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“Non dica quella parola”. Volano gli stracci tra Conte, Gruber e Giannini

Giuseppi butta lì un “giornaloni” ed è subito maretta. L’idillio tra l’avvocato del popolo e i media che sono riusciti a digerire senza batter ciglio lockdown, Dpcm e stato di polizia è proprio finito

"Non dica quella parola". Volano gli stracci tra Conte, Gruber e Giannini | Rec News dir. Zaira Bartucca
Immagine Livio Anticoli/Imagoeconomica

L’idillio tra l’avvocato del popolo e i media che sono riusciti a digerire senza batter ciglio lockdown, Dpcm e stato di polizia è finito. Conte non è più premier e oltre alla pessima parentesi politica gli rimane ben poco. Giuseppi non perdona alla stampa un tempo fin troppo amica l’abbandono dopo il declassamento a capo di un movimento ormai estinto. I giornalisti mainstream, dal canto loro, adesso hanno un altro premier da incensare. Ecco allora che basta davvero poco per sollevare fastidi reciprochi, come quel “giornaloni” con un che di dispregiativo che l’ex premier ha pronunciato ad Otto e Mezzo (in basso, nel video). Il termine non è piaciuto a Gruber e agli ospiti, ma se si guarda alla faziosità di determinate trasmissioni e di certi quotidiani e di come sono state trattate determinate notizie – dal covid al Quirinale passando per clima e ora anche dai rapporti tra Russia e Ucraina esasperati fino all’inverosimile – non si può dare torto a chi nutre dei dubbi sull’affidabilità dei media mainstream.

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