di un’ovvietà. La seconda evidenza, è che un virus simile a tanti altri per caratteristiche e letalità, è diventato il lasciapassare per avviare la più grande sperimentazione di massa mai esistita per la somministrazione di una “terapia genica”, come l’ha recentemente definita lo stesso Tarro: tale è il cosiddetto vaccino a mRNA che, nei fatti, non sarebbe neppure un vaccino. Non contiene il virus (condizione che la medicina reputa necessaria affinché si parli di “vaccino”) ma viene comunque fatto passare per quello che non è. Il professore Tarro lo spiega molto bene per tutti – senza troppi giri di parole – qua e là nelle risposte. E’ giusto saperlo, così come è giusto saperne di più sulla reale efficacia di questo preparato e sui rischi che si corrono ad assumerlo. Andiamo con ordine.

Volevamo capirne di più su queste varianti che stanno terrorizzando un po’ tutti. Cosa sono?
Innanzitutto il virus quando entra in un nuovo organismo cerca di fare di tutto per sopravvivere. Non gli conviene distruggere l’organismo, ma stabilire una specie di patto di convivenza. E’ un patto biologico abbastanza importante. Una particella piccola come il virus cosa può fare per stabilire il quieto vivere? Può fare qualcosa che da una parte non distrugge la cellula in cui è penetrata, e dall’altra gli permette di non essere distrutto dalle difese immunitarie dell’organismo. Il virus cerca quindi la possibilità di “variare”. Il fine è quello. La possibilità è legata agli stessi anticorpi che poi si formano, a cui lui cerca di sfuggire.

Quindi si adatta per sopravvivere?
Esatto, è un patto biologico abbastanza fondamentale nell’ecologia totale, di tutti gli esseri.

E’ una cosa nuova che ci sia una variante di un virus o succede normalmente?
Succede normalmente, anzi per esempio succede spesso con il virus influenzale, ma anche a livello delle famiglie virali c’è sempre questa possibilità.

Quindi niente di nuovo sotto il sole.
No, assolutamente. D’altra parte si sta facendo tutto questo rumore adesso, ma nessuno ha detto che già a fine marzo quando eravamo in piena epidemia si era stabilita una variante che da aprile è stata prevalente e che già aveva sostituito la cosiddetta catena terminale, un aminoacido che poi era l’acido aspartico, con la glicina. Questo permetteva al virus di passare meglio nelle cellule. Non vuol dire comunque che fosse più virulento, più aggressivo o che desse fatti patologici maggiori.

Quindi non sono delle varianti così pericolose come si dice?
No, l’unica “pericolosità” è questa, cioè rispetto al precedente si cambiano gli anticorpi.


Invece le varianti ibride cosa sono?
Variante ibrida significa che c’è una parte di un virus e una di un altro. Per esempio i vaccini con vettore sono ibridi, possiamo anche parlare di chimere, ma siamo sempre là.

Per restare in tema di vaccini, molti manifestano preoccupazioni sul vaccino Pfizer-Biontech e su quello di Moderna, perché sono a mRNA. Può spiegarci cosa vuol dire?
Normalmente in qualsiasi cellula c’è la cosiddetta molecola della vita che è il DNA, poi su questo DNA in maniera speculare c’è un altro acido nucleico che si chiama RNA. Quest’ultimo porta le informazioni del DNA ai ribosomi, là dove si producono le proteine. Sono informazioni a RNA messaggero. Successivamente è possibile che intervenga un altro RNA messaggero, che sarebbe quello transfer. Se noi facciamo un nuovo vaccino utilizzando questo RNA messaggero, ovviamente a livello produttivo è relativamente più semplice rispetto a creare il vettore che dicevamo prima o un vaccino chimerico.

Alcuni medici hanno manifestato preoccupazioni rispetto a questo meccanismo, nel senso che hanno evidenziato come i vaccini a mRNA vadano poi ad incidere sullo stesso DNA, provocando malattie anche pericolose. Lei è d’accordo con questa lettura?
Non in questo modo semplice, perché già il bugiardino di questi vaccini parla del fatto che ci può essere anzitutto una certa sintomatologia. Per esempio mal di testa, mali articolari, muscolari, allergie come per tutti i vaccini. Non c’è solo l’mRNA, c’è anche altro materiale che viene somministrato. E poi dico la cosa forse più importante di questo aspetto: dobbiamo vedere in prospettiva. Ebbene, lo stesso bugiardino (il foglietto illustrativo, ndr) dice che questi vaccini possono provocare delle malattie auto-immuni.

Ecco, appunto.
Questi vaccini poi non vengono consigliati in gravidanza, presumibilmente perché nella prima fase di sperimentazione non c’è stato modo di provarne gli effetti. E poi soprattutto si consiglia di far passare almeno due mesi da un eventuale concepimento.

Eppure sono già stati somministrati a molte donne e ragazze in età fertile.
Si, questo è stato contrario a quello che bisognava fare, per esempio in Inghilterra hanno cominciato con gli anziani. Quando si è in età per così dire fertile, l’mRNA può potenzialmente integrarsi con le cellule. Escludere questo per principio non è giusto, perché bisogna proiettare il tutto nel tempo. Non c’è stato il tempo per provare. Io ho detto fin dall’inizio che questo RNA messaggero potrebbe addirittura simulare un altro RNA virus latente, oppure potrebbe fornire il codice proprio al nostro DNA, come accennava lei prima. Questi aspetti sembrano impossibili e vengono esclusi dai cosiddetti saccenti della biologia molecolare, ma proprio in questi giorni è uscito un lavoro dell’Università di Boston che ha dimostrato che questa cosa impossibile, è possibile. Si è dato così ragione a chi fin dall’inizio diceva che questo aspetto sperimentale che a questo punto è diventato pratico riguarda un po’ gli Ogm, gli organismi geneticamente modificati, che sono stati vietati proprio per i pericoli connessi al loro utilizzo.

Lei ha detto che questo aspetto da “sperimentale è diventato pratico”: cioè la somministrazione sta coincidendo con la sperimentazione umana? Siamo cavie? Vogliono modificare i nostri geni?
Come per tutte le cose serve esperienza, a partire dall’Oms che ha detto che ci volevano diciotto mesi per avere un vaccino. Anche per campagne vaccinali precedenti, non è mai successo che un prodotto fosse immesso in commercio dopo pochi mesi. Il vaccino potenzialmente potrebbe essere efficace, ma potrebbe non essere sicuro.

Da questo punto di vista la preoccupano i decessi sospetti e le reazioni avverse che si stanno verificando e che sono stati enucleati in molti report? Si parla già di oltre ottomila danneggiati nella sola Italia.
L’Italia per numero di danneggiati è al primo posto in Europa. Le altre Nazioni, Germania, Inghilterra, Spagna in particolare hanno un minor numero di casi. Anche negli Stati Uniti, dove sono stati prodotti questi vaccini a RNA messaggero, ci sono stati dei problemi. Sono state descritte varie situazioni: dall’anafilassi, una risposta allergica forte, alle paralisi facciali. Nei soggetti fragili, inoltre, si è riscontrato l’aumento delle patologie sussistenti.

Considerando questi dati, non è pericoloso continuare con la somministrazione di massa? Non è dannoso pensare a meccanismi come il Green Pass o il Covid Pass che possono potenzialmente moltiplicare i danni?
Certo, i danni potenzialmente possono moltiplicarsi. Chi adotta queste misure lo fa senza avere un’esperienza e senza avere una proiezione. Poi, non puoi tornare indietro nel momento in cui danneggia la gente. Non so se rendo l’idea.

Appunto. Da esperto: qual è il suo consiglio pratico per indirizzare chi ora si trova ai vertici decisionali?
Ci sono altri vaccini che utilizzano un virus attenuato o un virus disattivato che evita l’insorgere di patologie e permette comunque al corpo di produrre gli anticorpi. Una cosa classica, diversa dal vaccino che ha scombinato tutto il panorama, che è quello a mRNA. Esistono controindicazioni dimostrabili a livello scientifico, e la somministrazione fino a questo momento era stata limitata a prove per virus come Zika. La FDA che ha dato il nullaosta è riuscita a far passare dei motivi di emergenza. Ha parlato del 90-95% di efficacia, ma poi chi ha fatto i conti in tasca all’organismo è stato il professore Peter Doshi, esperto del Maryland che ha pubblicato sul British Journal of Medicine un editoriale. In pratica, se si esamina quello che è stato realmente presentato per avere l’approvazione, dunque tutti i soggetti coinvolti e il modo in cui erano stati controllati dopo la somministrazione, l’efficacia scende al 19-29%. Questo già pone un punto interrogativo.


Si parla tanto di vaccini, di quello americano, cinese, russo, ma spesso ci si dimentica di un’ovvietà: non è detto che una persona abbia tutta questa necessità di vaccinarsi.
Lei dice bene perché dobbiamo considerare che tutto sommato, tenendo presenti anche i dati cinesi dell’inizio, l’81% delle situazioni è caratterizzato da un banale raffreddore febbrile. Solo in alcuni casi si parla di una fase critica della malattia. Come per tutte le malattie, prima si interviene e meglio è, e questo purtroppo non è stato fatto.


Quindi non serve chiudere l’Italia e non serve mettere in campo determinate misure perché si tratta di un virus simile all’influenza, se preso in tempo?
Certo, ma tenga presente che è una cosa importante. Anche l’influenza può provocare delle encefaliti o altre patologie di organo. Questo virus può anche provocare alterazioni a livello vascolare, quelle che erano sfuggite inizialmente non facendo le autopsie. E’ stato inutile dare ossigeno o intubare questi soggetti: bisognava dare l’eparina. Con il cortisone, un anti-infiammatorio, si sarebbe poi evitata la tempesta dei mediatori linfocitari che sono quelli che intervengono nelle infiammazioni pesanti. Questo meccanismo non si verifica nei bambini, che non hanno una risposta alterata come quella dell’anziano.

Quindi per i bambini non dovrebbero preoccupare neppure le varianti che secondo alcuni dovrebbero impedire il ritorno a scuola?
Assolutamente, né le varianti né altro, perché i bambini sani non hanno alcun problema.

Oltre ai vaccini, è già partita la corsa agli anticorpi monoclonali. Cosa sono?
Tenga presente che l’anticorpo monoclonale era stato preparato per la prima SARS, però non era stato utilizzato perché l’epidemia era finita troppo presto, in sei mesi. L’anticorpo monoclonale si fa in culture di tessuto con la particella virale e poi si utilizzano questi anticorpi per la somministrazione. Per la SARS fu fatto utilizzando il furetto e poi i dati sono stati pubblicati nel 2004. Successivamente c’è stato bisogno di ricorrere agli anticorpi monoclonali e alla sieroterapia soprattutto per la MERS, la sindrome respiratoria del Medio Oriente, che aveva una letalità del 36%. L’istituto Pasteur ha dimostrato l’efficacia di questi anticorpi monoclonali, che avevano permesso la cura dei soggetti guariti. Si tratta in ogni caso di malattie che una volta che sono state inquadrate e diagnosticate, si possono curare.

Quindi non c’è bisogno di fare allarmismi: i soggetti sani reagiscono alle cure o sono protetti dal loro sistema immunitario.
Esatto, e quando si parla di anticorpi monoclonali si parla di cure. Finalmente sono stati prodotti. La prima fase dell’epidemia, che è stata quella controllata dai cinesi, è stata gestita con la sieroterapia, che è la cosa migliore. Negli Stati Uniti la sieroterapia è stata utilizzata come profilassi per gli operatori sanitari che potevano entrare in contatto con potenziali pazienti contagiosi. Anche gli anticorpi monoclonali sono legati, come i vaccini, alle varianti. C’è la possibilità che l’anticorpo monoclonale non funzioni con una determinata variante, perché magari è stato concepito per una variante precedente.

Accetterebbe un ipotetico incarico all’interno del Cts? Nessuno l’ha mai interpellata. Purtroppo, diremmo.
Beh, effettivamente io sono intervenuto nel ’73 nell’epidemia di Colera che si è verificata a Napoli. La cosa che mi dà più soddisfazione è però l’aver salvato i bambini di Napoli, nel ’79, isolando il virus sinciziale. Il male “oscuro” in questione era la bronchiolite. Ho scoperto la possibilità di intervenire a livello pediatrico: anche in quel caso i malati venivano mandati direttamente in rianimazione o intubati, con un peggioramento della situazione. Quando si è manifestato l’AIDS, sono stato tra i primi ad elaborare una metodica: si poteva così effettuare una diagnosi, prima del famoso e più gettonato test “Elisa”. I soggetti potevano essere trattati con il plasma, si poteva salvare e prolungare la loro vita. Da allora all’arrivo dei farmaci salvavita, nel ’97, passarono 14 anni. In tempi recenti per l’influenza aviaria e suina il Cotugno era al primo posto per numero di pazienti, perché venivano diagnosticati e curati subito.

Giulio Tarro insieme ad Albert Sabin | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il Professore Giulio Tarro insieme ad Albert Sabin

Il suo è un curriculum invidiabile, non so lo è altrettanto quello di alcuni che sono sovraesposti mediaticamente. Possiamo dirlo tranquillamente.
E’ la realtà delle cose.

Allora noi ne approfittiamo per ottenere un consiglio per chi ci legge: come si può potenziare e migliorare il sistema immunitario – il migliore difensore dell’organismo – per essere più forti di fronte a possibili minacce esterne e per diventare più tranquilli di fronte al clima allarmista?
Lei ha ragione, anche i cinesi lo scorso anno quando sono venuti in Italia con una loro delegazione hanno parlato del sistema immunitario e dell’assunzione di vitamina C. Non in milligrammi, ma in grammi. C’è poi l’importanza della Vitamina D, che è stata anche studiata in Piemonte per la sua efficacia in termini di prevenzione. Poi c’è la lattoferrina, sono tutte sostanze che vanno in aiuto del sistema immunitario.

Dunque anche frutta, verdura e latte. L’anno scorso durante la nostra prima intervista ha consigliato anche l’attività fisica: uscire, correre, camminare, evitando di stare chiusi in casa isolandosi fisicamente e mentalmente e distruggendosi da soli la salute. L’aria aperta è una medicina, ci aveva detto.
Assolutamente si! Il virus non sta bene ai raggi ultravioletti del sole, che lo distrugge in pochi minuti. Al contatto col vento, con la brezza marina nelle giornate soleggiate, dove vuole che ci sia il virus?

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca - sito: www.zairabartucca.it

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INTERVISTE

“Io, la tv che vorrei e quella volta sul set”. Chiacchierando con Giorgia Trasselli

L’attrice ci svela un inedito lato anti-mainstream: il passato universitario movimentato, i teatri “off” e la distanza con un certo tipo di format televisivi. La passione per Tolstoj e Dostoevskij: “Ho sofferto per l’esclusione dei russi dagli eventi culturali e sportivi. Come se un domani l’Italia impazzisse e qualcuno volesse cancellare Pirandello”

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"Io, la tv che vorrei e quella volta sul set". Chiacchierando con Giorgia Trasselli | Rec News dir. Zaira Bartucca
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Giorgia Trasselli oggi, figura rassicurante e iconica di quadretto familiare all’italiana: sta tornando a casa da Trieste e ad attenderla, mi dice, ci sono i nipotini ancora avvolti dal clima di festa, alle prese con i regali. “Il 19 abbiamo avuto un compleanno”, racconta. E’ reduce da un viaggio più lungo del previsto che ci ha portato a scambiare qualche Whatsapp per poter posticipare l’intervista. Devo – sommessamente – smentire quello che ha ironicamente scritto Lello Arena nella sua prefazione di “Mi scusi, lei fa teatro?”: non ho visto errori nei suoi messaggi, nemmeno considerandoli con l’occhio clinico del mestiere. Ovviamente nemmeno volendolo potrei correggere la “Tata” meno conosciuta, quella che ha tradotto Cocteau dal francese e butta lì l’etimologia latina di “divertire” come se non nulla fosse.

I ritratti che colleghi e registi fanno di Giorgia sono tutti più che edificanti: un’attrice ancorata ai valori e un tornado in grado di rivoluzionare ogni set. Il simbolo di una tv pulita: non urlata, non spiattellata, che non ha bisogno di fare leva sugli istinti peggiori. La Trasselli meno conosciuta è anche “anti-mainstream”, in qualche misura: ha avuto un passato universitario movimentato, ha frequentato i teatri “in” ma non ha disdegnato quelli “off” quando ne valeva la pena. Ha una passione per un certo tipo di autori letterari e teatrali e mantiene le dovute distanze, ci svela, da un certo tipo di format commerciali.

Sicuramente nessuno si permetterebbe mai di dire che recita con i piedi, però nei fatti è successo…
(Ride) E’ vero, il primo film fatto con i piedi, è vero! Eravamo alla Pro Deo che oggi si chiama Luiss. Il regista cercava dei bei piedi per un cortometraggio. In pratica si trattava di una storia d’amore tra due piedi femminili e due piedi maschili. Quindi sì, il mio esordio cinematografico è stato fatto con i piedi.

Un episodio che fa parte di una carriera sfaccettata. Cosa le hanno lasciato i vari personaggi che ha interpretato e quanto c’è della vera Giorgia in ognuno di loro?

Credo che ci sia un pezzo della vera Giorgia, di come io sono nella vita nell’essenza del quotidiano, in ogni personaggio. In fin dei conti noi prestiamo il nostro volto ma anche la psiche, perché quando parliamo di sentimenti e di intenzioni e ci mettiamo in contatto con un personaggio che comunque ha un’anima. Cediamo una parte di noi a questo personaggio. Anche qui ci facciamo due risate, spero: anni fa in tempi di AIDS quando non era il caso dicevo: dai, il nostro lavoro in fondo è un po’ una trasfusione di sangue…Aiuto, dai, no! (ride). Però un po’ è vero, è bello quando si perdono un po’ i confini tra la persona e il personaggio. Quindi, per rispondere alla tua domanda, c’è una parte di me in tutto quello che ho fatto. Se prendiamo cento Romeo, cento Giulietta e cento Desdemona, alla fine ognuna sarà diversa perché ognuno mette del suo, anche se si tratta della stessa storia e delle stesse parole. E’ tutto scritto lì, ma siamo noi a dare vita al personaggio, a dargli l’impressione.

"Io, la tv che vorrei e quella volta sul set". Chiacchierando con Giorgia Trasselli | Rec News dir. Zaira Bartucca
Foto L.Brunetti

Nonostante tutta questa volontà di caratterizzare i personaggi riesce sempre ad apparire genuina, spontanea.

Arrivare è difficile. In teoria dovrebbe essere tutto semplice, ma la semplicità è molto difficile da ottenere. A volte mi capita di vedere un attore o un attrice e di avere l’impressione che stia lì con noi. Quando il palcoscenico o la macchina da presa diventano casa. E’ bello quando il pubblico ti dice questo, ma il punto è proprio quello che dicevi tu, che cioè quella semplicità è frutto di molto lavoro.

I suoi colleghi dipingono il suo carattere come solare, capace di animare ogni cosa. Però lei racconta anche che in privato è attraversata da una sorta di malinconia.

C’è questo: quando sono sola sono un po’ malinconica, lo riconosco. Ho un sacco di nostalgie e infatti ogni tanto mi devo fare un bagno di fiducia per il presente e per il futuro. Mi dicono che sono brava a incoraggiare gli altri, però poi quando tocca a me torno ad “Ah, quanto era bello prima”. Insomma, ecco la nostalgia. O la malinconia che è questa strana cosa, questo languore che non è proprio tristezza, ma è uno stato di cose normali. Non so a cosa sia dovuto. Però poi mi basta che ci sia una persona, un amico e tutto questo passa. In questi momenti sono veramente sola con me stessa. Adesso sto parlando con te e mi sto chiarendo forse un po’.

Non mi mostro allegra, divertente e divertita a tutti i costi, ma sono le persone che mi danno la carica quando ci si trova in compagnia e in armonia. Lo stare insieme, fare una battuta…ah, ecco. Io non so fare le battute a comando, mi terrorizzano queste trasmissioni dove i cosiddetti personaggi devono per forza avere la battuta giusta al tempo giusto. Per carità! A me non viene mai, mi viene sempre dopo sette secoli! Perché sto lì che guardo e ascolto e poi mi distraggo, e poi quando tocca a me…che ne so? La battuta a me viene quando sto bene, quando sto insieme agli altri.

Ma poi la simpatia è fatta di tante cose, non solo di battute. Ci sono caratteri che la suscitano a pelle: come nel suo caso, riescono a passare con facilità dalla simpatia all’empatia e a tirare fuori il meglio delle persone. E’ una gran dote, dovrebbe darle la fiducia che dice a volte le manchi.

Grazie, grazie! Ci provo.

Ha citato la televisione. Il modo di fare tv è molto cambiato negli ultimi anni. C’è una crisi di valori che sembra attraversare anche il piccolo schermo: è così?

Posso dire con serenità che quello che crediamo che non esiste, esiste eccome. Il declino c’è, per forza. Tutti si giustificano chiamando in causa gli ascolti e la pubblicità, che secondo alcuni impediscono di mettere le cose serie. E’ come se fare le cose serie significa fare i barbosi, i noiosi. E quindi ci dobbiamo accontentare di quattro poveracci che sono buttati lì a mostrarsi in mutande o a dire quattro frescacce. Io non vedo certe cose, ma non perché sia snob. Non lo sono come persona ma forse in certe scelte, perché per me la forma è sostanza. Io non credo che essere gentili e cortesi, ammirare le cose belle e desiderare le cose belle sia formale, credo che sia sostanziale.

Sono convinta che non dobbiamo abbassare la qualità, i desideri, le passioni degli esseri umani. L’arte, il divertimento, la commedia brillante, il varietà, la canzone, la canzonetta: tutto secondo me deve cercare di elevare. Andiamo a vedere che teatro facciamo, che televisione c’è: questa cosa dei litigi continui e di persone così tristi e squallide che sanno solo dare il peggio di sé stessi, e magari invece avrebbero tanto di migliore da raccontare al pubblico. E poi permettimi di dire quello che sento da banale spettatrice: mancano i testi, i dialoghi. E’ difficile scrivere belle storie e belle fiction. Sono grata alla televisione ma a “quella” televisione di quel periodo che mi ha dato successo, per quanto quest’ultimo sia un concetto relativo. Credo che bisognerebbe dare più spazio agli autori brillanti e in gamba, sono sicura che ce ne sono tantissimi. Prendiamo Casa Vianello: è stata scritta da Raimondo, da Sandro Continenza, Giambattista Avellino e Alberto Consarino. Erano autori che stavano lì a fare, rifare, cancellare. Si parlava e si facevano riunioni per cercare di dare qualcosa anche in una commedia brillante. Non stavamo facendo Ben-Hur o Cleopatra, certo…

Ma anche lì c’era uno studio dei soggetti. Mi ha colpito il fatto che gli autori studiassero anche i fatti di cronaca e di attualità per avere lo spunto per le situazioni e per i personaggi collaterali. Alla fine tutto filava liscio e suscitava ilarità, quindi si può dire che funzionava. Oggi forse si punta più su prodotti che tentano di fare leva sui comportamenti più bassi.

E’ sempre una questione di soldi, ma se per quelli devo andare a vendermi l’anima al diavolo o la mamma al mercato diventa eccessivo. Oggi i tradimenti e lo spettegolezzo hanno fatto sparire la commedia all’italiana, che si basava anche su temi come questi ma aveva un altro approccio ed era interpretata da mostri sacri. Sordi, Agus, Valeri, Panelli, Taranto: Attori ed attrici che erano molto avanti rispetto a quello che si può immaginare, avevano una comicità all’avanguardia e non erano mai volgari.

Si è sempre detto che la tv ha plasmato la società moderna, ma che società si costruisce se non si offre mai qualche alternativa di livello? Se si offrisse qualcosa di diverso forse la risposta non sarebbe così cattiva.

Ma sì, è inutile dire “noi diamo quello che il pubblico vuole”: se non dai alternative, cosa vuoi che preferisca? Non si pensa, non si ragiona. La parola “divertire” deriva dal latino “divertere”, che vuol dire spostare l’attenzione da una cosa all’altra. Quindi il divertimento è creare una situazione, non limitarsi a sghignazzare delle cose più varie. Posso dire che sono comunque felicissima di fare televisione e di interpretare la Bice in Fosca Innocenti. Abbiamo iniziato di nuovo le riprese e sto lavorando con colleghi fantastici come Vanessa Incontrada, Francesco Arca, Cecilia Dazzi e Desirée Noferini.

A teatro ha interpretato Cocò Chanel.

E’ stata una delle cose che mi sono inventata basandomi sulle mie letture, sui miei studi e sulle mie idee. Anche se timorosa, ho cercato di coinvolgere gli altri colleghi. Mi sono lanciata e ho portato questa avventura fino in fondo, e tutto grazie a un libro prestato da un amico. La Francia, la traduzione del Fantasma di Marsiglia, il meta-teatro, quanto ricordi! Mi sono basata anche sulla figura di Cocò Chanel. Che posso dire? Sono stata felice. Tocchi le corde di tante vite: ecco cosa ci dà di meraviglioso il nostro lavoro.

In passato è stata una divoratrice dei libri di Tolstoj e Dostoevskij, ha portato in teatro Čechov: secondo lei è giusto escludere gli atleti russi dalle competizioni, gli artisti dalle mostre e i cantanti dagli eventi? L’arte e lo sport non dovrebbero un po’ depurarsi dalla politica?

Devo dire che mi ha fatto male che alcuni russi siano stati esclusi dagli aventi culturali, sportivi e musicali. La Russia non è Putin e non è solo quello che sta succedendo. Ci ha dato cose fantastiche. E come se a un certo punto l’Italia impazzisse e qualcuno volesse cancellare Pirandello. Una buona separazione ci vuole. E’ il solito vecchio discorso del fare sempre di tutta l’erba un fascio.

Non si rischia di instaurare precedenti pericolosi e di tornare a un clima di persecuzione culturale?

Eh, hai capito?! Andiamo a bruciare i libri in piazza, che facciamo? Per carità di Dio. Non sono idee felici.

Gliela faccio la domanda che le fanno tutti su Casa Vianello o no? La faccio, ma mi racconti un episodio particolare, un bel ricordo che le è rimasto.

E’ stato tutto bellissimo, regnava l’allegria e l’armonia, la semplicità ma non la superficialità. In un episodio Sandra voleva che mi fidanzassi con un muratore che circolava per casa. Nella trama c’era l’organizzazione di un pranzo, con la Tata tutta in ghingheri e Sandra e Raimondo che spiavano dalla cucina. A un certo punto cadevano a terra, assieme a una porta. Dopo aver girato l’episodio il commento di Raimondo fu stupendo: “Guarda questa che ci fa fare a 130 anni in due!”. Non so quanto abbiamo riso, non lo dimenticherò mai.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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COVID

Corbelli commenta le parole di Miozzo, poi svela: “Nei media c’è l’ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini”

Intervista al leader di Diritti Civili, che chiede la rimozione dall’incarico del Consulente di Occhiuto. E racconta cosa sta significando la pandemia per chi perde il lavoro, per chi non si può operare, per chi viene diffamato e per chi si va a vaccinare perché si sente costretto

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Corbelli commenta le parole di Mizzo, poi svela: "Nei media c'è l'ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini" | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un Paese normale, Corbelli sarebbe uno dei papabili per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo chiamano “il Gandhi italiano” per i suoi 35 anni spesi a favore degli ultimi, che gli hanno fatto portare a casa elogi bipartisan. Stimato a destra come a sinistra, è stato l’unico a non stare zitto di fronte all’invito – lanciato dalle colonne del Corriere della Sera dal Consulente per la Sanità e la Protezione Civile Agostino Miozzo – di sovvertire l’ordine democratico causa pandemia. E di arrestare i No-vax. “Ha superato ogni limite”, ha tuonato Corbelli. “Chiedo ad Occhiuto di rimuoverlo immediatamente, o andrò a protestare a Catanzaro, alla Cittadella, davanti alla sede della Regione Calabria, come ho fatto in altre occasioni”, ha riferito alla stampa locale.

Miozzo a noi ha detto che quelle parole non le ha mai pronunciate.
Miozzo è impazzito o cosa? Ha negato? Ormai c’è un impazzimento collettivo. Siamo di fronte a dei drammi, ma c’è un limite a tutto. Con il doveroso rispetto per tutti, ritengo che affermazioni del genere siano irresponsabili, pericolosissime. Forse questo dottore, Miozzo, non ha percezione del dramma che vivono milioni di persone. Si parla di centinaia di migliaia di famiglie, di persone cadute depressione, insegnanti che si sono visti la vita distrutta, per aver fatto cosa? Per aver detto un no motivato a un siero sperimentale. Ma come fanno a imporre un siero sperimentale? E si invoca la sospensione della democrazia e l’arresto? Questa è gente che un giorno pagherà per quelli che io considero crimini contro l’umanità. A tutti i livelli, sia chiaro, perché qui si sta colpendo e distruggendo un popolo. Come fa un governo a ignorare la libertà di scelta e a fare quello che fa? Siamo di fronte alla pagina di storia più buia dal dopoguerra a oggi.

Si sta forse alzando un po’ troppo il tiro e si rischia una qualche deriva pericolosa.
Esattamente, brava. Le persone sono ormai esasperate, oltre ogni limite umano di sopportazione. Si parla delle multe a chi non si vuole vaccinare, ma non dicono che hanno tolto anche il pane a questa gente.

Non si possono più dire cose che possono turbare la narrazione dominante.
Una pagina nera di storia recente è quella che riguarda Facebook. E’ un canale social asservito. Sono stato sospeso per un mese per aver pubblicato un’istanza per evitare che docenti e Forze dell’Ordine venissero sospesi dal lavoro. E’ una cosa allucinante. Neanche in tempo di guerra si arrivava a questo. C’è una disinformazione spaventosa che riguarda anche il diritto costituzionale.

L’Articolo 32 esiste ancora?
L’Articolo 32 e gli altri articoli vengono ripresi dai media di massa in maniera strumentale, nelle parti che si vogliono utilizzare. Perché dell’Articolo 32 non dicono che nessun cittadino può essere sottoposto, anche nell’interesse collettivo, a un trattamento sanitario se questo calpesta e vìola la dignità umana? Questo aspetto, che è quello fondamentale, viene nascosto. Mi perdoni: perché non viene dimostrato che questo siero non è sperimentale? C’è un rapporto AIFA del dicembre 2020 dove viene scritto nero su bianco che il termine della sperimentazione è previsto per dicembre 2023. Mi segua: non solo l’AIFA, ma anche EMA parlava di sperimentazione a settembre dello scorso anno, rilanciata da tutti i giornali talebani. Come hanno potuto? E adesso invocano l’arresto per chi non si vuole vaccinare? Di fronte a questa deriva in una Nazione meno civile e meno ghandiana ci sarebbe stata un’insurrezione popolare. Hanno soppresso la Libertà di manifestare, la Libertà di critica. Questi provvedimenti sono reati, perché colpiscono i diritti delle persone. La magistratura dov’è?

Con la pandemia sembra si possa fare di tutto e restare impuniti.
Siamo in presenza di una pandemia? Lo sono anche in Inghilterra, in Germania e in Francia ma perché lì non trovano terreno fertile provvedimenti come quelli fatti in Italia?

Abbiamo anche numeri che sono incoraggianti, perché non siamo certo al 2020.
Esatto, abbiamo numeri più incoraggianti. Gli studi che arrivano dal Sudafrica inoltre confermano che questa Omicron è più lieve, non dà conseguenze drammatiche, si va verso un miglioramento e, dicono gli studi, verso un superamento di questa pandemia e verso il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. E loro anziché alleggerire le misure, loro vanno non solo a rafforzarle ma a renderle disumane. Seguo il caso di un’insegnante di Procida che ha programmato un’intervento chirurgico e non può lasciare l’isola per farlo, perché non si può vaccinare e non ha il Green Pass rafforzato. Questo è qualcosa di allucinante, qualcosa che definire indegno è poco. Come ha fatto il Presidente della Repubblica a firmare questo provvedimento? Il Presidente Mattarella, che ho sempre stimato, sarà ricordato dalla storia per queste firme che sta mettendo. Firme che cancellano la civiltà di un Paese. I morti? Ci sono i morti, certo, ma ogni morto di covid che viene pianto dovrebbe essere ascritto al covid e basta. Invece si mettono insieme il malato di tumore, l’infartuato e chi è deceduto per il virus e si sparano questi numeri per terrorizzare la gente.

Ormai si muore solo per covid.
Nessuno vuole sminuire la portata di questo male, ma bisogna dire che i numeri di decessi che registriamo oggi sono di gran lunga inferiori rispetto ai decessi per tumore o per malattie cardio-circolatorie. Ci sono poi altri morti che non sono numeri come molti pensano, ma volti con una storia, un nome e cognome. Parlo di quelli della post-vaccinazione. Non ci sono stati solo la povera e sfortunata Camilla o Augusta, la bravissima insegnante di Messina o il Maresciallo dei Carabinieri, o il Finanziere, l’avvocato o l’imprenditore, ci sono anche le morti improvvise dei giovani. Perché muoiono all’improvviso di infarto, dopo aver fatto la vaccinazione? Di questi casi non si parla.

Ci sono anche casi di persone che hanno necessità di recarsi in ospedali e pronto soccorsi che nel frattempo sono stati convertiti in via esclusiva in centri covid.
Ma se dedichiamo tutto al covid, queste persone dobbiamo lasciarle morire?

Cosa ne pensa dell’Esenzione? C’è chi vorrebbe ottenerla, come da circolare del ministero della Salute del 4 agosto, ma se la vede negare dal medico di medicina generale o dall’Asl.
I medici in molti casi vengono anche intimiditi. I medici che segnalano determinati casi vengono raggiunti anche da provvedimenti disciplinari. Sono zittiti. Io mi sono a lungo battuto per i migranti, anzi stavo lavorando all’apertura del cimitero per migranti di Tarsia ma tutto si è interrotto a causa del covid. Credo che sia per la mia storia di attivismo che molti evitano di attaccarmi, sennò anch’io sarei stato bersagliato come gli altri.

Considerazione interessante. Ricapitolando: medici radiati, persone ridotte al lastrico, senza lavoro, individui non tutelati nella loro salute e demonizzati. Siamo arrivati a questo?
Sì, siamo arrivati a questo. Ha fotografato perfettamente quella che è la realtà, e io non riesco a credere che sia possibile, nonostante ne abbia viste tante e combattute tante. La pandemia riguarda tutti e tutti dobbiamo combatterla, ma non è che dobbiamo mettere italiani contro italiani, vaccinati contro non vaccinati o arrivare alle dichiarazioni inscusabili di Miozzo, che comunque non è il solo. Ci sono intellettuali, se così si possono chiamare, che fanno dichiarazioni di cui si dovrebbero vergognare per il resto della loro vita, e ormai le accettiamo come se fossero cosa normale. E’ una strategia militare di guerra, lei da giornalista lo avrà notato prima di me: fanno partire prima i giornali con i titoli, tastano il terreno, sparano le notizie, vedono gli effetti, condizionano l’opinione pubblica e poi escono con il provvedimento. Ci faccia caso: non arriva mai il provvedimento se prima non è caricato dai killer dell’informazione che si prestano a fare questo servizio. Ci sono giornalisti e direttori di giornali che io stimavo che sono arrivati a dire di essere orgogliosi di non ospitare un parere diverso rispetto a quello dominante.

Evviva il pluralismo, verrebbe da dire.
Evviva il puralismo, eh sì. Ci sono fior fior di scienziati che vorrebbero confrontarsi con questi del comitato tecnico scientifico, invece vengono screditati, dileggiati e massacrati ogni giorno. Non si può più esprimere una constatazione oggettiva sulle violazioni dei diritti umani delle persone. Ormai è peggio del Medioevo. Non puoi esprimere un’opinione diversa che subito si tenta di zittirti e silenziarti. Io lo sto vedendo: io che avevo sempre spazio per le mie battaglie ore trovo un sacco di spazi chiusi, e con grande onestà molti colleghi mi dicono “abbiamo ordini superiori di dare spazio solo a quelli favorevoli alla vaccinazione”.

Ho capito bene? C’è chi dice abbiamo l’ordine superiore di non dare spazio a chi nutre qualche dubbio sul vaccino anti-covid?
Si, si, si! Io lo confermo! Io lo confermo!

Faccio di nuovo riferimento alla sua storia di difensore dei diritti basilari per dire che verrebbe quasi da chiederle un consiglio: chi oggi si trova spaesato e impaurito da questo terrorismo mediatico, cosa dovrebbe fare?
Bisogna resistere, perché non potrà andare avanti ancora a lungo questa cancellazione brutale della democrazia e dei diritti dei cittadini. Molti purtroppo stanno cedendo, molti per il timore di perdere il lavoro pur provando molto paura stanno andando sotto costrizione a farsi iniettare questo siero sperimentale. Questo mi sta provocando molta amarezza e tantissima rabbia. Io in questa tragedia sono, come sempre, dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Questo è per spiegare perché ho iniziato questa battaglia. Non si tratta di essere contro i vaccini: li abbiamo fatti tutti nella vita, ma oggi è diverso perché si è costretti. Devono fermarsi. Devono ridare i diritti fondamentali che hanno calpestato in maniera brutale.

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INTERVISTE

Miozzo lancia la pietra e poi nasconde la mano: “Arrestare i Novax? Non l’ho mai detto”

Il dirigente pubblico, già coordinatore del Cts e ora consulente per la Sanità e la Protezione Civile della Giunta Occhiuto, nega le dichiarazioni rilasciate al Corriere della Sera

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Intervista | Miozzo lancia la pietra e poi nasconde la mano: "Arrestare i Novax? Non l'ho mai detto" | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Arrestare i Novax”, cancellare la democrazia perché siamo in guerra “e in guerra decide il comandante”. Agostino Miozzo – già coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico ora impiegato in Calabria, dove ricopre il ruolo di Consulente per la Sanità e la Protezione Civile della Giunta Occhiuto – non le manda a dire. Nel corso di un’intervista rilasciata a Virginia Piccolillo ha letteralmente messo alla berlina chi intende esercitare il proprio diritto alla Libertà di Scelta, ma interpellato telefonicamente da Rec News ha ritrattato tutto, negando di aver mai pronunciato quelle parole scioccanti in cui si chiede – tra le altre cose – di sospendere lo stato di diritto e di affidare tutto a un fantomatico comandante. In alto l’intervista in formato audio.

Spero di non disturbarla. Sono una giornalista, Zaira Bartucca di Recnews.it.
Sono in un momento di relativo disturbo, mi dica.

Mi dispiace disturbarla. La contatto perché mi sembra giusto dare conto un po’ a tutti delle dichiarazioni che si rilasciano. La contatto in merito alla sua intervista al Corriere della Sera, perché lei ha detto che i Novax vanno arrestati. Lei lo conferma questo?
Guarda, su questa intervista non voglio…non voglio commentare.

Vabbé, sono sue dichiarazioni o mi sbaglio?
E’ stata un’intervista…è stata fatta, ma non voglio…non voglio rispondere…non voglio fare nuovi commenti a questa nuova intervista. Io non ho detto che i Novax vanno arrestati.

Non lo ha detto quindi? E’ stata una trascrizione scorretta?
Diciamo che non ho detto che i Novax…anche in quello che c’è scritto, non c’è scritto esattamente i Novax vanno arrestati…

Quindi lei cosa conferma? Le multe più salate…
No ma mi stai facendo un’intervista e non ho nessuna intenzione né voglia di fare l’intervista. Anche perché sono in un momento…

Guardi, lei ricopre un ruolo pubblico, in Calabria fa parte dei consulenti di Occhiuto e io quindi da giornalista ho il diritto di intervistarla. Lei già l’anno scorso ci ha chiuso il telefono in faccia dicendo che non aveva tempo, stiamo ancora aspettando la sua chiamata dello scorso anno per quanto riguarda il Cts.
Ah sì? Non mi ricordo.

Io lo ricordo perché è il mio lavoro.
Uh-uh.

Lei può confermare quello che ha detto? Può dirci quale era il suo pensiero se non è corretto quello che è stato riportato? Cosa è emerso di sbagliato nell’intervista?
Non ho capito con chi sto parlando innanzitutto. (Ma noi ci siamo presentati da subito, a inizio conversazione, nda).

Sono Zaira Bartucca. Sono una giornalista regolarmente iscritta all’Ordine dei Giornalisti.
Uh-uh. Ho capito. Lavori per?

Lavoro per Recnews.it, che è il sito di cui sono direttore. (Come specificato a inizio telefonata, nda).
Uh-uh.

Forse ci sono giornalisti che sono autorizzati a parlare e giornalisti che è meglio non facciano troppe domande…
Ah guarda questo non lo chiedere a me perché è una questione che non mi sono mai posto.

Però l’Ordine se lo pone quindi è un dovere rispondere al giornalista, non è che ci sono solo i cantori che dicono quello che ci piace e che riportano solo quello che ci piace. Siccome questa dichiarazione è pubblica, la leggo sul Corriere della Sera che è un giornale molto autorevole, ma lei mi sta dicendo che questa dichiarazione non l’ha fatta. Mi può spiegare quindi gentilmente cosa voleva dire?
Non ho detto esattamente quello che tu stai dicendo. Io non ho detto che vanno arrestati i Novax.

Allora mi spieghi che cos’ha detto, perché io leggo: “Multe ai Novax? Anche l’arresto. Io metterei l’obbligo assoluto totale”. Mi spiega cosa voleva dire invece e dove ha sbagliato il giornalista?
Non lo so se ha sbagliato, forse nella necessità di sintesi ha estrapolato il concetto…

Ma quindi qual è il concetto? Cosa gli facciamo a questi Novax? Olio di ricino, gli buttiamo delle fucilate quando escono? Quale era il suo messaggio?

Beh, guarda, ho capito che l’impostazione è completamente sbagliata.

Ma poi passano questi messaggi!
Non c’ho più voglia di parlare, non sono abituato né a mettere l’olio di ricino, perché non è mia consuetudine, né a sparare addosso alla gente.

Quindi che gli facciamo a questi Novax? Lei ha detto che vanno arrestati? No? Lo nega quindi.
Grazie, grazie.

Riferimenti:
Miozzo: «Con Omicron molti si infettano, ma poi non si ammalano. Così ci protegge la terza dose» – Corriere della Sera versione online del 07/01/2022
Omicron, Miozzo: «Molti si infettano, ma pochi si ammalano. Multe ai no vax? Anche l’arresto» – Il Messaggero online dell’08/01/2022
Miozzo dice che vuole l’arresto per chi non rispetta l’obbligo vaccinale covid – Fanpage 08/01/2022
No-vax, Agostino Miozzo choc: “Per i cretini non vaccinati anche l’arresto”. Roba che solo nelle Filippine – In Libero Quotidiano dell’08/01/2022


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