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Gentile Direttore, vorrei proporre – sintetizzando alcune parti – un discorso di Steven W. Mosher, presidente del Population Research Institute, uno dei più grandi esperti mondiali per quanto concerne la Cina. Il discorso è stato reso pubblico su TheRemnant il 4 giugno scorso con un video, e mi sembra attualissimo. Non sono a conoscenza di una sua pubblicazione in forma scritta, né di una sua traduzione in lingua italiana. Ho scelto di riportare anche alcune parti molto forti su quanto avviene in Cina, come lo sterminio di centinaia di milioni di persone (ricordando che Mosher è profondo conoscitore della Cina) ad opera del Partito Comunista Cinese. La foto dei duecento fedeli della provincia dello Shaanxi che, a prezzo della loro stessa vita, hanno sbarrato la strada a 600 fra funzionari e poliziotti per impedire la distruzione del santuario di Mujiaping, il 9 aprile 2019, mi sembra emblematica.

Steven W. Mosher, nato nello Stato della California (U.S.A.) e proveniente da una famiglia della classe operaia, è uno scienziato sociale americano e presidente del Population Research Institute (PRI), un centro multidisciplinare che sostiene la ricerca innovativa sulla popolazione e che si oppone al controllo della popolazione e all’aborto. Mosher rappresenta un’autorità riconosciuta a livello internazionale sulla Cina e sulle questioni demografiche, oltre che uno stimato autore ed oratore. Nel 1979, Steven Mosher è il primo scienziato sociale americano a visitare la Cina continentale. Si reca in quei luoghi su invito del governo cinese, dove ha accesso ai documenti del governo e ha anche la possibilità di un contatto diretto con delle donne costrette ad abortire in base alla nuova “politica del figlio unico”.

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Ateo, favorevole alla scelta dell’aborto all’epoca dei fatti, Mosher rimane tuttavia profondamente sconvolto da quegli aborti traumatici, fino a dover riconsiderare le proprie convinzioni personali per convertirsi infine al Cattolicesimo, intraprendendo una successiva battaglia in favore della vita, che tutt’oggi lo continua ad impegnare pienamente. Il dottor Mosher è stato convocato numerose volte davanti al Congresso degli Stati Uniti come esperto sulle violazioni dei diritti umani, sulla popolazione mondiale e sulla Cina. Steven Mosher ha tenuto un discorso, il 4 giugno scorso, durante un evento organizzato dalla Catholic Identity Conference in collaborazione con la testata cattolica americana The Remnant, discutendo su argomenti di grande attualità ed importanza come lo stato della Chiesa Cattolica in Cina, la persecuzione contro i cristiani, l’accordo segreto dello Stato Vaticano con Pechino e rivelando particolari e dettagli finora sconosciuti. 

Secondo Steven Mosher, la brutale dittatura tirannica a partito unico dirige la Repubblica Popolare Cinese. Il Partito Comunista Cinese conta 94 milioni di membri, e – afferma lo scienziato – “è la più grande macchina per uccidere che il pianeta abbia mai visto: ha ucciso centinaia di milioni dei suoi cittadini”, mentre i campi di concentramento, che si trovano in Turkestan, nella parte ovest della Cina, detengono due o tre milioni di persone. La Cina sta creando una prigione virtuale high-tech per 1,3 milioni di persone: questa è la ragione per cui 2 milioni di persone ad Hong Kong stanno protestando, essendo a conoscenza “di com’è la vita dall’altra parte del confine, in Cina” e non volendo essere trascinate forzatamente in quella prigione virtuale high-tech che il Partito Comunista gestisce.

La salda leadership di Xi Jinping si modella, sotto ogni aspetto, a quella che fu del presidente Mao Tse-tung, con il medesimo culto della personalità: il Partito Comunista, la Cina e il popolo cinese rientrano ormai sotto il suo totale controllo. Viene insegnato ai suoi seguaci a considerarlo quasi come una divinità, mentre “un terzo del tempo che le persone trascorrono al lavoro viene speso per memorizzare i detti di Xi Jinping, per leggere le opere raccolte di Xi Jinping, pensando e lodando Xi Jinping”, aggiunge Mosher. Così, quando i funzionari del Partito Comunista si recano dai cattolici, dicono loro che non bisognerebbe lodare e ringraziare Dio per le tante benedizioni ricevute nella propria vita: far questo significa mostrarsi retrogradi ed arretrati”; bensì bisognerebbe ringraziare il presidente Xi Jinping ed il Partito Comunista Cinese per tutto il bene della propria vita.

Questo – secondo Mosher – è il quadro della situazione dei cattolici in Cina. Per quale motivo, dunque, il Vaticano avrebbe deciso di firmare un accordo, in data 18 settembre 2019, con il Partito Comunista Cinese? Sempre secondo Mosher, l’obiettivo che si propone il regime comunista di Pechino è, in ultima analisi, la distruzione del Cattolicesimo e di ogni altro credo religioso, per sostituirlo con il culto dello Stato e del Partito Comunista Cinese. La fede cattolica – ricorda poi lo scienziato americano – ha raggiunto la Cina nell’antichità. Si parla già del I e II secolo d. C. con alcuni segni della presenza cristiana in tombe della dinastia Han. Anche se per la maggior parte della storia dell’Impero cinese, è l’imperatore che deve essere considerato come una divinità. Così nel Confucianesimo, l’imperatore rappresenta il padre della popolazione che gli deve adorazione, rispetto e completa obbedienza.

Si avvia un’opera di evangelizzazione, da parte di gesuiti e domenicani, nel sedicesimo secolo, durante la dinastia Ming. Padre Matteo Ricci, cui fu eretta una statua di fronte la Cattedrale Nord di Pechino, intrattenne ottimi rapporti con l’imperatore dell’epoca, il quale, anche se non si convertì mai al Cattolicesimo, partecipò alla celebrazione eucaristica ben 22 volte, chiamando “padre” il sacerdote. Oggi questa bella Cattedrale è chiusa, a partire dal mese di aprile, per lavori di restauro a tempo indeterminato e non si sa quando avverrà la riapertura. Il sospetto, purtroppo, è che ciò non accadrà mai. Infatti il Partito Comunista ritiene che vi siano troppe chiese sul territorio cinese. Il presidente Xi Jinping, infatti, ha ordinato la distruzione di molte chiese in Cina già da tempo: nell’agosto 2018 a Jinan City, nella provincia di Shandong – il dottor Mosher mostra nel frattempo le immagini della distruzione di una chiesa – tra le macerie, spicca la testa di una statua raffigurante la Madonna, brutalmente decapitata.

Nemmeno la Chiesa patriottica, che, a differenza di quella sotterranea, ha riconosciuto l’autorità civile, è stata risparmiata: oltre alle chiese demolite, ve ne sono altre che sono state private dei simboli religiosi, come croci ed iscrizioni. L’opera di distruzione delle chiese non si è arrestata neanche a seguito dell’accordo del 18 settembre scorso con il Vaticano. Il dottor Mosher ricorda poi di aver incontrato il cardinale Parolin più volte: nel maggio del 2018 e nel marzo dell’anno successivo. Due mesi prima del suo incontro con il card. Parolin, il Partito Comunista Cinese aveva già annunciato che da quel momento avrebbe controllato direttamente tutti gli affari religiosi in Cina. Lo scienziato americano, convinto che questo rappresenti il segno di una crescita delle persecuzioni contro i cristiani ed altri credenti di altre confessioni religiose, ha dunque avvisato il cardinale che, secondo il suo parere, ogni accordo tra Vaticano e governo cinese si sarebbe rivelato essenzialmente “lettera morta”, cedendo l’autorità papale sulla nomina dei vescovi alla Cina.

Inoltre – ha continuato Mosher – il nuovo regolamento per gli affari religiosi vieta ai minori la partecipazione alle celebrazioni eucaristiche ed anche qualunque altra attività, come lezioni di catechismo e colonie estive. Ai sacerdoti non sarà concessa alcuna attività al di fuori dai recinti ecclesiali, nemmeno una benedizione. Ed ancora, con le nuove norme, a sacerdoti e vescovi clandestini verrà chiesto di registrarsi civilmente in modo che possano essere monitorati e supervisionati. Il testo della dichiarazione per la registrazione, nel momento in cui viene depositata la firma, riconosce in modo assolutamente prioritario la lealtà al Partito Comunista Cinese (i moduli di registrazione chiedono infatti di accettare i principi di indipendenza, autonomia e autogestione della Chiesa in Cina, affermando quindi l’autorità massima del Partito Comunista sulla Chiesa e ponendo solo secondariamente quella papale, ndr). Il vescovo emerito di Hong Kong, cardinale Joseph Zen, ha invitato i prelati a non firmare, sostenendo che sia assai preferibile trascorrere il resto della propria vita nelle risaie o come agricoltori, piuttosto che firmare un accordo che riconosca il Partito Comunista come autorità assoluta.

Anche la vendita delle Bibbie è stata sospesa, in attesa che il Dipartimento del Fronte Unito – un ufficio che riveste l’incarico di supervisionare tutti gli “affari religiosi” – del Partito Comunista Cinese prepari una nuova versione approvata dal Partito. Secondo Mosher, potrebbero anche venire decurtate alcune parti problematiche, come ad esempio il libro dell’Apocalisse, sostituendole forse con nuove aggiunte edificanti l’immagine del Partito Comunista. Ed ancora – afferma lo scienziato – sono state impartite delle nuove direttive per quanto riguarda il contenuto delle omelie, che devono essere confuse e finalizzate alla lode dell’ordine esistente guidato dall’uomo, dal leader indiscusso Xi Jinping. “L’assimilazione dei cattolici cinesi nell’ordine politico è una tragedia”, dichiara preoccupato Steven Mosher. Il mancato rispetto di molti trattati internazionali firmati nel passato dalla Cina, come ad esempio il trattato di Hong Kong, firmato nel 1983, che avrebbe dovuto garantire all’ex colonia britannica l’indipendenza per i successivi cinquant’anni, non fanno ben sperare nell’adempimento del governo cinese agli accordi ufficiali.

Eppure è stato firmato l’accordo tra il Vaticano e la Repubblica Popolare Cinese, di cui non conosciamo il contenuto perché è un accordo segreto in Cina: il requisito per cui tutti i sacerdoti e i vescovi sono obbligati a registrarsi presso il governo cinese – secondo lo scienziato americano – corrisponde a verità, in quanto, parlandone con il Segretario di Stato card. Parolin, non ha ravvisato apparentemente obiezioni da parte della Santa Sede. Si tratta di un documento che riconosce la leadership al Partito Comunista Cinese e al suo principale leader, Xi Jinping. Secondo Mosher, il card. Parolin si sarebbe reso tardivamente conto delle conseguenze dell’accordo, poiché, intorno al mese di marzo – aprile, avrebbe inviato una direttiva ai vescovi e ai sacerdoti della Chiesa sotterranea per richiedere, all’atto della firma dell’accordo con il governo, la presenza di due testimoni e dichiarare, prima di apporre la firma, la propria contrarietà all’accordo. Tuttavia lo scienziato sociale non ritiene una garanzia sufficiente tale direttiva, considerando la posizione di forza del governo cinese ed i possibili mezzi coercitivi che lo stesso potrebbe attuare nei confronti dei prelati.

Si spiegherebbe dunque il motivo del lungo viaggio in Vaticano affrontato dal card. Zen, che attualmente ha superato gli 88 anni di età. Scrivendo una lettera a Steven Mosher, l’anziano cardinale ha confidato allo scienziato americano le grandi difficoltà che sta affrontando nella lotta sostenuta per continuare a proteggere i fedeli cattolici in Cina, lotta che sta assorbendo tutte le sue energie. “Per favore, prega per me”, gli ha chiesto. “Dovremmo pregare tutti per il cardinale”, ha esortato Mosher: “E’ molto coraggioso”. Il card. Zen ha sostenuto quindi il lungo viaggio per recarsi in Vaticano – continua Mosher – cenando con papa Francesco ed il card. Parolin, spiegando loro semplicemente che l’accordo non poteva essere effettuato in Cina per i fedeli cinesi, poiché la situazione dei cattolici stava peggiorando. E’ stato ascoltato attentamente dal pontefice: tuttavia, da allora, nulla è cambiato, perché l’accordo rimane tutt’oggi in vigore. 

Lo scienziato americano sostiene che l’accordo si sia rivelato un male, ovviamente non solo per i cattolici cinesi, ma anche per le altre religioni praticate in Cina. Dello stesso parere – secondo Mosher – è anche un suo amico, il senatore americano Sam Brownback, ex membro del Congresso, ex governatore del Kansas ed ora ambasciatore generale per la libertà religiosa internazionale, il quale ha criticato il fatto che adesso il governo cinese può interferire con la Chiesa Cattolica, permettendo al Partito Comunista Cinese di poter scegliere i vescovi, creando così un pericoloso precedente anche per l’esercizio di tutte le altre religioni in Cina. La posizione del Vaticano nei confronti della scelta dei vescovi diventa dirimente: sembrerebbe che adesso si segua il modello vietnamita, dove il Vaticano e il governo comunista vietnamita si accordano su tre candidati, riservando la scelta finale del nome – fra questi tre – al Vaticano.

Steven Mosher, benché sia consapevole di non essere un canonista, ritiene che in questo modo venga preservata l’autorità magisteriale del pontefice per la nomina dei vescovi: ma il Partito Comunista Cinese “ha assolutamente rifiutato questa formula”, proponendo invece di scegliere un vescovo e riservando al papa la possibilità di porre un veto a tale scelta; ma i funzionari del Partito hanno chiarito che il Vaticano “non può rifiutarsi di prendere una decisione sulla nostra scelta, né può continuare ad opporre il veto su tutti i candidati: se questo dovesse accadere, andremo semplicemente avanti ed ordineremo illecitamente un nuovo vescovo”.

Questo ovviamente fa decadere il potere finale del pontefice sulla scelta dei vescovi: sembra – sempre secondo Mosher – che alla Santa Sede sia riservato una sorta di “veto temporaneo”, simile a quello della Camera dei Lord inglese, dove, se la Camera dei Comuni approva un disegno di legge ed i Lord si rifiutano di approvarlo, sono concessi loro tre giorni per l’approvazione, prima di procedere ad una nuova votazione; ma in caso di voto non a favore, le loro opinioni vengono semplicemente messe da parte. “Quindi, sembra che ciò che abbia deciso il Vaticano sia una sorta di veto temporaneo sulle scelte per la nomina dei vescovi operate dal Partito Comunista”, afferma Mosher. “Se questo è falso, allora dovremmo vedere i termini dell’accordo segreto: ma non possiamo saperlo poiché non conosciamo i termini dell’accordo segreto”, continua ancora lo scienziato americano. Il Segretario di Stato cardinale Parolin, sperando nel rispetto della libertà religiosa, ha invitato alla pazienza; ma nel frattempo le chiese continuano ad essere demolite, comprese le chiese patriottiche, buoni sacerdoti ed anche vescovi vengono arrestati, mentre vengono nominati falsi vescovi per guidare la Chiesa cinese.

“Credo ci sia un tempo per la pazienza ed un tempo forse per l’azione”, afferma Mosher, mostrando le immagini della rimozione di alcune statue dall’ingresso di un santuario in Cina; “e quando il parroco del luogo ha protestato presso le autorità comuniste, gli è stato semplicemente risposto che c’erano troppe statue”. “In tutta la Cina si trovano molte statue del presidente Mao: ma non sono ritenute troppe, evidentemente”, continua il dottor Mosher: “ad essere troppe sono invece le statue raffiguranti gli angeli e i santi”. Il 9 aprile 2019, nella provincia dello Shaanxi, diocesi di Fengxiang, le autorità hanno inviato almeno 600 funzionari del governo insieme a poliziotti per distruggere il santuario mariano di Mujiaping (nella stessa diocesi, il 4 aprile dello stesso anno le autorità hanno distrutto la chiesa di Qianyang, ndr). Allertati, 200 fedeli della zona si sono radunati sulla scalinata che porta alla chiesa, pronti a difendere il santuario anche a prezzo della propria stessa vita. Funzionari e poliziotti sono andati via, afferma Mosher, ma purtroppo sappiamo che torneranno: l’unica cosa che possa davvero tenere a freno tutto questo, è la pressione internazionale.

In Cina, se si fa resistenza al Partito Comunista, si viene arrestati e si potrebbe non tornare mai più: si potrebbe essere uccisi ed i propri organi essere espiantati. C’è chi “è disposto anche a pagare 250.000 dollari soltanto per un cuore o un fegato”, afferma lo scienziato americano: “questa pressione internazionale la stiamo vedendo adesso da parte del nostro governo, grazie a Dio”. Soltanto la pressione esterna, infatti, può distruggere l’immagine del Partito Comunista Cinese agli occhi del mondo e può fermare alcuni dei peggiori abusi. Aggiunge quindi il dottor Mosher: “non piaccio al Partito Comunista Cinese: nel 1985 mi hanno dichiarato una spia internazionale e credo di fare o dire qualcosa ogni due anni per ottenere l’estensione di tale designazione. Così, credo proprio che non mi recherò tanto presto in Cina, per il momento”, conclude poi. “Il modo migliore per aiutare i nostri compagni di fede in Cina, è quello di parlare a loro nome per criticare il Partito Comunista Cinese per aver violato il diritto conferito da Dio stesso alla libertà religiosa e alla libertà di coscienza, e credo che far questo sia molto meglio che firmare un accordo segreto con il Partito Comunista Cinese allo scopo di migliorare la sorte dei cattolici cinesi e dei credenti di altre confessioni religiose”.

“Ovviamente, ci sono sempre altre cose che possiamo fare sul piano soprannaturale, come rivolgerci nuovamente alla Madre di Dio. La Madonna ha chiesto ai vertici della Chiesa di consacrare la Russia al suo Cuore Immacolato: penso che dovremmo consacrare anche la Cina al Cuore Immacolato di Maria e spero che questo Santo Padre o il prossimo lo faranno, affidando la Cina alla Vergine Maria come Regina della Pace”, afferma Steven Mosher. E prosegue ancora ricordando che la Madonna del Cuore Immacolato è apparsa in Cina diverse volte e in diversi tempi: apparve durante il periodo della rivolta dei Boxer, nel 1900, quando, con l’incoraggiamento dell’ultima imperatrice della dinastia Qing, durante gli anni finali dell’impero Manciù, i Boxer, una setta cinese (praticanti di un’arte marziale della Cina rurale, ndr), uccisero decine di migliaia di cattolici cinesi ed altri cristiani (i cattolici erano in larghissima maggioranza: circa 18.000, ndr).

“Quando le truppe governative Manciù stavano per far fuoco sui cittadini, sui cattolici, la Madonna apparve nel cielo sopra la città, cosicché, invece di sparare sui cattolici disarmati, provarono a sparare contro Nostra Signora in cielo: cosa che non servì loro a molto, per cui gettarono via le armi e fuggirono. La Madonna apparve ancora altre volte, in altri posti, ma non ne leggerete nelle apparizioni ufficiali”, dichiara infine lo scienziato americano. 

Il dottor Mosher si avvia quindi verso la conclusione del suo lungo discorso, narrando di un caro amico del padre, Seamus O’Reilly, sacerdote e missionario colombiano in Cina negli anni ’40 e a capo di una missione durante la guerra civile cinese, nel sud della Cina. Il missionario trascorse come cappellano un anno al college dove Steven Mosher si trovava; in quell’occasione lo scienziato americano ebbe modo di conoscerlo bene: nutrivano entrambi un interesse comune per la Cina e la sua conversione. Padre O’Reilly gli raccontò che, quando i Nazionalisti stavano per ritirarsi, attraversarono il villaggio dov’egli si trovava, e si prepararono alla difesa ben sapendo che l’Armata Rossa non era lontana: avevano infatti grande paura che sarebbe potuto accadere un devastante scontro a fuoco all’interno del villaggio, con il conseguente massacro della popolazione. Così, padre O’Reilly decise di radunare la popolazione dell’intero villaggio dentro le mura del complesso della missione: passarono svegli tutta la notte pregando affinché Maria Santissima intercedesse per loro. La Madonna apparve infine sulla collina che dominava il villaggio, mentre i Nazionalisti balzarono in piedi quando l’Armata Rossa passò alla loro sinistra: ebbene, neppure un solo uomo perse la vita. 

Steven Mosher conclude infine: “Sappiamo che Nostra Signora sarà sempre lì e quindi dobbiamo pregare per la sua intercessione: dobbiamo affidare la Cina alla Vergine Maria come Regina della Pace, attraverso il suo Cuore Immacolato. Abbiamo pregato per la nostra sofferenza e per quella degli appartenenti alle altre confessioni religiose; sembra non esserci una fine al bisogno delle nostre preghiere in questo tempo: preghiere per ciò che sta accadendo in Vaticano, preghiere per ciò che sta accadendo in Amazzonia, preghiere per ciò che avverrà con il prossimo Sinodo dei vescovi tedeschi. Ci sono talmente tanti e tanti di quegli eventi per cui pregare […] ma nessuna preghiera resterà mai senza risposta ed io credo che le nostre preghiere faranno la differenza nel mondo con l’oppressione costruita dagli uomini, aiuteranno a salvare le anime e aiuteranno le sofferenze della Chiesa in Cina. Grazie”. 

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LETTERE

Perché boccio la Meloni

di Paolo Battaglia La Terra Borgese*

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Perché boccio la Meloni | Rec News dir. Zaira Bartucca

Non vorrei andare troppo lontano con un “da che esiste il mondo”, purtuttavia si può affermare con scienza storica che la disoccupazione è residente in Italia da sempre. Che ora la Meloni pretenda di avere la ricetta risolutiva al problema – dopo che nemmeno i grandi economisti del passato e il fior fiore di statisti alla guida della nostra Nazione e dei suoi governi, lungo il corso democratico dell’Italia unita, l’abbiano mai potuta redigere, odora di presunzione. A meno che gli ingredienti non siano chiari, e chiari non sembrano affatto.

La Meloni immagina “per chi è in condizione di lavorare non di essere trattato come qualcuno che non è in condizione di lavorare ma di avere un posto di lavoro”. Sagace! Ora: ma se anche l’immaginazione supera la conoscenza come giustamente afferma Albert Einstein, qui manca la conoscenza degli ingredienti, che la Meloni pretende di avere spiegato senza nulla avere chiarito, dato che non si capisce dove sono i posti di lavoro di cui tanto straparla.

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Affermare come fa lei “che nella serietà delle proposte di Fratelli D’Italia gli italiani troveranno un futuro decisamente più dignitoso di quello garantito dalla sinistra” è una locuzione che definire assolutamente priva di contenuti è come chiamare docce le cascate del Niagara, perché dopo l’assoluto, dopo l’immaginazione, dopo la conoscenza esiste solo la fantasia pura.

Che “Il lavoro si può generare e trovare con politiche intelligenti”, come spiega brillantemente (?) Meloni, ricorda quel famosissimo “Ho detto tutto” di peppiniana memoria nei film del grande Totò. Forse è convinta che quelle povere ragazze e quei poveri ragazzi che nottetempo ti portano la pizza a casa siano meno intelligenti? o siano figli di un dio minore? o appartengano a famiglie inferiori? visto che dignitosamente, questi giovani, ma anche brizzolati, svolgono un lavoro schiavizzante anziché munirsi di Reddito di Cittadinanza?

Secondo l’interessata “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”. Bene. E allora corre l’obbligo di chiederle: visto che sei cosi brava e certa delle tue idee fantasiose, perché nel tuo programma prima non realizzi i posti di lavoro? Sulle ulteriori, preoccupanti, scoraggianti rassicurazioni, Meloni ha detto testualmente: “Il salario minimo non credo che risolva molto. La gente ha salari inadeguati perché la tassazione sul lavoro è al 46,65 per cento”, e ha pure detto che “bisogna abbattere il cuneo fiscale per favorire il lavoro”.

E allora: se il salario minimo non risolverebbe molto, non si capisce perché, tra quelli che percepiscono il Reddito di Cittadinanza ci siano tantissimi lavoratori con guadagni da fame (Meloni si informi all’INPS), cioè lavoratori che percepiscono il Reddito di Cittadinanza; la risposta è semplice: è proprio perché il Reddito sostiene la povertà e non la disoccupazione, come vorrebbe propinarci Meloni. Tanto è vero che nessun disoccupato benestante può percepire il Reddito di Cittadinanza.

Dunque, se la gente ha salari inadeguati, è perché secondo lei la tassazione sul lavoro è al 46,65%. Cioè Giorgia Meloni è convinta, o così vuol farci credere perché torna utile alla sua campagna elettorale, che se un datore di lavoro pagasse meno tasse di sua iniziativa aumenterebbe lo stipendio ai propri dipendenti. Cos’è? una nuova favola per sprovveduti? o una promessa alle multinazionali che divorano già le piccole aziende e il lavoro degli artigiani?

Invito colei che parla del Reddito di Cittadinanza come di un metadone per tossici, ad andarsene al cinema a vedere Spaccaossa, perché dimentica, o fa finta di non sapere, che in Italia tanti poveri si sono fatti letteralmente rompere le ossa per simulare incidenti stradali e ottenere soldi dalle Assicurazioni. Per fame.

Perciò anziché basare la sua campagna elettorale sull’abolizione del Reddito di Cittadinanza (un’inezia, se rapportata ai mille veri sprechi miliardari italiani), Meloni cerchi e trovi altre argomentazioni più convincenti. Per esempio, cerchi tra agevolazioni, sussidi, finanziamenti, indennità, elargizioni a fondo perduto, e mille altre ancora, sono tantissime e abbracciano tutti i settori produttivi e, soprattutto, improduttivi.

In Italia, attraverso il debito pubblico, cioè indebitando gli italiani compresi quelli delle generazioni future, si finanziano giornali inutili, associazioni fantasiose, cooperative di comodo, industriali volponi, cliniche private, e via dicendo. Pertanto stranisce parecchio tanto fervore contro il Reddito di Cittadinanza, specie se si riflette sui milioni, milioni di stipendi per mantenere dipendenti pubblici figli del clientelismo, inattivi e improduttivi negli innumerevoli uffici pubblici del Paese.

Per non dire dei lavoratori in nero perché pensionati, perché percettori dell’indennità di disoccupazione, perché cassintegrati, e via dicendo, che sottraggono lavoro ai disoccupati. Ma forse ai loro furbetti datori di lavoro la formula senza rischi vertenza fa comodo. Ah dimenticavo: Meloni cerchi anche nei vari paradisi fiscali.

*Opinionista, critico d’arte

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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LETTERE

Sfatare il mito dell’LSD “terapeutica”

Di Jan Eastgate*

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Sostituire il Prozac con LSD è come scambiarsi poltrona sul Titanic | Rec News dir. Zaira Bartucca

La leggenda metropolitana (ormai ampiamente sbufalata) secondo cui la depressione sarebbe causata da uno squilibrio chimico nel cervello, ha determinato un boom di vendite di antidepressivi negli ultimi decenni, e viene rimodulata oggi per venderci l’idea che per la nostra salute mentale sarebbe invece assicurata da droghe psichedeliche. É da poco giunta conferma dal mondo scientifico che gli antidepressivi come Prozac, Zoloft e Paxil non sono più efficaci del placebo, e che non c’è alcuna evidenza scientifica di uno squilibrio chimico nel cervello, e l’industria psicofarmaceutica, spaventata dalla perdita di profitti, già propone di sostituirli con droghe psichedeliche in grado di generare guadagni per oltre 10 milioni di dollari. (1)

Un ulteriore incentivo per un revival delle sostanze psichedeliche viene dalla scadenza dei brevetti per alcuni dei più venduti antidepressivi: questa variazione di strategia assomiglia a un cambio di poltrone sul Titanic.  La teoria dello squilibrio chimico era basata sull’idea che gli antidepressivi potessero rimediare a un basso livello di serotonina nel cervello. Una teoria simile era stata proposta negli anni ’60 e ’70 per promuovere gli allucinogeni come l’LSD, prima che fosse messo al bando nel 1968: le sostanze psichedeliche sono oggi eufemisticamente ribattezzate “allucinogeni serotoninergici”. (2)

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David B. Yaden, professore associato presso il Centro per la Ricerca Psichedelica e Conscia della facoltà di medicina della Johns Hopkins University, nel maggio di quest’anno ha presentato al congresso annuale dell’Associazione Psichiatrica Americana un lavoro sull’evidenza scientifica dell’uso di sostanze psichedeliche in psichiatria, scrive: “le molecole di serotonina di fatto assomigliano molto a quelle di LSD e psilocibina – due allucinogeni serotoninergici.” (3)

Secondo la rivista Slate, le società farmaceutiche giudicano “inefficaci” i farmaci da prescrizione attualmente usati e vedono le sostanze psichedeliche come validi sostituti (4): una di loro nel reclamizzarle fa riferimento al “fallimento dei farmaci tradizionali”, sostenendo che “antidepressivi e ansiolitici a malapena fanno meglio del placebo” e che “è ora di trovare rimedi potenti che funzionino.” Di fronte alla minaccia di perdite finanziarie, l’industria psicofarmaceutica ora ammette che questi farmaci sono inefficaci e non fanno meglio del placebo, contraddicendo così ciò che loro stesse hanno sostenuto da trent’anni a questa parte. Ma se hanno mentito per tre decenni sullo squilibrio biochimico e sull’efficacia, cosa raccontano oggi riguardo le sostanze psichedeliche? 

Secondo quanto riferito da alcuni media, il 65% degli americani con problemi di salute mentale chiede di poter accedere al trattamento con sostanze psichedeliche. Questo “sondaggio” però era stato commissionato per la Delic Corporation, proprietaria dei Ketamine Wellness Centers (KWC – una rete di 13 cliniche ‘per il benessere’ cui se ne aggiungeranno altre 15 entro il 2024). Secondo la loro teoria, le proprietà allucinogene della ketamina sarebbero collegate al suo presunto effetto antidepressivo. La rivista Psychiatric Times ammette che l’uso di ketamina – in aumento nonostante la mancanza di approvazione FDA – “va oltre la comprensione scientifica” ma ciò non impedisce di concludere che “la ketamina potrebbe indurre alterazioni nella coscienza e nella personalità simili a quelle provocate dai serotoninergici psichedelici.” (5)

Un altro produttore di ketamina sostiene che sia possibile “ricalibrare il cervello durante il periodo ottimale della neurogenesi” (lo sviluppo di nuove cellule) e magnificando lo stato mentale ottenibile con un’iniezione di ketamina. La ditta in questione ha protetto con copyright il suo metodo di mescolare psicoterapia e ketamina, che “aiuta i pazienti a interpretare le loro esperienze durante lo stato mentale alterato.”! 

Le spiegazioni del perché queste sostanze psichedeliche “funzionano” sono dei veri slogan pubblicitari e, come quelle relative al presunto squilibrio chimico, sono prive di fondamento scientifico. I commenti del luminare di turno sono conditi di verbi al condizionale e al congiuntivo, e abbondano parole come “sembrerebbe” “suggerisce” “si ritiene”. Nel seguito qualche esempio:  

  • “Si pensa che gli allucinogeni producano il loro effetto di alterare le percezioni agendo su circuiti neurali del cervello che usano serotonina.”” (6)  – U.S. National Institute on Drug Abuse (NIDA) 
  • Gli allucinogeni causano un “temporaneo squilibrio chimico nel cervello che causa allucinazioni e altri effetti come l’euforia.” (7) – Elizabeth Hartney, psicologa, direttore del Centre for Health Leadership and Research al Royal Roads University, Canada. 
  • “Le sostanze psichedeliche inducono il cervello a cambiare transientemente in modalità che sembrano agevolare un reset e permettere l’alterazione delle modalità, precedentemente bloccate, di percepire e sentire le cose.”  (8)  – Dr. Jerrold Rosenbaum, direttore del Center for the Neuroscience of Psychedelics ed ex primario di psichiatria al Massachusetts General Hospital  
  • Le sostanze psichedeliche “cambiano le stesse strutture dei neuroni, il che può influenzare il cablaggio del cervello e, di conseguenza, il modo di percepire, pensare e comportarsi.” (9) – David E. Olson, professore associato, Department of Chemistry; Department of Biochemistry & Molecular Medicine; Center for Neuroscience, University of California, Davis 
  • “Gli scienziati non sono del tutto sicuri del perché le persone rispondano in maniera diversa a queste sostanze psichedeliche, ma nuove ricerche suggeriscono che la variazione genetica di un recettore di serotonina possa essere un fattore.”  (10)  – Healthline 

Conflitti d’interesse: gli strumenti del mestiere 

Nel settembre del 2021 Scientific American pubblicava un articolo molto elogiativo sui benefici delle sostanze psichedeliche. Gli autori, Danielle Schlosser e Thomas R. Insel, rispettivamente vicepresidente e azionista di Compass Pathway – una società che, secondo Bloomberg Businessweek, ha prodotto oltre trentamila dosi di psilocibina (11) scrivono che la loro ricerca ‘suggerisce’ che la psilocibina ‘è potenzialmente in grado’ di curare l’abuso di sostanze, compreso nicotina e alcol, e anche la depressione, aggiungendo che ‘quando è efficace, la sostanza sembra conferire effetti a lungo termine, suggerendo dunque che non si limiti a ridurre i sintomi ma rappresenti una vera cura’. 

Anche se questo “studio” è tutt’altro che conclusivo, il professor Paul Hutson, dell’Università del Wisconsin, ha anticipato che la FDA approverà questi farmaci per almeno qualcuno di questi scopi, probabilmente entro i prossimi 5 anni. (12) Da parte sua, il governo USA ha già attivato una corsia preferenziale per consentire l’approvazione veloce di ecstasy e psilocibina. (13)

L’uso ‘clinico’ aumenta l’abuso stradale 

Come già successe negli anni ’60, l’uso di allucinogeni si sta trasmettendo dal lettino psichiatrico ai marciapiedi. Una ricerca pubblicata dalla rivista Addiction (‘tossicodipendenza’) evidenzia un raddoppio di uso di allucinogeni tra il 2002 e il 2019 e, relativamente alla fascia di età da 18 a 25 anni, un aumento di quattro volte. (14)

I rischi sono ben noti: 

  • Seconodo NIDA (National Institute of Drug Abuse), “Gli effetti degli allucinogeni con LSD possono essere descritti come una psicosi indotta da sostanze: distorsione o disorganizzazione della capacità di riconoscere la realtà, ragionare in maniera razionale o comunicare con altri. Inoltre “L’uso di sostanze allucinogene produce anche tolleranza di altre sostanze appartenenti alla stessa classe, come psilocibina e peyote”. (15)
  • Secondo Katharine Neill Harris, ricercatrice alla Rice University in Texas, “Possono scatenare esperienze negative che cambiano la vita”.(16)
  • Il microdosaggio di LSD o psilocibina è già in uso ed è pericoloso. Si ritiene che l’assunzione di piccole dosi (circa 10% del consueto) distanziate di qualche giorno possa indurre benefici senza scatenare i famigerati ‘viaggi’, ma secondo il New York Times “può essere dannoso, e c’è perfino evidenza di possibili danni al cuore con l’uso prolungato”. Il microdosaggio di LSD sui topi produce un effetto opposto al ‘viaggio’: apparivano segni di psicosi e aggressività.” 

Dopo l’accettazione entusiasta degli antidepressivi, avvenuta nella seconda metà degli anni ’80, e durata fino ai giorni nostri, stiamo ora assistendo a una nuova accettazione entusiasta di queste sostanze (17) trainata da una riesumata teoria dello squilibrio chimico che preannuncia un ‘rinascimento’ nel campo della salute mentale. Ci sono voluti più di trent’anni per riconoscere che la teoria dello squilibrio chimico era pseudoscienza, in grado di fuorviare i consumatori in maniera pericolosa. Dovremmo ora riconoscere i segnali di una identica campagna di marketing sulle sostanze psichedeliche. 

*Presidente CCHR International


(1) Sonari Glinton, “Big Pharma Is Betting on Psychedelics for Mental Health: Will it Pay Off,” Slate, 18 Aug 2022
(2) NCBI
(3) “The Recent Resurgence of Psilocybin: Is It Here to Stay?” Psychiatric Times, 22 Aug. 2022
(4) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022l 
(5) Psychiatric Times – “Revisitinh hallucinogenic potential ketamine”
(6) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?,” National Institute of Drug Abuse
(7) “How Psychedelic or Hallucinogenic Drugs Work,”Very Well Mind, 25 Nov. 2020
(8) Peter Grinspoon, MD, “Back to the future: Psychedelic drugs in psychiatry,” Harvard Health Publishing, Harvard Medical School, 22 June 2021
(9) “Mind molding psychedelic drugs could treat depression and other mental illness” – The Conversation
(10) “People respond differently to psychedelic drugs and genetics could be one reason” Healt Line
(11) “Shroom-Therapy Startup Edges Toward FDA Approval: The feds have designated Compass Pathways’ experimental psilocybin treatment for depression a ‘breakthrough therapy,’” Bloomberg Businessweek, 6 Jan. 2020
Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(12) Danielle Schlosser, Thomas R. Insel, “A Renaissance for Psychedelics Could Fill a Long-Standing Treatment Gap for Psychiatric Disorders.” Scientific American, 14 Sept. 2021
(13) Op. cit., Sonari Glinton, Slate, 18 Aug 2022 
(14) Hannah Sparks, “Millions more are tripping on psychedelic drugs than ever before: study,” New York Post: 19 Aug 2022
(15) “How Do Hallucinogens (LSD, Psilocybin, Peyote, DMT, and Ayahuasca) Affect the Brain and Body?” National Institute of Drug Abuse
(16) Kat Eschner, “The Promises and Perils of Psychedelic Health Care,” New York Times, 5 Jan. 2022
(17) “Comfortably Numb: How Psychiatry Is Medicating a Nation,” Medscape J Med. 2008

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Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

di CCDU*

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Lo studio che getta una nuova luce sulle diagnosi psichiatriche

Un nuovo studio, pubblicato da Psychiatry Research, ha concluso che le diagnosi psichiatriche sono prive di valore scientifico nell’identificare specifici disturbi mentali. Lo studio, condotto da ricercatori dell’Università di Liverpool, ha compreso una dettagliata analisi di cinque capitoli chiave dell’ultima edizione del DSM – il manuale dei disturbi mentali – e precisamente: schizofrenia, disturbo bipolare, disturbo depressivo, disturbo da ansia e disturbo dovuto a trauma. I manuali diagnostici come il DSM furono creati con lo scopo di fornire un linguaggio diagnostico comune ai professionisti della salute mentale, tentando di sviluppare un elenco definitivo dei problemi mentali, incluso i loro sintomi. 

Il risultato dello studio si riassume in questi punti: 

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  • Tutte le diagnosi psichiatriche portano a prendere decisioni seguendo regole diverse 
  • C’è un enorme grado di sovrapposizione di sintomi tra le diverse diagnosi 
  • Quasi tutte le diagnosi mascherano il ruolo giocato da eventi traumatici e negativi 
  • Le diagnosi dicono molto poco sul singolo paziente e sul trattamento che necessiterebbe 

Gli autori concludono che l’etichetta diagnostica rappresenta un sistema categorico falso. Nelle parole del Dr. Kate Allsopp, coordinatrice del gruppo di ricerca: “Sebbene le etichette diagnostiche creino l’illusione di una spiegazione, esse sono prive di significato scientifico e possono creare stigma e pregiudizio. Spero che questo studio possa incoraggiare i professionisti della salute mentale a pensare al di là delle diagnosi e prendere in considerazione spiegazioni per il malessere mentale, come ad esempio traumi e altre esperienze di vita negative.” 

Secondo il Prof. Peter Kinderman, dell’Università di Liverpool: “Lo studio fornisce ulteriore evidenza sull’inadeguatezza dell’approccio diagnostico biomedicale in psichiatria. Le diagnosi, citate spesso e in maniera acritica come “vere malattie” sono di fatto costruite sulla base di criteri assai arbitrari, derivati da schemi incoerenti, confusi e contraddittori. Il sistema diagnostico parte dal presupposto erroneo secondo cui tutta la sofferenza derivi dai disturbi, e si affida a giudizi soggettivi sul cosa sia normale.” 

Rincara la dose il Prof. John Read, dell’Università di East London: “È forse ora di smettere di far finta che queste etichette pseudomediche contribuiscano alla nostra comprensione delle complesse cause del disagio umano, o del tipo di aiuto che ci serve quando ne soffriamo.” 

*Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani

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