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Si parla tanto di una minaccia nucleare che a diversi analisti di geo-politica appare infondata, ma si parla ancora poco della possibile guerra biologica – un’altra, subito dopo il covid – che si agita ai confini della Russia e della stessa Ue. Lo scorso 6 marzo RIA Novosti ha pubblicato il documento relativo all’ordine del Ministro della Salute ucraino Viktor Lyashko di distruggere gli agenti patogeni e i documenti compromettenti nei laboratori biologici finanziati dal Pentagono di Poltava e Kharkiv. Stranamente tra i media mainstream nostrani sempre pronti a fare da cassa di risonanza ai sottoposti di Zelensky, la notizia non ha avuto alcuna eco. C’è una buona ragione e risiede nei rapporti – di cui si dirà più avanti – intercorsi tra alcune organizzazioni del nostro Paese e uno di questi bio-laboratori.

Fonte: Agenzia di stampa RIA Novosti

L’11 marzo Ansa rilanciava un monito analogo dell’OMS che era tutto un’ammissione, quello cioè di “distruggere gli agenti patogeni ad alto rischio nei laboratori sanitari per prevenire potenziali fuoriuscite”.

“L’Oms ha raccomandato all’Ucraina di distruggere gli agenti patogeni ad alto rischio nei laboratori sanitari per prevenire potenziali fuoriuscite. Lo riferisce la Cnn. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha “fortemente raccomandato” al Ministero della Salute in Ucraina di distruggere in sicurezza “agenti patogeni ad alta minaccia” che potrebbero essere ospitati nei laboratori di salute pubblica del Paese al fine di prevenire “eventuali fuoriuscite. L’Oms ha anche incoraggiato “lo smaltimento sicuro e protetto di qualsiasi agente patogeno” e si è messa a disposizione per assistere se necessario e ove possibile”.

Il riferimento è ai 194 laboratori ucraini dove – almeno dal 2012 – si studiano patogeni in grado di colpire umani e animali e di contaminare spazi naturali (per esempio fiumi, laghi o piantagioni). Coronavirus, Lassa, febbre suina, peste, antrace, la lista è davvero infinita: si parla di migliaia tra virus e batteri e altrettanti esemplari di campioni di DNA di genotipi specifici schedati dai medici finanziati dal Pentagono. Un faro sull’argomento è stato acceso da RT Spagna dopo la conferenza stampa degli scorsi giorni del comandante delle truppe per la Protezione radiologica, chimica e biologica Igor Kirillov, dove è stata resa nota parte della documentazione comprovante la presenza di laboratori dove si effettua anche sperimentazione umana (reazioni a vaccini e farmaci, studi sul DNA e sull’RNA, trasmissioni di virus e batteri dagli animali all’uomo). Emblematico il caso di 4000 soldati ucraini – svelano i carteggi – volontariamente esposti a una forma di febbre emorragica.

Per uno di questi bio-laboratori – l’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv – Rainews e AGI hanno perfino fatto una vera e propria levata di scudi, pubblicando due articoli quasi identici, non solo nel titolo:
Ucraina, Science: “La propaganda russa diffonde fake news sulla ricerca scientifica”
La propaganda russa diffonde fake news sulla ricerca internazionale

Il legame tra medici e organizzazioni italiane e lo IEKVUM

Scavando di un livello e incrociando i dati emersi dai documenti resi noti, si scopre che l’Italia fa parte dei Paesi che collaboravano/collaborano con l’Istituto di Medicina Veterinaria di Kharkiv (e presumibilmente con altri) assieme a Polonia, Danimarca, Serbia, Germania, Cina, Svizzera, Gran Bretagna, Spagna, Canada, Svezia e Francia. Come si può notare, se si mette da parte la Cina sono tutti Stati che stanno difendendo la retorica dell’invasione ucraina e stanno ignorando il problema dei laboratori biologici. Nella Republika Srpska a maggioranza serba la guerra in Ucraina ha addirittura fatto scoppiare un conflitto parallelo con le popolazioni croato-bosniache, mentre per quanto riguarda la Danimarca si è parlato a più riprese di una possibile e funzionale annessione alla NATO, proprio mentre il Paese si prepara – il prossimo 1 giugno – a esprimersi tramite referendum su una possibile sottomissione alla Difesa dell’Unione Europea.

Non è la difesa del popolo ucraino a motivare la retorica degli interventisti

Non è, insomma, la “causa ucraina” o “il popolo ucraino” – ignorato dal 2014 in poi, anche mentre avvenivano sanguinosi scontri nel Donbass – a motivare i vari governi che stanno inviando armi e capitali, ma piuttosto il desiderio di nascondere le proprie responsabilità e di tutelare i cospicui investimenti fatti in ambito – ancora una volta – sanitario e sperimentale. Se il covid è stata una “guerra” (biologica, più che figurata), un altro conflitto silenzioso e silenziato avveniva in un’Ucraina piegata da morbi un tempo messi da parte e poi – contestualmente alla presenza di laboratori – riesumati. Nel 2017 a Kharkiv si verifica un focolaio di Epatite virale A e altri simili si verificano a Zaporizhye, Mykolaev e Odessa (tutte zone interessate dall’operazione speciale russa di bonifica dai laboratori e dai presidi NATO). Sempre a Kharkiv nel 2019 si verificano nuovi focolai, prima di meningite e poi nuovamente di Epatite, che questa volta si manifesta in 328 soggetti, il 52% dei quali bambini.

La zona è interessata dalla presenza del Karkhiv Regional Laboratory Center, struttura dislocata al confine con la Russia finanziata dal Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti. Consultando fonti aperte, è possibile accertare due finanziamenti (uno da 1,64 milioni di dollari e uno da 440 mila dollari) erogati tramite l’appaltatore generale Black & Veatch. Non è l’unica struttura a fare capo al Pentagono, e qui torniamo al laboratorio che vanta una partnership “primaria” con organizzazioni italiane e dunque all’Istituto di Medicina Veterinaria Sperimentale e Clinica di Kharkiv. Il Centro sorge o sorgeva (la città, al pari delle altre che ospitano laboratori e presidi NATO, nelle ultime settimane è stata interessata da diversi attacchi) sull’edificio originario della vecchia clinica del 1923 in via Pushkinskaja 83, protetto da ampie mura perimetrali e alti viali alberati che lo circondano sui quattro lati.

Nel 2015 sugli insediamenti originari si sviluppa un laboratorio moderno che lavora su patogeni letali, organizzato in uno dei sotterranei dell’Istituto e ad accesso impedito ai medici ucraini. Prevalente la componente americana, ma molti sono anche i professori e le professoresse italiani. Dopo i primi cospicui foraggiamenti devoluti dall’amministrazione Obama (che, ancora senatore, visiterà il complesso per vedersi “sventolare davanti una fialetta di antrace e una di peste”, dirà in un suo libro) sorgono i problemi: i rubinetti vengono chiusi dagli stessi democratici e e al plesso rimangono i problemi di gestione e soprattutto conservazione dei patogeni. Il rischio di fuoriuscite diventa un problema concreto, ammesso dallo stesso ex presidente degli USA: “Vidi un frigo tenuto chiuso da un filo”, è il racconto allarmante che farà più tardi.

Per comprendere il pericolo agitato ai confini della Russia e della stessa Europa, bisogna sottolineare che lo IEKVUM comprende/comprendeva una raccolta di virus di malattie animali, collezioni di determinati pool genetici, colture cellulari per la medicina veterinaria e le biotecnologie. Negli anni l’Istituto ha studiato, sperimentato e manipolato i virus di aviaria, tubercolosi e altri che provocano malattie nelle zanzare, nelle api, negli uccelli e nei pesci. Il lavorìo sotterraneo prendeva corpo in 14 laboratori (uno specializzato proprio sull’aviaria) una stazione di ricerca e 5 centri di produzione. Il tutto in pieno centro di Karkhiv, ma sottoterra, al riparo da sguardi indiscreti, mentre il livello superiore (in alto, nella foto), appariva come un normale centro di ricerca. Moltiplicare almeno per cento (periferia di Kiev, Lviv, Zaporizhzhya, Mykolaiv) per comprendere l’altro volto dell’Ucraina nascosto dalla macchina della propaganda e dai dispacci dei servizi segreti esteri pilotati dalla CIA. E il ruolo delle organizzazioni italiane coinvolte, come accennato, è tutt’altro che secondario, essendo collegate a laboratori con il più alto livello di rischio biologico.

Da chi sono finanziati i biolaboratori in Ucraina

Sui finanziamenti di questi laboratori biologici è già stato scritto molto dopo la fuga di informazioni che è avvenuta tra fine febbraio e inizio marzo e dopo il punto stampa del comandante delle truppe per la Protezione radiologica, chimica e biologica Igor Kirillov. Oltre al Pentagono, le strutture possono contare sui foraggiamenti delle solite fondazioni sorosiane, sull’incubatore Black & Veatch e sulle iniezioni di capitale da parte dei Paesi coinvolti. Un ruolo cardine ha la famiglia Biden, legata – abbiamo scritto due anni fa – a doppio filo con l’Ucraina. Il riferimento è alla società di investimenti Rosemont Seneca Partners, fondata nel 2009 dal rampollo che ha avuto tanta parte anche nella nota vicenda Burisma. Gli affari erano intrecciati a quelli di Metabiota, azienda con sede a San Francisco specializzata in patogeni in grado di scatenare pandemie.


Direttore e Founder di Rec News, Giornalista. Inizia a scrivere nel 2010 per la versione cartacea dell'attuale Quotidiano del Sud. Presso la testata ottiene l'abilitazione per iscriversi all'Albo nazionale dei giornalisti, che avviene nel 2013. Dal 2015 è giornalista praticante. Ha firmato diverse inchieste per quotidiani, siti e settimanali sulla sanità calabrese, sulle ambiguità dell'Ordine dei giornalisti, sul sistema Riace, sui rapporti tra imprenditoria e Vaticano, sulle malattie professionali e sulle correlazioni tra determinati fattori ambientali e l'incidenza di particolari patologie. Più di recente, sull'affare Coronavirus e su "Milano come Bibbiano". Tra gli intervistati Gunter Pauli, Vittorio Sgarbi, Giulio Tarro, Armando Siri, Gianmarco Centinaio, Michela Marzano, Vito Crimi, Daniela Santanché. Premio Comunical (2014, Corecom/AgCom). Autrice de "I padroni di Riace - Mimmo Lucano e gli altri. Storie di un sistema che ha messo in crisi le casse dello Stato". Telegram: t.me/zairabartucca Twitter: @Zaira_Bartucca www.zairabartucca.it

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Commenti

16 Comments

  1. Roberto Esse

    7 Aprile 2022 at 15:36

    La Cina ha sempre avuto un ruolo ambiguo, non a caso il Covid è stato creato a Whuan, con Fauci e co. che finanziavano. Non credo proprio che i cinesi fossero ignari di quanto stesse succedendo, ma anzi la pandemia serviva a loro come alla Nato, per controllare i popoli.

  2. CARLA D.

    7 Aprile 2022 at 00:39

    Posso solo dire che di articoli così se ne leggono pochi, quindi avanti incuranti di chi sa solo criticare invece che fare, la verità deve emergere basta manipolazioni!!!!

  3. Kappa

    7 Aprile 2022 at 00:15

    Grazie per questa inchiesta interessante e ben scritta

  4. Giovanni

    6 Aprile 2022 at 19:09

    Il fatto che nell’articolo si parli di “intervento” e di “operazione speciale” ma mai di guerra la dice lunga. Si parla di propaganda ucraina, che esiste ovunque, soprattutto con guerre in atto, ma qui siamo ben oltre i livelli di decenza. Addirittura si dice che attacchino solo le città dove ci sono laboratori, di cui nemmeno Putin e levrov hanno mai parlato. E a bucha? Che cosa hanno bonificato?

    • Redazione

      6 Aprile 2022 at 19:43

      Gentile Vincenzo Contaldi, “Giovanni”,
      la nostra indipendenza ci permette di esprimerci con i termini che riteniamo opportuni e aderenti al contesto, dunque non necessariamente con quelli utilizzati dai media di massa. I livelli di decenza a nostro parere li ha superati il mainstream, con vette di falsificazioni e distorsioni senza precedenti. L’articolo come potrà leggere è piuttosto documentato, ma se ferisce la sua adesione ai dispacci di Kiev può chiudere e passare – serenamente – oltre. Le critiche sono ben accette, per carità, ma accusare una giornalista di indecenza perché si permette di scrivere un’inchiesta – con riferimenti precisi ma forse scomoda – ci sembra un po’ eccessivo.
      Dei laboratori ha parlato in più occasioni il comandante delle truppe per la Protezione radiologica, chimica e biologica Igor Kirillov, adducendo prove documentali a sostegno di quanto affermato. La presenza di biolab, inoltre, è stata ammessa dalla stessa Organizzazione mondiale della Sanità. Su Bucha come saprà c’è una diatriba sulla verosimiglianza di quanto riportato dai mass media: Ucraina e Russia si accusano a vicenda e da più parti si chiede l’avvio di indagini per accertare quanto realmente accaduto.

      • Giovanni

        6 Aprile 2022 at 23:28

        No, sig. Rec news, a me ferisce che un’invasione che sta causando migliaia di morti venga spacciata per, parole vostre, operazione speciale di bonifica. A questo punto immagino che per voi la Nato stia mandando “attrezzature speciali” in Ucraina. Generalmente le armi servono per fare la guerra, che per quanto vi riguarda sembra non esserci. poi per quanto riguarda Bucha, i dubbi li ha solo il Cremlino. ma il punto è che lì, come in tante altre città, non c’erano laboratori, ma la presenza dell’ esercito russo non è assolutamente in dubbio, anche se non avessero ammazzato nessuno. Ciò smentisce l’ affermazione che siano state “bonificate” solo città in cui vi erano laboratori. Infine, toglietemi un altro dubbio: ritenete che ciò che viene asserito dai ministri russi sia sempre verità?

        • Redazione

          7 Aprile 2022 at 00:07

          Quindi dovrebbe avere la stessa compassione per le centinaia di militari ucraini contaminati dalla febbre emorragica e poi deceduti, o dei civili scambiati per spie russe e sottoposti a torture. Non so cosa lei conosca dell’Ucraina e se c’è mai stato: noi a differenza di tanti possiamo parlare con cognizione di causa e per mezzo di fonti di prima mano, perché il co-fondatore di questo sito è ucraino. Dal 24 febbraio il conflitto viene raccontato da Rec News dando spazio a entrambe le parti in causa, tanto che abbiamo raccontato la carenza cronica di derrate alimentari che ci è stata segnalata da persone sul posto e gli avvicendamenti interni all’Ucraina che hanno portato alla cruenta guerra civile del 2014, allora ignorata dai media. Prima di giudicare con superficialità, dunque, dovrebbe prendere contezza di più elementi. Su Bucha anche la Cina ha dubbi, e per quello che ci riguarda è prematuro esprimere giudizi. Potrebbe, per esempio, venire confermata la versione della false flag, e in quel caso lei starebbe inviando al nostro indirizzo accuse ingiustificate e inconsistenti, tanto più che non è stato scritto che sono interessate dall’operazione “solo” le città che hanno biolaboratori. Per rispondere alla sua domanda, non riteniamo affatto che ciò che viene asserito dai ministri russi corrisponda sempre a verità, ma nasciamo come sito che ha preso l’impegno di rendere note le versioni dei fatti che per un motivo o per l’altro vengono tacitate dal mainstream. Potremmo girare il quesito, e domandarle se lei pensa che tutto quello che dice Zelensky sia oro colato.

          • Giovanni

            7 Aprile 2022 at 06:03

            Grazie per alcuni chiarimenti. Per rispondere ad alcune sue domande. Non sono mai stato in Ucraina, ma ho una compagna lettone, suoceri lettoni e figli mezzi lettoni, e sono 15 anni che vado e vengo da quei posti, così come conosco bene gli altri stati baltici. So perfettamente la loro storia, il modo di fare sovietico e l’opera di ingegneria sociale che ha creato i cosiddetti russofoni. Non l’ho appresa dal mainstream, ma l’ho vista coi miei occhi in ogni angolo e l’ho ascoltata dalle persone. Non certo da quelle che festeggiano il capodanno alle 23 perché pensano di vivere in Russia ovviamente. So anche qual’è l’idea che il Cremlino e molti russi ancora oggi hanno dei 14 stati che bel 91 hanno scelto di riappropriarsi della loro identità, delle loro lingue che col russo non condividono nemmeno l’ alfabeto. So delle manovre politiche che ancora oggi la russia attua in questi stati. E non voglio che i miei parenti conoscano di nuovo la guerra o tornare a vivere come 40 anni fa perché un gruppetto di persone hanno deciso che non gli basta vivere nel lusso come fanno tutti i politici del mondo, ma vogliono avere persino i bagni d’oro mentre la gente vive in povertà. Se credo che tutto ciò che proviene da Kiev sua verità? Ovviamente no, come da qualunque altra capitale del mondo. Ma non mi risulta che ci siano soldati ucraini in Russia, né che fosse in agenda una loro invasione.

          • Roberto Esse

            7 Aprile 2022 at 15:47

            Uno dei problemi che non hanno compreso le maggiornaze dei popoli che sono entrati nell’orbita dell’impero anglo americano (ma questo succede anche in Italia, classico esempio di colonia), è che il sistema finanziario globalista controllato da Rothschils & co, elargisce a piene mani quattrini stampati dal nulla, ma in cambio mette il cappio al collo dei paesi, e prima o poi stringe il laccio, rubando tutto il possibile in termini di beni reali e risorse. Classico esempio sono gli accordi con il FMI (l’Ucraina non fa eccezione), la Banca Mondiale, la BCE, ecc… In Italia ne sappiamo qualcosa, dove abbiamo un servo massone che è dal 92, che sta depredando tutto il possibile, cedendo, in complicità con altri sicari, settori strategici del paese. Purtroppo per chi non l’ha ancora capito, il sistema è destinato all’implosione, essendo matematicamente insostenibile nel tempo, e il risveglio per costoro sarà molto brusco quanto disastroso.

    • Cave Canem

      7 Aprile 2022 at 00:27

      Lei non sa di cosa sta parlando e forse non ha capito cosa ha letto, io faccio i miei complimenti a questi giovani onesti e coraggiosi, a leggere commenti come il suo li si apprezza ancora di piu’

  5. francesco

    6 Aprile 2022 at 15:21

    Complimenti, Bell articolo dettagliato.

    • Redazione

      6 Aprile 2022 at 15:30

      Grazie Francesco!

  6. Carlo Cespa

    1 Aprile 2022 at 11:53

    Chissà se il governo dei migliori lo può spiegare…🤬🤬🤬

  7. Carmen

    31 Marzo 2022 at 14:54

    La ringrazio per l’onestà intellettuale e l’oggettività sempre più rari nel suo settore

    • Maurizio

      20 Aprile 2022 at 19:30

      Concordo grazie il vostro lavoro mi fa credere che esiste ancora qualche vero giornalista

      • Redazione

        20 Aprile 2022 at 19:32

        Grazie a te Maurizio!

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Lavrov sulla durata dell’operazione russa in Ucraina

Il ministro degli Esteri russi rassicura: “nessuna terza guerra mondiale”. Poi critica gli USA: “utilizzano gli ucraini per colpire la Russia e rifiutano il disarmo nucleare”. L’annuncio dell’apertura di un fascicolo sulla stampa italiana di sistema per “violazione dei diritti fondamentali”

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Lavrov su quanto durerà l'operazione russa in Ucraina | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergej Lavrov ieri ha partecipato a un programma tv italiano di fascia serale. Il format televisivo nelle puntate delle scorse settimane aveva dato spazio solo alla versione di Kiev, mentre questa volta ha dato modo alla parte russa di replicare e di fornire la propria versione dei fatti. Ecco cosa ha detto Lavrov.

Sulla presunta “terza guerra mondiale” menzionata dai media occidentali mainstream

“Nessuna terza guerra mondiale, solo tutto il mondo occidentale e i media occidentali lo credono. La Russia non ha mai smesso di agevolare gli accordi. Una guerra mondiale non avrebbe vincitori, quindi non sarà mai iniziata.

Sugli accordi violati dagli USA sulla non proliferazione delle armi nucleari

“Putin e Biden su iniziativa russa lo scorso anno hanno chiuso accordi contro la guerra nucleare. Putin chiede di creare un summit con i cinque membri permanenti dell’Onu contro la guerra nucleare, ma gli Stati Uniti stanno frenando.

Non bisogna tuttavia sottovalutare i rischi che esistono. Zelensky ha detto che l’Ucraina si è sbagliata a rifiutare le armi nucleari. Ci sono state anche dichiarazioni di questo tipo da parte della Polonia.

Anche la Francia ha armi nucleari, ma questi aspetti non attirano l’attenzione dei media occidentali. Questo non gli fa onore. Tre anni fa il presidente Putin ha presentato delle nuove armi ultrasoniche che hanno cominciato ad attirare la nostra attenzione quando gli Stati Uniti hanno stracciato gli accordi sulla non proliferazione del nucleare.

Sappiamo che le armi americane se verranno usate saranno rivolte contro la Russia e contro la Cina. Eravamo pronti per un nuovo accordo sui nuovi sistemi che sono comparsi e che compariranno, ma i negoziati sono stati interrotti”.

Sulle frange neo-naziste in Ucraina e sul battaglione Azov

“I target dell’operazione russa sono state le infrastrutture militari utilizzate per fare pressione sulla popolazione civile e sulla Russia. Attacchiamo i target militari per colpire i radicali ucraini. I colpi deliberati non provengono dalla Russia ma dai missili ucraini Tochka U che hanno colpito le abitazioni civili e sono chiaramente utilizzati per terrorizzare la popolazione civile dell’Est”.

La maggior parte delle persone è stanca di questa oppressione che ha dovuto subire dopo il sanguinoso colpo di stato del 2014 ai tempi di Yanukovich, con l’instaurazione del regime nazista ucraino supportato dagli americani e con l’introduzione di leggi neo-naziste. Il regime ucraino ha violato gli accordi di Minsk e gli accordi di non ricorso alle armi. Cn nostro grande rammarico, non ci è restato altro che avviare le azioni di contrasto”.

Su Hitler e sul fatto che “avrebbe avuto origini ebraiche”

“La nazificazione esiste. Sono stati i militari del battaglione Azov che hanno sul loro corpo e sulle divise simboli riconducibili alle SS e che inneggiano al Mein Kampf. Anche Hitler come Zelensky avrebbe avuto origine ebraiche, quindi non significa assolutamente nulla. I maggiori antisemiti della storia sono stati proprio gli ebrei.

Questi neo-nazisti si sono infiltrati nelle linee regolari dell’esercito. Il battaglione Azov è un’organizzazione dichiaratamente neo-nazista. Zelensky ha detto del battaglione Azov che “sono come sono” e il giornalista che ha fatto l’intervista non ha mandato in onda questa frase. I media utilizzano i neo-nazisti per la lotta contro la Federazione Russa.

Il battaglione Wagner è un corpo privato che non ha a che fare con lo Stato russo. Assieme ad altri battaglioni ora si trova in Africa per condizioni commerciali”.

Sui mercenari stranieri che stanno supportando i neo-nazisti

“In Ucraina mercenari e ufficiali occidentali sono tra le fila dei militari ucraini. Le leggi neo-naziste sulla lingua, sulle tradizioni e sulla cultura non riguardano qualche decina di migliaia di radicali ma tutti gli ucraini, così come le feste dedicate a Stephan Bandera” (un collaborazionista nazista nato nell’attuale territorio dell’Ucraina dell’Ovest che fondò l’OUN, partito di ispirazione fascista, ndr).

Sull’Italia e sui media di sistema italiani: “Aperto un fascicolo per violazione dei diritti”

“L’Italia è in prima fila tra coloro che non solo adottano sanzioni anti-russe, ma promuovono anche tutte le iniziative anti-russe. Pensavamo che l’Italia avesse un approccio diverso sulla giustizia e sui diritti fondamentali per la sua storia, oltre che buone norme diplomatiche ed etica giornalistica. Forse ci siamo sbagliati.

La nostra ambasciata ha inviato i materiali e ha aperto un caso riguardo alla violazione dei diritti fondamentali da parte della stampa italiana”.

Sui programmi anti-russi della NATO

“Ho letto molto sui legami con la famiglia Biden e l’Ucraina, ma io credo che ci siano da parte degli USA programmi a lungo termine portati avanti da tutta la dirigenza americana per trasformare l’Ucraina in una minaccia.

E’ per questo che hanno ampliato la militarizzazione dell’Ucraina e hanno organizzato esercitazioni sotto l’egida della NATO, sempre in chiave anti-russa. Questo progetto anti-russo si nota anche quando sentiamo che la Russia deve essere sconfitta”.

Sui negoziati abbandonati dalla parte ucraina

“Abbiamo iniziato le trattative su iniziativa di Zelensky e a marzo c’erano i presupposti per pensare che il presidente ucraino fosse pronto a rendere l’Ucraina neutrale. Noi abbiamo risposto che a queste condizioni eravamo d’accordo, tolti i territori di Crimea e Donbass. A loro andava bene, ma poi le condizioni sono state modificate”.

Su Bucha

“Il 30 marzo i militari russi sono usciti da Bucha e il sindaco ha detto che la città era libera. Due giorni dopo è stato costruito tutto ed è palese che si tratti di una fake news. Vogliamo che Zelensky dia l’ordine di cessare le ostilità e di tutelare la sicurezza delle persone a Est, che non devono essere più minacciate.

Noi non vogliamo un cambio di regime in Ucraina, in queste sono cose sono specializzati gli Stati Uniti, non noi”.

Sull’acquisto di gar russo da parte dell’Europa

“Le banche occidentali hanno rubato un sacco di soldi in euro e dollari a Gazprom. Volete pagarci tenendo i soldi nelle vostre banche occidentali? Noi abbiamo proposto di pagare in rubli. Per i clienti delle forniture non cambia assolutamente nulla, non cambiano i prezzi”.

Sui tempi dell’operazione russa in Ucraina

Il 9 maggio è una tradizione sovietica, ma quest’anno nel corso della ricorrenza concentreremo i nostri sforzi per difendere la sicurezza della popolazione civile ucraina dell’Est. I nostri militari non pianificheranno le loro azioni in base a una data.

I tempi e i ritmi dipendono dalla necessità di minimizzare i rischi per la popolazione civile ucraina e per i militari russi”.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

A chi andranno i 610 milioni stanziati dal governo per l’Ucraina

Supera il mezzo miliardo di euro lo stanziamento del governo che dovrebbe andare a beneficio “dei profughi ucraini”. Mentre in tutta Europa è corsa alla speculazione e alla capitalizzazione dei rifugiati, è lecito domandarsi se e in che modo i fondi andranno a coprire le spese vive e urgenti di chi ne ha davvero necessità. Anzitutto, come saranno ripartiti?

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A chi andranno i 610 milioni stanziati dal governo per l'Ucraina | Rec News dir. Zaira Bartucca

Supera il mezzo miliardo di euro lo stanziamento del governo che dovrebbe andare a beneficio “dei profughi ucraini”. Mentre in tutta Europa è corsa alla speculazione e alla capitalizzazione dei rifugiati, è lecito domandarsi se e in che modo i fondi andranno a coprire le spese vive e urgenti di chi ne ha davvero necessità. Anzitutto, come saranno ripartiti? Stando a quanto si è potuto apprendere, il blocco più cospicuo di finanziamenti di circa 450 milioni sarà teoricamente devoluto agli ucraini che giungono in Italia.

Non a tutti (per esempio non a chi può provvedere con una sistemazione autonoma), ma solo a chi è disposto ad entrare nel regime di accoglienza dei CAS e delle strutture convenzionate e, soprattutto, alle organizzazioni che proliferano sull’accoglienza, in Italia come in Ucraina. In particolare, 6 milioni andranno all’Unicef ucraino; altri 6 milioni allo “Ukraine Humanitarian Fund” dell’Ocha (Onu), 4 milioni andranno al Comitato Internazionale della Croce Rossa in Ucraina, 8 milioni all’Unhcr nei Paesi della regione e 2 milioni alla Federazione Internazionale delle Società della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa. Tanto ha fatto sapere il viceministro agli Affari Esteri Marina Sereni.

Ben 110 milioni sul totale devoluto di 610 milioni andranno poi nelle casse della governo ucraino per “assistenza finanziaria”. Lo ha specificato il premier Mario Draghi nel corso dell’intervento che ha tenuto nell’ambito della raccolta fondi internazionale “Stand Up for Ukraine”.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Mariupol “liberata”, il bilancio di Shoigu

Era la roccaforte del battaglione nazista Azov. Intanto gli alti vertici militari russi fanno sapere che la zona dell’acciaieria Azovstal verrà “sigillata” e che le operazioni saranno completate “in circa quattro giorni”

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Mariupol "liberata", il bilancio di Shoigu | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Le forze armate della Federazione Russa e la milizia popolare della Repubblica Popolare di Donetsk hanno liberato Mariupol. I restanti nazionalisti si nascondono nella zona industriale dell’acciaieria di Azovstal. Mariupol è un importante centro industriale e il principale snodo dei trasporti sul Mar d’Azov. Nel 2014, il regime di Kiev ha dichiarato la città la capitale temporanea della regione di Donetsk, e durante i successivi otto anni è stata trasformata in una potente roccaforte e la base dei nazionalisti ucraini di estrema destra. In realtà, era la capitale del Battaglione Azov”.

“Una grande quantità di armi pesanti e hardware militare sono stati distribuiti in città, tra cui carri armati, i sistemi di lanciarazzi multipli Smerch e Uragan, sistemi di artiglieria pesante e complessi missilistici Tochka-U. Tochka-U ha una distanza di 120 chilometri, mentre la distanza da Mariupol alla città russa di Taganrog è di 94 chilometri e approssimativamente la stessa a Rostov, la capitale del distretto federale meridionale”.

“La città è stata rifornita di missili, munizioni, carburante e lubrificanti e provviste alimentari per lunghe ostilità. Le principali infrastrutture, tra cui il porto marittimo e il corso d’acqua, sono state minate e bloccate con gru galleggianti. La maggior parte delle navi appartiene a Stati stranieri”.

“Per quanto riguarda i veicoli corazzati, vi erano 179 carri armati e veicoli corazzati da combattimento, 170 cannoni e mortai vari, tra cui lanciarazzi multipli che ho già menzionato, i sistemi Smerch e Uragan. Quando la città è stata circondata l’11 marzo, c’erano più di 8.100 truppe delle forze armate ucraine e unità nazionaliste nella città, così come mercenari stranieri, che formavano un gruppo ampio. Durante l’operazione di liberazione della città, oltre 4.000 di loro sono stati neutralizzati, 1.478 si sono arresi, e il restante gruppo di oltre 2.000 è stato bloccato nella zona industriale dello stabilimento di Azovstal”.

“Nei loro sforzi di resistenza, i nazionalisti hanno usato quasi tutti gli edifici residenziali come postazioni fortificate. I veicoli corazzati e l’artiglieria sono stati posizionati ai piani terra e i cecchini hanno preso ai piani superiori. C’erano anche unità separate armate di ATGM. I residenti sono stati portati ai piani intermedi e negli scantinati e utilizzati come scudi umani. È stato fatto in quasi tutti i condomini”.

“Durante la ritirata, l’esercito ucraino e i battaglioni nazionalisti a Mariupol e in altre città ucraine stavano usando i civili come copertura. Siamo a conoscenza di quattro casi in cui, per coprire il loro ritiro, hanno fatto uscire le persone dagli scantinati. L’ultimo incidente è stato quattro giorni fa, quando stavamo liberando l’area portuale e hanno fatto quasi tutti lasciare grattacieli in modo che potessero fuggire lasciando dietro di sé rovine, compresi i siti socialmente importanti e culturali completamente distrutti”.

“Mentre liberava Mariupol, l’esercito russo e le unità della milizia popolare dal DPR hanno preso ogni precauzione per salvare vite civili. Dal 21 marzo sono stati creati quotidianamente corridoi umanitari per evacuare civili e cittadini stranieri”.

“I militari delle forze armate ucraine e i militanti dei battaglioni nazionalisti sono stati incoraggiati a deporre le armi. Naturalmente, gli sono stati garantiti la vita, la sicurezza e l’aiuto medico”.

“Siamo rimasti in comunicazione quotidiana con il vice primo ministro dell’Ucraina [Irina] Vereshchuk per quanto riguarda gli atti umanitari pianificati, che includevano corridoi e trasporti, sia ambulanze che autobus. Occasionalmente, sono stati messi a disposizione fino a 100 autobus di questo tipo e da 25 a 30 ambulanze al giorno”.

“Le missioni diplomatiche straniere si sono messe in contatto con noi in vari modi perché i loro cittadini erano lì. Siamo stati in grado di liberare ed evacuare molti di loro da Mariupol come parte di queste iniziative umanitarie. Abbiamo inviato notifiche ufficiali all’Ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati, alle strutture competenti dell’OSCE, al Comitato internazionale della Croce Rossa e ad altre organizzazioni internazionali, indicando l’ora e il luogo di tali iniziative. In alcuni casi, abbiamo persino insistito sulla loro presenza per assicurarci che tutte le regole umanitarie fossero rispettate nella misura del possibile, considerando il fuoco costante e senza fine proveniente dai battaglioni nazionalisti e dalle forze armate ucraine”.

“Nonostante la resistenza dei combattenti e di tutti gli altri, siamo stati in grado di evacuare 142.711 civili da Mariupol dopo che sono state emesse istruzioni in questo senso. Abbiamo liberato tutti gli ostaggi al porto, compresi gli equipaggi marittimi. Coloro che li hanno presi in ostaggio hanno danneggiato i loro sistemi di comunicazione in modo che non potessero entrare in contatto con nessuno”.

“A partire da oggi, l’esercito russo e la milizia popolare della Repubblica Popolare di Donetsk controllano tutta Mariupol, bloccando in modo affidabile il territorio Azovstal con ciò che rimane delle forze nazionaliste e dei mercenari stranieri”.

“Negli ultimi due giorni abbiamo dichiarato un cessate il fuoco tra le 14 e le 16, fermato tutte le azioni militari e aperto corridoi umanitari per consentire ai civili che potrebbero essere ad Azovstal di andarsene”.

“Abbiamo preparato circa 90 autobus per loro, e 25 ambulanze. Naturalmente, considerando tutte le distorsioni che affrontiamo, abbiamo installato le telecamere delle forze aerospaziali russe e abbiamo ricevuto il flusso quasi in tempo reale qui al centro di comando. Nessuno ha lasciato Azovstal. Tuttavia, altri civili, oltre 100, sono stati in grado di evacuare. Si è trattato di uno sforzo importante per noi negli ultimi giorni e lo abbiamo portato avanti insieme a tutte le organizzazioni internazionali competenti”.

“La città è ora calma, il che ci consente di iniziare gli sforzi per ripristinare l’ordine, consentire alle persone di tornare alle loro case e riportare la vita pacifica in città. Per quanto riguarda coloro che si nascondono ad Azovstal, abbiamo sigillato in modo affidabile il suo perimetro e abbiamo bisogno di tre o quattro giorni per completare questo sforzo ad Azovstal”.

E’ quanto ha affermato il ministro della Difesa Sergej Shoigu nel corso della relazione fatta al presidente della Federazione russa Vladimir Putin.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Ucraina, il Parlamento europeo promuove una “war room” per censurare la versione dei fatti da parte russa

Proprio il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazi-fascismo, in Ue si pensa di infliggere un duro colpo alla libertà di espressione, al diritto di critica e a quello di cronaca. Si terrà proprio in questo giorno presso il Parlamento europeo un vertice in cui verrà discussa la creazione di una “war room” sull’informazione e sui modi approvati di trattare il conflitto russo-ucraino

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La "war room" dell'Ue per censurare la versione dei fatti da parte russa | Rec News dir. Zaira Bartucca

Proprio il 25 aprile, giorno della Liberazione dal nazi-fascismo, in Ue si pensa di infliggere un duro colpo alla libertà di espressione, al diritto di critica e a quello di cronaca. Si terrà proprio in questo giorno presso il Parlamento europeo un vertice in cui verrà discussa la creazione di una “war room” sull’informazione e sui modi approvati di trattare il conflitto russo-ucraino. Le premesse sono – apparentemente – buone: “contrastare la disinformazione e i modi per rafforzare le voci di fatto e di libertà di parola”, ma i presupposti dimostrano la politicizzazione dell’iniziativa.

Tutto, infatti – si legge nell’invito inviato ai giornalisti – verrà esaminato “alla luce dell’invasione dell’Ucraina da parte della Russia”. Perché “è chiaro che c’è uno Stato sovrano attaccato e uno invasore”, è il mantra di un mainstream che si appella di continuo alla sovranità degli Stati sistematicamente ignorata dall’Unione europea e perfino alla terminologia cara al centrodestra in altri contesti bandita.

Ma cosa impareranno i giornalisti che correranno a Bruxelles nella “stanza della guerra” o si collegheranno in streaming per apprendere il giusto scrivere e il giusto parlare? Probabilmente, a riportare pedissequamente quanto proviene da Kiev senza approfondimento e verifica, a ignorare questioni cardine come la presenza documentata di biolaboratori in Ucraina promossi dal Pentagono, a definire i nazisti del battaglione Azov “difensori” e “nazionalisti” e – ovviamente – a forgiare epiteti sempre più dispregiativi per descrivere il presidente della Federazione russa.

Nessuna imposizione, sia chiaro, solo una serie di raccomandazioni. Che succede se i giornalisti non dovessero seguirle? Intanto la censura dei principali social funziona a gonfie vele, e se qualcosa dovesse andare storto sono sempre a disposizione gli squadroni di “fact-checker“, i vari somministratori di olio di ricino digitale e le liste di proscrizione in cui vengono inseriti i comunicatori dissidenti.

L’iniziativa è promossa dal gruppo del PPE, lo stesso del presidente del parlamento europeo Roberto Metsola. I lavori saranno ospitati dall’eurodeputata Eva Maydell e aperti dal presidente del gruppo PPE Manfred Weber.

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CONFLITTO RUSSO-UCRAINO

Ucraina, in alcune zone è iniziata la ricostruzione

Sono 918 gli insediamenti che in questi giorni sono interessati da interventi di ricostruzione e dal ripristino delle forniture

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Ucraina, in alcune zone è iniziata la ricostruzione | Rec News dir. Zaira Bartucca

Si è parlato a lungo di una possibile fine delle ostilità tra Russia e Ucraina per il 9 maggio, data che nei Paesi dell’ex Unione Sovietica coincide con la Giornata della Vittoria sul nazismo. E’ difficile fornire previsioni azzeccate in uno scenario così mutevole, ma alcuni segnali di distensione stanno già giungendo. In Ucraina è infatti già iniziata la ricostruzione di alcune zone. Sono 918 gli insediamenti che in questi giorni sono interessati da bonifiche territoriali e dal ripristino delle forniture di energia elettrica, luce e gas.

Riprende anche il lavoro delle forze dell’Ordine, riaprono banche e uffici e viene nuovamente garantita l’erogazione di cure mediche all’interno degli ospedali. Inizia di nuovo l’attività del personale scolastico e si restaurano le ferrovie e le principali arterie che collegano le città. Da ieri è di nuovo attivo il tratto tra Chernihiv e Nizhyv. Anche a Sumy riprende la circolazione dei treni. Sono molti, inoltre, gli ucraini che stanno facendo marcia indietro e dall’Europa stanno rientrando nelle loro abitazioni. La situazione rimane comunque critica in alcune città, come Kharkiv e Mariupol.

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