Chi controlla l'ISS? | Rec News
Periodico di Inchieste

Chi controlla l’ISS?


In tempi di “emergenza coronavirus” si parla spesso dell’organismo nato ai tempi del fascismo e finanziato da Rockfeller. Un documento ministeriale racconta come abbia ottenuto il monopolio della gestione del Covid-19. Ma perché è così?



Il 25 febbraio del 2020, il ministero della Salute guidato da Roberto Speranza, e nello specifico la Direzione generale della prevenzione sanitaria, Ufficio prevenzione delle malattie trasmissibili e profilassi internazionale, inviava una missiva sulla presunta emergenza legata al Coronavirus. Rec News sta studiando decine di documenti ufficiali di enti e istituzioni, e appare singolare che – in tutti – anche tra la fine di febbraio e l’inizio di marzo si faccia esclusivo riferimento ai casi cinesi e non si porti ad esempio nessun caso concreto italiano.


Trova gli intrusi

Non fa eccezione una comunicazione della Regione Basilicata, dove è allegata la lettera del Ministero della Salute appena menzionata. La firmava il direttore Claudio D’Amario, indirizzandola alla Protezione civile, a tutti i ministeri, alla Conferenza episcopale italiana, al direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale e la salute don Massimo Angelilli. Ancora, a Federazioni e ordine di categoria, al Luigi Sacco, allo Spallanzani e – senza apparente nesso logico – a Confcommercio e Confartigianato e alle aziende Trenitalia e Italo.



“Il test in caso di asintomatici non porta a evidenze scientifiche”

Il documento (in alto, nel file) si sofferma su due aspetti: i test dell’acido nucleico e il ruolo dell’Istituto superiore di Sanità nella gestione della presunta emergenza. Scrive il dirigente D’Amario: “In assenza di sintomi, il test non appare sostenuto da un razionale scientifico, in quanto non fornisce un’informazione indicativa ai fini clinici, in coerenza con la definizione di caso”. In altre parole un test effettuato su chi non ha sintomi è inutile: ma allora perché epidemiologi come Andrea Crisanti affermano che vadano estesi a tutto il territorio nazionale e che vadano fatti “a tappeto”? Pensare che ogni test, a detta dell’esperto, costa 30 euro. Non solo. Il tampone, dice il Ministero, se fatto a chi è asintomatico o pauci-sintomatico, produce dati potenzialmente non corretti che non portano a evidenze scientifiche. Un discorso che porta al recente monito del dottor Massimo Puoti del Niguarda, ma anche allo studio sui falsi positivi di Zhuang.


La costruzione dell’ISS, nel 1934 1

Retaggi fascisti

L’Istituto superiore di Sanità, oggi presieduto da Silvio Brusaferro, è un organismo dalla nascita e dalla vita significativa. Viene infatti istituito con Regio Decreto nel 1934 ai tempi del Fascismo e finanziato dalla Rockfeller Foundation 2 . Al pari di “cugini” come l’Ordine dei giornalisti, sa sopravvivere bene e anzi adattarsi al clima totalitario. Centralizzare e monopolizzare la Sanità pubblica è l’obiettivo di Mussolini. Aspetto che per i tempi non stupisce, ma che traslato al 2020 e proiettato sul governo delle limitazioni personali, genera più di un’inquietudine. L’ISS è un po’ il monolite di una sanità che si è fatta desertica e striminzita, che nonostante i tagli selvaggi degli ultimi dieci anni conta tuttora su 1523 dipendenti. In tempi di Coronavirus, gli illuminati luminari su input del governo di Giuseppe Conte e dunque per decreto, possono bypassare nosocomi, Asl e Asp.


L’autonomia persa di medici e strutture

Nell’oscuro periodo delle restrizioni volute da Conte e con buona possibilità immotivate, lo spettro del Covid-19 serve anche a togliere autonomia ai vari nosocomi e, quel che è peggio, a delegittimare i medici riducendone l’autonomia. Perché un medico può decidere e prescrivere cure su tutto ma non sul coronavirus? Perché nessuno, tranne l’ISS, può accertare e confermare un caso riconducibile al virus cinese che, lo ricordiamo, per la Cia colpisce solo un Aplogruppo sanguigno tipico degli orientali? “Si ricorda – si legge nel documento appena citato – che la procedura prevista per la definitiva conferma del caso è affidata all’Istituto superiore di sanità. Pertanto, un caso non può essere confermato senza la suddetta validazione del laboratorio Iss. Per tale ragione si sottolinea la necessità di inviare sempre e tempestivamente idonei campioni al predetto Iss”.


Già si parla di casi sovrastimati: dunque chi vigila sulla correttezza dell’operato dell’Iss?

Ma perché l’Istituto superiore di sanità ha bisogno di mettere il suo timbro sotto ogni caso o presunto tale di coronavirus? E se si politicizzasse un’emergenza per costruire quello che torna comodo sulle sue macerie? Per citare due esempi: Walter Ricciardi dell’Oms per ammissione dello stesso Carlo Calenda risponde al partito Azione 3, mentre tutti ricorderanno i lanci social dello Spallanzani su Zingaretti e Orlando. La domanda sorge, come avrebbe detto Lubrano, spontanea: chi vigila sulla correttezza dell’Istituto superiore di sanità in un momento in cui si comincia a parlare di casi sovrastimati?


1 Archivio foto storiche

2 ISS, voce enciclopedica

3 Calenda affida a Walter Ricciardi…


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.