Ristorazione, Fabbro: “Clima allarmista sul virus fa danni, all’economia serve fiducia e solidità”


Il presidente di Anir Confindustria al convegno che si è tenuto a Villa Borghese: “Smart-working danno permanente e Dad insostenibile”. Ma Rosato (Italia Viva), tira dritto: “Aziende si abituino a contesto diverso, ci saranno disoccupati e persone che sarà difficile ricollocare”


ROMA – Si è tenuto ieri presso la Casa del Cinema di Villa Borghese il convegno “Italia, storie immense – La ristorazione al servizio della collettività”. Rec News ha seguito i lavori. Alla presenza delle Autorità e dei rappresentanti delle categorie si è discusso tra le altre cose dei problemi legati al post-lockdown e a come superare la DAD, lo smartworking e il clima “allarmista”, come lo ha definito il presidente di ANIR Confindustria Massimiliano Fabbro.


Perché se c’è una categoria che è uscita devastata dalle chiusure imposte, è proprio quella che coinvolge bar, ristoranti, locali. Tira tuttavia dritto il vicepresidente della Camera Ettore Rosato, che si è appellato alla necessità di far perdurare uno smart-working inapplicabile per alcuni. “Ci saranno lavoratori che saranno svantaggiati – ha ammesso – e sarà difficile pensare a una ricollocazione immediata. Lo smart-working sarà comunque una modalità che si ritroverà anche in futuro, e ci si dovrà misurare con i mutamenti dei livelli occupazionali. Le aziende devono essere collocate in un contesto diverso”.


Niente soluzioni all’orizzonte, dunque, secondo l’esponente di Italia Viva, ma uno stillicidio occupazionale che deve durare, all’insegna di un’emergenza che deve essere considerata infinita. Non è d’accordo Fabbro: “Lo smart-working – ha detto – rappresenta un danno permanente, come un danno permanente è costituito dall’atteggiamento allarmista dei giornali. L’economia e gli investitori invece hanno bisogno di fiducia e solidità. Anche la Dad – ha detto ancora Fabbro – rientra in quella categoria di cose che non sono belle come sembrano, perché ragazzi e studenti hanno bisogno di socialità e di frequentare i loro luoghi”.

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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.