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Lo scorso 15 marzo sul web è stata pubblicata una petizione promossa dal movimento “Pescatori di Pace”. La richiesta, “vaccinatevi e dimettetevi”, ha di certo un che di provocatorio, ma il testo è in grado di svelare alcune delle ipocrisie e delle incongruenze che stanno caratterizzando la campagna vaccinale. La petizione riguarda in particolare la giunta regionale del Veneto e al presidente della Regione Luca Zaia, invitati a sottoporsi alla somministrazione di un siero a mRNA, per esempio Moderna o Pfizer. Come abbiamo già rilevato negli scorsi mesi, secondo gli esperti non si tratta di preparati esenti da rischi. Scrive il movimento promotore nel testo di qualche settimana fa ma ancora attuale se si pensa che l’Ue ha recentemente disposto l’acquisto di 900 milioni di dosi di preparato Pfizer:

“Al 14 marzo 2021 la Regione Veneto, parole dell’assessore Lanzarin, ha somministrato 512mila vaccini. Operatori sanitari, insegnanti, militari. Ma soprattutto anziani. Il 27 dicembre 2020 il governatore Zaia diceva: “La speranza è che arrivino più dosi di quelle previste dal Piano Arcuri. Inizieremo con i vaccini Pfizer. Le vaccinazioni saranno anche a domicilio”. Il 17 febbraio 2021 Zaia parlava di vaccino Astrazeneca per tutti: “Sarà usato dai 65enni in giù, non più solo per le persone fino a 55 anni. Da lunedì 22 febbraio inizieremo a vaccinare gli insegnanti e le persone fino a 55 anni”, ha ribadito il governatore. Il 5 marzo il governatore Zaia informa che “Dal ministero è arrivata una buona notizia: le dosi di AstraZeneca potrebbero essere disponibili anche per gli over 65, la fascia a rischio che finora poteva ricevere solo Pfizer o Moderna”. Pochi giorni dopo la notizia di almeno tre morti sospette in Sicilia di militari che hanno assunto il vaccino Astrazeneca. Ma all’appello potrebbero aggiungersi anche altri: il bidello morto ad Acerra a pochi giorni da vaccino, ad esempio, è solo l’ultimo decesso sospetto (la petizione è del 15 marzo, n.d.r.)

E così, mentre in molti paesi del mondo si sospende e ritira il prodotto, in Veneto esce la notizia che, poiché una parte consistente di popolazione nutre dubbi sul prodotto e decide di non procedere con l’iniezione, l’Ulss 2 pensa bene di trovare altre “cavie”. Un’iniziativa che a poche ore dai casi sospetti non tiene minimamente in considerazione i rischi e nemmeno il sentimento popolare: insomma l’imperativo è, come ha confermato per altro il presidente del consiglio non eletto, il finanziere Mario Draghi, “lo show deve continuare”. Vaccinare a tutti i costi. Anche con Astrazeneca. Per quanto riguarda proprio questo vaccino tanto spinto (vedi sopra) anche dalla Regione Veneto: è di oggi la notizia del ritiro dello stesso in tutta Italia da parte di Aifa. Vorremmo sorvolare, ma è bene interrogarci sulla questione. Non è  così sicuro? Perchè è stato ritirato? Come da noi suggerito già otto mesi fa, se ci sono responsabilità e situazioni taciute in questo periodo Covid è necessaria una Norimberga2 per Crimini contro l’Umanità.

L’accanimento terapeutico del vaccino a tutti costi perpetrato dal governo, dai vari governatori e non ultima dalla Regione Veneto in egual misura, somministrato ad esseri umani inermi, nonostante sia dimostrato essere non risolutivo, e potenzialmente pericoloso, porta a pensare, innanzitutto, a un interesse economico o sociale più che ad una reale preoccupazione per la salute pubblica. La martellante propaganda a favore dello stesso, quotidianamente inflitta al cittadino mediante i media e, nel caso del Veneto, anche dalle quotidiane dirette-propaganda del governatore, e la coercizione, l’isolamento sociale di chi ritiene prudente non vaccinarsi fino a “sperimentazione” conclusa, è strumento di lavaggio del cervello quotidiano dei cittadini.

Se qualcuno – dice Zaia – vuole fare la chiamata di popolo e garantircelo subito, se il popolo decide noi ce lo facciamo, però io lo trovo poco corretto nei confronti dei pensionati che ci stanno chiedendo tutti i giorni di fare il vaccino”. Prendiamo dunque al balzo queste parole del governatore: posto che lui, l’assessore alla Sanità Lanzarin e la giunta sono dunque favorevoli al vaccino, lo invitiamo affinchè, per coerenza, se favorevoli, diano il buon esempio. Il governatore faccia il buon padre del Veneto e, insieme alla da lui citata assessore alla Sanità Manuela Lanzarin, e alla giunta del Veneto, chiediamo che in diretta tv, per mano di Crisanti, effettui un vaccino a mRna, senza inganni (vi ricordate le siringhe senza ago o soluzioni fisiologiche viste in tv?), estratto da una scatola sigillata. Chiediamo che l’operazione sia presieduta da medici ed esperti indicati dal popolo, preferibilmente esterni e free vax. Se il vaccino è sicuro, e loro sono convinti sostenitori di questo, crediamo non abbiano problemi a farlo.

In fondo si tratta di poche dosi: siano i politici a dare il “buon esempio” al popolo. O lo faranno o ne chiederemo le dimissioni e, naturalmente, i motivi per i quali non hanno proceduto.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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