La CNN svela le condizioni del mercato di Wuhan, da dove è partito il Coronavirus


L’emittente americana smaschera le condizioni di scarsa igiene e di estremo degrado da cui è partito il Coronavirus e da dove spesso prende il largo materiale destinato al consumo alimentare, anche all’estero



Più del 60% dei primi contagiati da Coronavirus aveva avuto accesso al mercato dei frutti di mare e degli animali vivi di Huanan, a Wuhan (Hubei, Cina). Lo riporta lo studio dei 29 medici cinesi che hanno curato i primi quarantuno infetti. Di questi, sei sono morti nelle prime settimane. Più della metà – spiegavano gli esperti dalle colonne di The Lancet – erano entrati in contatto con il mercato in cui gli animali (anche cani e gatti destinati al consumo) vengono detenuti in condizioni che in Occidente vengono assimilati alla tortura. Il mercato, complice lo stop della pesca nei fiumi adiacenti sancito la scorsa estate e lo stesso Coronavirus, è stato chiuso solo in via temporanea.


Immagine di repertorio

A smascherare le condizioni di scarsa igiene e di estremo degrado da cui è partito il Coronavirus e da dove spesso prende il largo materiale destinato al consumo che viene esportato e che grazie al via libera del governo Conte potrebbe giungere in Italia, è stata la CNN (in basso) in un servizio di Kristie Lu Stout. Nel mercato di Wuhan si trova proprio di tutto, compresi cuccioli di lupo, civette, cani, gatti, procioni, lontre, pavoni, topi, porcospini, tartarughe, koala, cigni, struzzi, scorpioni, salamandre giganti cinesi, tassi, coccodrilli e asini. Non stupisce che, come afferma l’equipe di specialisti, il virus (assimilabile alla famiglia della Sars e della Mers) abbia preso forma proprio da qui con il passaggio da animale a uomo. E a specularci, ora, sono gli stessi cinesi, presunti filantropi e chi parla di vaccino pur essendo consapevole dell’esistenza di cure efficaci.



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