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POLITICA

Draghi rivendica tutto, passo avanti verso il bis

I partiti provano a scrivere il secondo capitolo della saga del “banchiere centrale senza cuore” (auto-cit.). La Riforma sulla riscossione per recuperare 1100 miliardi dagli italiani ridotti letteralmente alla canna del gas, la mannaia sulle manifestazioni e sulle proteste di piazza e il “contesto di emergenza” che diventa nuova normalità: il Paese “libero e democratico” voluto da un premier che in realtà non ha mai smesso di essere attaccato alla poltrona

Draghi rivendica tutto, passo avanti verso il Bis | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il PNRR, l’Ucraina, l’energia. Le fonti rinnovabili, la gestione dell’emergenza, la riforma della Giustizia, l’europeismo e il “transatlantismo”. Mario Draghi nel corso del suo discorso al Senato di questa mattina ha rivendicato tutta la sua azione di governo, rinvigorito dagli appelli (spontanei? organizzati?) che in questi giorni sono andati moltiplicandosi. Un altro passo avanti verso il Bis, un nuovo “patto di fiducia”. Uno è stato senz’altro stretto con i leghisti: Salvini doveva essere l’ago della bilancia e per mandare giù un nuovo capitolo della saga del banchiere centrale senza cuore avrà messo sul tavolo quell’autonomia differenziata cui Draghi si è (a sorpresa) appellato nel corso del suo discorso.

Un dialogo a senso unico attraversato da applausi e dalle mani sul tavolo di Di Maio e Guerini, alfieri posti al capo di un gruppo di ministri apparsi stretti su Draghi, spalla a spalla, quasi a voler mimare quell’unità che in questi giorni i partiti hanno finto mancasse. Non sono mancati nemmeno gli incitamenti da stadio: “Siete pronti?”, la domanda del presidente del Consiglio. “Siete pronti?”, ripetuto due volte. Pronti a cosa? Draghi lo ha svelato agli italiani ridotti letteralmente alla canna del gas: al moltiplicarsi delle cartelle esattoriali, in nome della Riforma sulla riscossione con cui Draghi vorrebbe ripianare i buchi causati da politiche economicamente miopi: “1100 miliardi non riscossi, pari a oltre il 60% del prodotto interno lordo nazionale. Una cifra impressionante”. Recuperali ora, l’idea geniale del banchiere della Troika – quando 8 milioni di italiani faticano a mettere insieme il pranzo con la cena, a fare la spesa con il caro vita e a far fronte all’aumento dei consumi.

“Siete pronti?” Alla mannaia che calerebbe sul diritto a partecipare alle manifestazioni, che per questo esecutivo si chiamano “proteste non autorizzate e contro la maggioranza di governo”. Pronti? Al “contesto di emergenza” che si stacca dalle contingenze e diventa normalità. Sono questi i connotati dell’Italia, “un Paese libero e democratico” , aivoglia, non come quelli dove abita chi “prova a sedurci con il suo modello autoritario”. Nel corso del lungo intervento autocelebrativo non sono mancati neppure momenti di propaganda e strumentalizzazione, a un giorno dal trentennale dalla strage di Via d’Amelio: “Dobbiamo tenere la mafia lontana dal PNRR – la frase, come se le parole potessero più delle azioni – perché è il modo migliore per onorare la memoria di Falcone e Borsellino”.

Partono gli applausi che si fanno scroscianti nei partiti che le Procure vogliono si siano affidati alla criminalità per la raccolta di voti, per la gestione degli appalti, per aumentare la propria influenza sul territorio. Solo uno dei tanti cortocircuiti di un esecutivo che si tenta di scrivere il suo secondo capitolo, come è stato per il Conte bis. La storia si ripete e i copioni, ormai, non si cambiano neppure.

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

Rec News dir. Zaira Bartucca

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