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Tamponi, politici e asintomatici


Perché Zingaretti, Conte, Fontana, Cirio e Porro hanno fatto i test per il Coronavirus se la task-force per l’emergenza aveva comunicato che andavano riservati solo a chi ha sintomi?



Borrelli, Ricciardi e Conte erano stati lapidari: “Abbiamo fatto troppi tamponi, più del resto d’Europa. Da oggi li faremo solo a chi ha sintomi”. Ma poi sono arrivati i presidenti delle Regioni Lazio, Piemonte e Lombardia (rispettivamente Nicola Zingaretti, Alberto Cirio e Attilio Fontana), il giornalista Nicola Porro e, perfino, il premier Giuseppe Conte. Tutti hanno riferito di essersi sottoposti al test per il rilevamento del nuovo coronavirus, anche se i video postati a stretto giro li mostrano – grazie a Dio – sani come pesci.


Test “scarsi”? Non per tutti

Ma perché lo hanno fatto se la task-force composta da teste del governo, dell’ISS e della Prociv aveva comunicato che i tamponi cominciavano a scarseggiare e andavano riservati ai soli sintomatici? Perché, al contrario, tra un Fontana e Salvini (entrambi entrati in contatto con un caso “positivo”) è stata applicata una disparità di trattamento? Già si tenta di far passare, del resto, l’idea di liste di “eletti” che dovranno occupare i posti di terapia intensiva.


Capitani (non) coraggiosi

Secondo Il Giornale, una possibile selezione potrebbe ben presto avvantaggiare giovani e sani. Vadano pure al Creatore anziani e malati, anche se (in teoria) fanno parte di quelle fasce deboli da proteggere. La storia dei tamponi fa pensare che distinguo verranno fatti anche per le cure. E allora “Prima i politici” è il nuovo slogan che a destra e sinistra sembra mettere tutti d’accordo. La tessera che garantisce loro assistenza sanitaria “prioritaria” e li antepone al resto dei cittadini, deve averli abituati bene. E, di certo, in caso di emergenza non farebbero come il Capitano della Diamond Princess.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


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