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Dopo l’idrossiclorochina, i retrovirali, l’anti-artritico, i farmaci generici e quello specifico e dopo la terapia al plasma, arriva anche la scoperta relativa all’Adenosina. La sostanza è naturalmente prodotta dal nostro organismo ed è alla base delle cure avviate dal grande ospedale metropolitano di Reggio Calabria. La tecnica si basa sugli studi di immunoterapia oncologica del dottor Pierpaolo Correale, direttore dell’unità operativa di oncologia medica dell’ospedale calabrese, che ha spiegato a TC News come funziona il trattamento contro l’infiammazione per mezzo dell’adenosina (in basso, nel video).

Fonte: TC News – TelEColor Green team

Grazie al trattamento, “gran parte dei pazienti – ha ribadito il medico ad Askanews – ha potuto lasciare l’ospedale entro una settimana, con un quadro di polmonite praticamente risolto. Oggi a quasi quattro mesi di distanza dodici di 14 pazienti sono guariti e sono in ottime condizioni generali”. Il trattamento ha generato molto interesse negli Stati Uniti, ma in Italia è stato bloccato”. A livello nazionale – dice Correale – siamo un po’ fermi. Abbiamo chiesto uno studio sperimentale all’Aifa e per due volte l’Aifa ci ha chiesto ulteriore integrazione. Siamo fermi ma il nostro studio sta per essere replicato negli Stati Uniti, adesso stanno per partire con uno studio sperimentale e c’è l’intento di estendere questo studio a livello internazionale”.

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ATTUALITA'

Avviata la somministrazione della pillola approvata dall’AIFA che cura il covid. Dal 4 gennaio è a disposizione delle Regioni

Si tratta del farmaco Maerk, principio attivo molnupiravir. Regione capofila è l’Umbria. La pasticca si aggiunge al remdesivir e all’idrossiclorochina, approvati, rispettivamente, da Ema e dal Consiglio di Stato

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Avviata la somministrazione della pillola approvata dall'AIFA che cura il covid. Dal 4 gennaio è a disposizione delle Regioni | Rec News dir. Zaira Bartucca

E’ stata avviata la somministrazione della pillola approvata dall’AIFA che cura il covid, che dal 4 gennaio è a disposizione delle Regioni. Si tratta del farmaco Merck, principio attivo molnupiravir. Regione capofila è l’Umbria. La prima prescrizione è stata fatta dalla dottoressa Daniela Francisci, direttrice del Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Perugia. Il governo e la struttura del commissario Figliuolo, stando a quanto si apprende hanno provveduto a distribuire – in media – meno di cento scatole di farmaco a regione, mentre si continua a puntare tutto sulla campagna di vaccinazione e addirittura sull’obbligo vaccinale. Particolare attenzione si starebbe dedicando alle regioni commissariate, ma non è chiaro quale sia la motivazione scientifica alla base del criterio.

Il farmaco antivirale si aggiunge agli altri già a disposizione. Autorizzato dall’Agenzia Europea del Farmaco (EMA) è il Remdesivir, mentre già a dicembre del 2020 il Consiglio di Stato aveva dato l’ok all’idrossiclorochina. L’Italia continua a essere fanalino di coda in fatto di cure contro il covid, risoluta com’è a rifiutarle e – addirittura – a non avviare un dibattito che apra all’esercizio di questo diritto da parte della popolazione. Questo sito è stato il primo – già a marzo del 2020 – a parlare delle cure che già ad inizio pandemia erano utilizzate con successo dalla Russia e dalla Cina. La cura del covid, in Italia, sembra invece essere questione prettamente elitaria. La presenza di cure è comunque menzionata negli stessi moduli di consenso informato che i vaccinandi sono chiamati – se ritengono – a firmare.

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CURE COVID-19

Covid-19, le cure esistono anche per il ministero della Salute. L’ammissione nei moduli di consenso informato

Il dettaglio che fino a questo momento è stato trascurato dai media mainstream e con buone possibilità da chi accetta il rischio di subire le reazioni avverse altrettanto indicate nelle liberatorie. Tutto per evitare un virus che si può gestire con le terapie

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Covid-19, le cure esistono. L'ammissione nei moduli di consenso informato | Rec News dir. Zaira Bartucca

Nei moduli di consenso informato alla vaccinazione covid-19 – quelli che fanno sì che la persona dia il suo ok alla somministrazione volontaria dei preparati sperimentali – si fa esplicito riferimento alle cure. Un particolare che fino a questo momento è stato trascurato dai media mainstream e con buone possibilità da chi accetta il rischio di subire le reazioni avverse altrettanto indicate nelle liberatorie. Tutto per evitare un virus che – ammette tra le righe lo stesso ministero della Salute – si può eventualmente gestire con le terapie.

“Ho compreso i benefici ed i rischi della vaccinazione, le modalità e le alternative terapeutiche“: questa è una delle frasi dei prestampati che i vaccinatori invitano a firmare. E’ presente nei moduli regionali, in quelli più datati e anche negli aggiornamenti di questo mese (in basso, il modulo di consenso aggiornato al 17 giugno del ministero della Salute per la somministrazione di Vaxzevria, standardizzato anche per gli altri preparati sperimentali).

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COVID

Covid, la stagione di cure si apre (finalmente) anche in Italia. Il Consiglio di Stato dà l’ok all’idrossiclorochina

La vittoria di quanti sostengono che il Covid è una malattia come tante che si può curare è arrivata oggi. Sono passati mesi dalle rimostranze di medici, isolati esponenti politici e della società civile, ma alla fine l’ordinanza in grado di fare la differenza (e di salvare vite) è arrivata

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Covid, la stagione di cure si apre (finalmente) anche in Italia. Il Consiglio di Stato dà l'ok all'idrossiclorochina | Rec News dir. Zaira Bartucca

In Italia la vittoria di quanti sostengono che il Covid è una malattia come tante che si può curare è arrivata solo oggi. Sono passati mesi dalle rimostranze di molti medici, di alcuni isolati esponenti politici, della società civile, ma alla fine l’ordinanza in grado di fare la differenza (e di salvare vite) è arrivata. L’ha scritta la III sezione del Consiglio di Stato, che “ha accolto – scrive Italia Oggi – il ricorso di un gruppo di medici di base e ha sospeso la nota del 22 luglio 2020 di Aifa che vietava la prescrizione off label dell`idrossiclorochina per la lotta al Covid 19″.

La testata riporta anche le motivazioni: “La perdurante incertezza circa l’efficacia terapeutica dell’idrossiclorochina, ammessa dalla stessa AIFA a giustificazione dell’ulteriore valutazione in studi clinici randomizzati – scrive il Consiglio di Stato – non è ragione sufficiente sul piano giuridico a giustificare l’irragionevole sospensione del suo utilizzo sul territorio nazionale da parte dei medici curanti (…). La scelta se utilizzare o meno il farmaco, in una situazione di dubbio e di contrasto nella comunità scientifica, sulla base di dati clinici non univoci, circa la sua efficacia nel solo stadio iniziale della malattia, deve essere dunque rimessa all’autonomia decisionale e alla responsabilità del singolo medico (…) in scienza e coscienza”.

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COVID

Urbano Cairo positivo. “Inizia la cura”

Il mainstream in cortocircuito ammette finalmente l’esistenza di farmaci per curare il coronavirus

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Cairo positivo. "Inizia la cura" | Rec News dir. Zaira Bartucca
Foto Valerio Pennicino/Getty Images

Urbano Cairo – presidente di Rcs, della Cairo Communication e del Torino Football Club – è stato trattenuto in osservazione presso l’ospedale San Paolo di Milano dopo essere risultato positivo al coronavirus. Il ricovero permetterà – fa sapere Il Giorno – di effettuare “tutti gli accertamenti” e di “iniziare la cura”. I farmaci per contrastare il coronavirus dunque esistono, come anticipato a marzo da Rec News.

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COVID

“I farmaci anti-covid ci sono, i pazienti possono curarsi da soli a casa”

Il cardiochirurgo calabrese Salvatore Spagnolo: “Aspirina, cortisone ed eparina somministrati subito evitano i ricoveri”

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"I farmaci anti-covid ci sono, i pazienti possono curarsi da soli a casa" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Aspririna, Eparina e Cortisone – farmaci accessibili dal basso costo che si vanno ad unire agli altri già noti – annullano gli effetti del Covid se assunti in tempo ragionevoli. Lo sostiene Salvatore Spagnolo, cardiochirurgo dell’Iclas di Rapallo esperto nel trattamento dell’embolia polmonare, una delle complicazioni che a dire degli esperti può essere generata dal coronavirus non trattato. L’appello di Spagnolo alle autorità sanitarie è accorato, e va nella direzione di “informare la popolazione di questa possibilità. Affrontare il virus nella fase iniziale – ha detto l’esperto all’Agi – costerebbe meno e migliorerebbe i risultati. Purtroppo invece i medici prescrivono i farmaci solo quando i pazienti si presentano da loro con la malattia in fase avanzata”.

“Lo scorso marzo  – dice Spagnolo all’Agenzia giornalistica Italia – avevo ipotizzato che la causa di morte nella patologia da Covid 19 non fosse solo una polmonite interstiziale, ma anche un’embolia polmonare diffusa e proposi la somministrazione dell’eparina. Per validare questa mia ipotesi, pubblicai un articolo sul Journal of Cardiology Research dal titolo: Covid-19 as a Cause of Pneumonia and Diffuse Peripheral Pulmonary Embolism. Early Anticoagulant Treatment to Prevent Thrombi Formation. Questa ipotesi – continua – non venne presa in considerazione e, solo a fine aprile, studi autoptici confermarono la presenza di trombi nei polmoni dei pazienti deceduti per Covid 19 e fu introdotta la terapia con eparina nei pazienti in terapia intensiva, ottenendo miglioramenti clinici. Recentemente il prof. Nicola Magrini, Direttore generale dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco, ha dichiarato che l’eparina è un pilastro nel trattamento del Covid-19. Tuttavia, abitualmente, questo farmaco è utilizzato solo nei pazienti ricoverati con segni di polmonite”.

La somministrazione dell’Eparina e del Cortisone, dunque, secondo l’eseperto potrebbe contrastare l’insorgenza di trombi e infiammazioni: il tutto con una compressa da prendere da soli, direttamente a casa. “Un’ulteriore conferma che i farmaci antiaggreganti somministrati all’inizio della malattia, possono ridurre la mortalità nei pazienti con Covid 19 – scrive l’Agi – arriva dall’Università Americana del Maryland”. “Mettendo a confronto le cartelle cliniche di centinaia di pazienti, un team di studiosi ha rilevato che l’uso dell’aspirina ha ridotto in modo significativo il rischio di ricovero”. “Mi auguro  –  dice Spagnolo – che l’Aifa introduca nelle linee guida l’aspirina 100 per il trattamento dei pazienti positivi al Covid ma asintomatici e l’eparina a basso peso molecolare (Enoxaparina, clexane ecc.) quando compaiono i sintomi dell’influenza. Recentemente, le ASL di diverse Regioni  hanno inserito l’eparina nella terapia a domicilio per i pazienti positivi al Covid e sintomatici, ma pochi sanno di questa possibilità terapeutica e moltissimi sono i pazienti che vengono ospedalizzati”.

“È auspicabile che l’organizzazione sanitaria nazionale – conclude Spagnolo – informi la popolazione di questa possibilità terapeutica e faciliti la somministrazione di questi farmaci. Questo, probabilmente, impedirebbe di essere travolti da un numero sempre crescente di ricoveri per Covid”. 

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