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POLITICA

Green Pass, il governo tenta di fare la voce grossa. Siri frena: “Basta abusi di potere. Speranza porti i dati in Parlamento”

Il mainstream ventila l’ipotesi di multe per chi non si adegua, e chiusure fino a cinque giorni per i commercianti che non vogliono piegare le loro attività private al clima da dittatura sanitaria

Green Pass, il governo tenta di fare la voce grossa. Siri frena: "Basta abusi di potere. Speranza porti i dati in Parlamento" | Rec News dir. Zaira Bartucca

Sul Green Pass il governo tenta di fare la voce grossa. Sul fronte decreto manca ancora l’ufficializzazione, ma il mainstream già ventila l’ipotesi di multe per chi non si adegua, e addirittura chiusure fino a cinque giorni per i commercianti che non vogliono piegare le loro attività commerciali private al clima da dittatura sanitaria. In Calabria il governatore facente funzione Nino Spirlì (Lega) parla di necessità di “applicarlo a tutti i calabresi”, ma già sulla certificazione verde è rottura con i piani alti del partito. Per Salvini è prematuro parlarne, mentre il senatore Armando Siri parla senza mezzi termini di “abuso di potere”.

“No! No! No! – è il commento netto rilasciato sui social – siamo all’assurdo. Abbiamo i non vaccinati che dovrebbero vaccinarsi perché i vaccinati sono positivi. E per di più nessuno è malato e se lo fosse si curerebbe a casa (perché le cure ci sono!) e gli ospedali sono vuoti. Ma siamo matti? Questi provvedimenti sono totalmente ingiustificati e rappresentano un abuso di potere senza precedenti nella limitazione della libertà personale. NON C’È nessuna emergenza sanitaria!

“Ciascuno – ha proseguito il senatore – si guardi attorno e prenda come riferimento di realtà la propria esperienza di prossimità. Tra gli amici, i parenti e i conoscenti quante persone conoscete OGGI che sono in gravi condizioni all’ospedale o decedute a causa COVID? È inaccettabile che si pensi a un provvedimento per Decreto che limiti le libertà fondamentali. Il Ministro della Salute venga in Parlamento e porti i DATI che giustificherebbero una tale iniziativa. Se questi DATI non ci sono, e NON ci sono, il Parlamento ha il dovere di respingere qualunque atto legislativo che rappresenterebbe un precedente gravissimo e una ferita indelebile allo Stato di Diritto, ha concluso.

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