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Il primo agosto è la data clou. Quella in cui dovrebbe scattare la fine dello stato di emergenza dichiarato lo scorso anno, prorogato di rinnovo in rinnovo. Tanto che, ormai, tutti i ticket che hanno permesso il perdurare di una condizione atipica sono scaduti. Non solo. Lo stato di emergenza sanitaria da sempre poggia su basi instabili perché, semplicemente, non è previsto dal nostro ordinamento. Lo dicono diversi giuristi, e ora lo sottolineano anche i giudici. E allora niente di meglio che togliere le tende, tornare alla vita normale e lasciarsi alle spalle un virus come tanti che si cura. Sarebbe facile arrivare a queste conclusioni, ma al governo Draghi sembra mancare questa volontà. Tanto che il Mario europeista nel corso di una recente conferenza stampa ha lasciato presagire la possibilità di una proroga che – ha risposto piccato ai giornalisti – se diventerà effettiva sarà annunciata all’ultimo momento, perché “l’emergenza non consente di fare altrimenti”. Il ministro della Salute Roberto Speranza è stato ancora più sibillino: “La pandemia non è ancora finita – ha detto qualche giorno fa – e serve cautela”. Ma che succederebbe nel caso in cui lo stato di emergenza venisse rinnovato nonostante tutto? Lo ha spiegato l’avvocato Angelo Di Lorenzo, intervenuto ieri pomeriggio a una convention di partito.

Pieni poteri e il governo che legifera al posto del Parlamento. “Così è stato stravolto lo stato di diritto”

“Dallo stato di emergenza – è quanto Di Lorenzo ha detto – sono partite tutte le nefandezze di questo periodo: didattica a distanza, affidamento fiduciario, chiusura dei negozi, green pass“. Un primo problema, tuttavia, sorge con il codice di riferimento della Protezione civile che “non prevede – ha precisato il legale – che con la dichiarazione ci sia il passaggio della funzione amministrativa. La Costituzione non prevede che la funzione legislativa venga trasferita dal Parlamento al governo. Con la dichiarazione dello stato di emergenza invece si è fatto questo. Si sono trasferiti mezzi e poteri straordinari: si vogliono esercitare i pieni poteri. Si tratta di un uso improprio dello strumento che neppure il Testo Unico delle leggi sanitarie prevede. Il governo non sapendo cosa fare, per un principio di prossimità ha utilizzato lo stato di emergenza, ma lo ha fatto in una maniera del tutto impropria”.

“Con il rinnovo il governo compirebbe reati contro la personalità dello Stato. Si tratterebbe di terrorismo”

Ma mettiamo che Draghi e ministri dovessero tirare dritto, incuranti, ringalluzziti dal fatto che finora ogni abuso costituzionale sia passato in sordina. Ipotizziamo che l’articolo 24 del Codice della Protezione Civile (quello che stabilisce un limite alla durata dello stato di emergenza e alle stesse proroghe) venisse bellamente ignorato. Che succederebbe? Qualcosa che in Italia non accade da decenni, che finora neppure il covid aveva riesumato. “Si tratterebbe – ha affermato Di Lorenzo – di eversione e sovversione di un ordine costituito attraverso l’intimidazione della popolazione. Si stravolgerebbe – ha chiarito il legale – la struttura repubblicana per cadere nell’alveo degli atti eversivi, terroristici. Il governo, in altre parole, se dovesse prorogare oltre lo stato di emergenza compirebbe reati contro la personalità dello Stato, una prosecuzione indebita di poteri e un abuso. Non sarebbe questione di lana caprina, ma un evento piuttosto grave”.

Cosa aspettarsi in caso di rinnovo

Un ipotetico “dopo” in cui apparentemente non cambierebbe nulla, ma che in realtà sarebbe foriero di diverse conseguenze. Il clima si farebbe – in quel caso – davvero pesante per il governo Draghi, che ha rinnovato gli abusi del governo Conte aggiungendone di propri, in un climax ascendente da cui potrebbe sorgere davvero di tutto. Come sempre, però, tutto parte dal basso, dalla cittadinanza, che dopo il 31 luglio è chiamata a mettersi in gioco in prima persona: “Dal primo agosto – ha concluso l’interessato – non dovremo più obbedire. Niente mascherine, distanziamento o altro. Lo stato di emergenza per legge non esisterà più, dunque non si dovrà più sottostare a queste misure. Nessuno potrà obiettare nulla e non violeremo nessuna norma. Gli articoli 52 e 54 della Costituzione ci impongono di difendere la Patria e la Repubblica ed è quello che dobbiamo fare, assieme al contrasto di tutte le disposizioni che sono contrarie ai dettami costituzionali”.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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