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Questa mattina il Senato ha approvato una mozione Senato sulle cure domiciliari del covid-19 che “impegna il governo ad aggiornare tramite l’Istituto superiore di sanità, Agenas e Aifa, i protocolli e le linee guida per la presa in carico domiciliare dei pazienti Covid-19 tenuto conto di tutte le esperienze dei professionisti impegnati sul campo; ad istituire un tavolo di monitoraggio ministeriale, in cui siano rappresentate tutte le professionalità coinvolte nei percorsi di assistenza territoriale; ad attivare fin dalla diagnosi interventi che coinvolgano tutto il personale in grado di fornire assistenza sanitaria, accompagnamento socio-sanitario e sostegno familiare; ad attivarsi affinché le diverse esperienze e dati clinici raccolti dai servizi sanitari regionali confluiscano in un protocollo nazionale di gestione domiciliare del paziente Covid-19; ad affiancare al protocollo un piano di potenziamento delle forniture di dispositivi di telemedicina idonei ad assicurare un adeguato e costante monitoraggio dei parametri clinici dei pazienti”.

La decisione segue quella del Consiglio di Stato, che lo scorso novembre ha dato il via libera all’utilizzo dell’idrossiclorochina. L’Italia del vaccino a tutti i costi arriva nonostante tutto in ritardo, elaborando come possibile soluzione altre lungaggini burocratiche che permettono però di ricorrere alla telemidicina e di istituire appositi registri. Al contrario, diversi esperti di settore dallo scorso anno si appellano alla necessità di avviare una stagione di prevenzione e di cure autome, cui sottoporsi a seguito dei riscontri dei medici curanti. Quelli che il ministero della Salute ha lasciato paradossalmente fuori per le cure, ma ha interpellato per la somministrazione di massa dei vaccini. Ad aprile del 2020, un anno esatto fa, il Professor Giulio Tarro avvertiva sulla possibilità di evitare il contagio da coronavirus per determinate categorie a rischio come i sanitari grazie al semplice utilizzo di una pillola; ad ottobre il cardio-chirurgo Salvatore Spagnuolo – autore di un ormai noto studio sulle embolie polmonari – sulla base di evidenze cliniche affermava che aspirina, cortisone ed eparina sono in grado di evitare i ricoveri. Voci nel deserto rimaste inascoltate fino a questo momento da un governo arroccato sulla campagna vaccinale, anche in un momento in cui questa dimostra tutti i suoi limiti. Ieri l’ammissione, da parte dell’EMA, dell’esistenza di complicazioni a volte letali quali le trombosi, che tuttavia l’organismo considera “accettabili”: “i benefici superano i rischi” che, quindi, esistono.

Rec News il 7 marzo del 2020 – oltre un anno fa – scriveva per la prima volta di cure, riportando l’esperienza dei medici russi e cinesi che già utilizzavano i farmaci per la prevenzione e per abbattere gli effetti del coronavirus prima della comparsa di complicanze. In Russia l’epidemiologo Gennady Onishchenko allora metteva a disposizione pubblicamente una lista contenente ben 30 pagine di farmaci generici adatti allo scopo, che hanno permesso fin da subito di ridurre drasticamente il contagio dell’Est. In Italia, intanto, si moriva nelle terapie intensive dopo aver atteso per giorni l’intervento dei sanitari: tanto prevedeva il protocollo ministeriale di Roberto Speranza, che impediva di recarsi negli ospedali e nei Pronto soccorsi. Una strage annunciata, visto che il governo decideva di mettere fuori dalla porta i malati non covid, che poi sarebbero stati classificati come decessi covid.

A marzo del 2020, i ricercatori australiani elaboravano una cura specifica contro il covid-19, in grado di spegnere l’insorgere di infiammazioni sul nascere, quelle che in Italia si ignoravano fin quando non costringevano al fruttoso ricovero (cit. Bertolaso) in terapia intensiva. L’uso di anti-infiammatori non era consentito. Appena un mese dopo, ad aprile, l’ex premier Giuseppe Conte finiva sotto accusa per aver fatto spendere a Palazzo Chigi 9000 euro in farmaci contro il coronavirus, mentre alla popolazione la possibilità di curarsi veniva essenzialmente negata. A novembre (mentre il governo Conte negava i risultati relativi alle cure a disposizione della comunità scientifica internazionale), all’idrossiclorochina, ai retrovirali, all’anti-artitrico, ai numerosi farmaci generici e a quello specifico si aggiungeva una cura sperimentale molto promettente, avviata dal grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. Tutte vittorie nella lotta al covid-19 deliberatamente ignorate. Ma ora sembra che il governo Draghi abbia deciso di aprire le orecchie.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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[…] Dr. Andrea Stramezzi, un destacado médico italiano, le dijo a Xavier Azalbert en el único diario nacional sistemáticamente contra la dictadura sanitaria en […]

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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