Conte cerca rifugio nel nuovo partito ma i giudici sentenziano: “Dpcm illegittimi”


La politica non è più un porto sicuro per Giuseppi. C’è aria di tempesta nella baia del M5S, e se l’ex premier ha deciso di mollare tutto per imbarcarsi su un natante autonomo – il soggetto attorno a cui tentano di fare quadrato i futuri fuoriusciti grillini – i giudici remano più veloce di lui




La politica non è più un porto sicuro per Giuseppi. C’è aria di tempesta nella baia del Movimento 5 Stelle, e se l’ex premier ha deciso di mollare tutto per imbarcarsi su un natante autonomo – il nuovo partito attorno a cui tentano di fare quadrato i futuri fuoriusciti grillini – i giudici remano più veloce di lui. Dopo la bocciatura del Tribunale di Roma, a dare un’ulteriore mazzata a Conte per la gestione della cosiddetta pandemia è il Tribunale di Pisa.


Nei confronti dell’ex premier – c’è da dirlo – non c’è stata ancora nessuna “condanna” (come ha tentato di fare passare il mainstream), in quanto ad essere al centro della decisione giudiziaria sono due giovani marocchini accusati di aver violato le disposizioni contenute in un Dpcm. Ad essere messo in discussione, tuttavia, è tutta la politica emergenziale. Il giudice Lina Manuali, infatti, nella sentenza del 17 marzo del 2020 ha rilevato come la dichiarazione dello stato di emergenza dello scorso anno fosse “illegittima”, perché manchevole di supporto normativo. In sostanza, non c’erano ragioni per instaurare tutto l’apparato che tuttora contraddistingue il governo Draghi, e, conseguentemente, quanto è proliferato dall’impostazione contiana – la raffica di Dpcm – è da ritenersi illegittimo. E’ quanto si può leggere nella sentenza del 17 marzo, riportata integralmente in alto.


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