Seguici

© Rec News -

del

La cura specifica per il Nuovo Coronavirus c’è. Il trattamento è stato elaborato dall’Agenzia Federale di Biologia Medica della Federazione Russa (FMBA), una sorta di omologa dell’Aifa. Lo ha fatto sapere lo stesso organismo tramite una nota stampa pubblicata sul suo sito governativo. Dopo la Clorochina su cui si sono concentrati gli australiani e la lista di trenta e più farmaci che secondo il noto epidemiologo Gennady Onishchenko hanno dato ottimi risultati, arriva il nuovo farmaco a base di meflochina, un principio attivo già usato contro la malaria.

Il farmaco è il primo pensato in maniera specifica per il coronavirus

Sebbene, come detto, altri medicinali abbiano sortito l’effetto sperato per chi cerca le cure e non business collaterali, il farmaco del FMBA è il primo progettato in maniera specifica contro il coronavirus e, fanno sapere dall’Istituto, dall’efficacia provata. Il principio attivo, inoltre, verrà utilizzato per la fabbricazione di sostanze da impiegare nell’ambito della prevenzione.

Continua a leggere dopo le foto

Blocca le infiammazioni che possono insorgere e la riproduzione del virus

Nel pratico, il farmaco – stando a quanto hanno riferito gli esperti in forza all’Agenzia – ha la capacità di bloccare la riproduzione del virus, impedendo l’insorgere di infiammazioni. Combinato con “antibiotici macrolidi e penicillina sintetica – si legge – neutralizza l’insorgenza di un’infezione batterica, e permette di aumentare la concentrazione di antivirale nel sangue e nei polmoni”. L’altra buona notizia, precisa l’Agenzia, è che il medicinale potrà essere impiegato nei pazienti a prescindere dalle loro condizioni e dalla gravità della loro situazione.

Adesso non ci sono più scuse

Insomma se prima la scusa era la mancanza di farmaci specifici o la carenza di sperimentazioni, adesso davvero non ci sono più scuse. Il governo anziché acquistare dall’estero onerose partite di mascherine, potrà fare incetta di farmaci, e in tempi ragionevoli. Conte, Prociv e ISS piacendo, potremo dire addio alla reclusione a cui siamo stati condannati e a tutte le rinunce e chiusure che ci hanno imposto.

Si tenterà di insabbiare anche questo traguardo pur di mantenere lo stato di emergenza?

Anche per chi ha percepito il coronavirus come un male incurabile ed è rimasto spaventato dai toni allarmistici del mainstream, da oggi c’è un sospiro di sollievo: la cura c’è. A meno che, per ovvi tornaconti, non si cerchi di insabbiare anche questo. È c’è da immaginarsi che ci sia già tanto lavoro per la task-force sugli psico-reati.

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

COVID

Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

© Rec News -

del

Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Continua a leggere dopo le foto
Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

COVID

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

© Rec News -

del

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

Continua a leggere dopo le foto

In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

© Rec News -

del

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

Continua a leggere dopo le foto

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021

Correlati: Mario Adinolfi: "Google Italia non sia complice di Gayburg"

Continua a leggere

Ora di tendenza

© 2018-2022 Rec News - Lontani dal Mainstream. Iscrizione Registro Operatori della Comunicazione (ROC) n. 31911. Copyright WEB121116. Direttore Zaira Bartucca P.IVA 03645570791 - Vietata la riproduzione anche parziale

Accedi ai contenuti extra di Rec News!

X
error: Vietata ogni tipo di copia e di riproduzione