Periodico di Inchieste

nCov2019 colpisce il primo italiano. Ma perché lo Spallanzani si rifiuta di applicare le cure sui due cinesi?


I coniugi cinesi ricoverati nella struttura peggiorano, mentre tra i 56 rimpatriati dalla Cina si registra il primo contagio da Coronavirus di un connazionale. Il governo Conte si rifiuta di contenere l’emergenza, i luminari egoisti di applicare le cure a disposizione. Mica c’entrano i soliti vaccini?



Stando a fonti ufficiali, si è registrato il primo contagiato italiano da Coronavirus. L’uomo è un residente di Luzzara, in Emilia Romagna. Qui sarebbe rientrato dopo una breve permanenza in Cina. L’Ansa dà conto del fatto che l’uomo è rientrato assieme a 55 connazionali: potrebbe dunque fare parte dei rimpatriati dalla Farnesina giunti all’aeroporto militare di Pratica di Mare, a meno che non ci siano stati altri gruppi di rimpatrio di cui il governo Conte non ha inteso dare notizia. Al rientro il giovane non ha manifestato alcun sintomo, ma ben presto ha notato di avere segni di inappetenza, cioè di non voler mangiare.


In Germania il primo contagio asintomatico tramite una donna d’affari cinese in apparente buono stato si salute

La notizia della positività si è diffusa tra i militari, per i quali ora si starebbe pensando di predisporre la quarantena. Il trentenne manifesta febbre e la tipica iperemia congiuntivale, che porta a un aumento dell’afflusso di sangue nell’occhio. In queste ore dall’Istituto Spallanzani e dall’Istituto superiore della Sanità si stanno diffondendo rassicurazioni sulle condizioni e sulla “asintomaticità”. Come abbiamo già scritto, in Germania negli scorsi giorni si è verificato proprio il primo contagio asintomatico, cioè in assenza di sintomi. Il virus è viaggiato a bordo di un aereo assieme a una donna d’affari di Shangai, ed è passato a un tedesco poi ricoverato a Monaco.


Peggiorano le condizioni dei due cinesi ricoverati allo Spallanzani

Intanto all’istituto nazionale per le malattie infettive Lazzaro Spallanzani di Roma è ricoverata la coppia di cinesi, cui – stando a quanto affermato dai medici della struttura – vengono somministrati antibiotici e medicinali a uso locale. Forse complici i diktat dell’Aifa, per i due cinesi non si sta tentando nessuna delle cure disponibili che già hanno dato ottimi risultati sia in Cina (ne dava conto l’equipe cinese che ha curato i primi 41 infetti, quando ancora l’epidemia avrebbe potuto essere contenuta) che in Russia.


In Russia il Ministero della Salute ha messo a disposizione delle sanitarie una lista con circa trenta farmaci efficaci

In Russia invece il Ministero della Salute Pubblica e il Dipartimento Federale di Igiene e Salute hanno messo a disposizione di tutte le strutture sanitarie uno studio di 52 pagine (sotto) e una lista di circa trenta farmaci efficaci. Ne ha dato annuncio nel corso di una conferenza stampa l’epidemiologo Gennady Onishchenko. In Italia, per instaurare un improbabile paragone, il dicastero dell’Istruzione del neo-ministro Azzolina manda a scuola i bambini tornati dalle gite in Cina, e soprattutto il ministero della Salute di Roberto Speranza guarda più alle rassicurazioni che a diramare buone e ovvie pratiche di igiene e prevenzione (qui quelle pubblicate in Cina).



In Italia invece il governo Conte e la Farnesina avevano tentato di riaprire i voli passeggeri in piena emergenza

Mentre crescevano i decessi, che quasi toccano il numero 700 (secondo la CNN già superato) e si registrava il primo contagio di un italiano, il governo Conte e la Farnesina di Luigi Di Maio, Emanuela Del Re, Marina Sereni e il fashionista Ivan Scalfarotto (che non diserta neppure un incontro sull’emergenza moda, in Italia come all’estero) cercavano di entrare di nuovo nelle grazie di Pechino tentando di aprire i voli passeggeri alla chetichella, senza fare nessun annuncio. Come se la controversa decisione di lasciare invariati i voli Cargo – mentre in Cina è anche allarme alimentare – e la bugia di fine gennaio sui voli passeggeri non fossero stati abbastanza. La chiarezza del viceministro degli Esteri Qin Gang, che ha dato l’annuncio in Cina, ha però rovinato i piani, e l’esecutivo è stato costretto a marcia indietro con una smentita ufficiale, diramata in queste ore.


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