Iscrizione Roc (AgCom) n. 31911

Riaperture vs lockdown, quattro modelli esteri da copiare


Quattro Stati che sono stati in grado di accantonare la fobia sociale. Esempi che giungono da fuori e che sono accomunati da un aspetto. E l’Italia ridotta ai domiciliari sta a guardare



La vera fase 1 in Italia è stata quella in cui Giuseppe Conte si rifiutava di porre un freno alle stoltezze imposte dall’Area Schengen e tentava un ponte con Pechino per permettere i voli passeggeri da e per la Cina. La fase 1 é stata quella in cui Speranza diceva che le mascherine non servono a nulla, mentre ora sono diventate la panacea di tutti i mali. E ora? Tutti nella fase 2. Perdurano i domiciliari, ma si cerca l’uscita dei carcerati e l’entrata dei migranti. Aspettare che un virus muoia, del resto, è come attendere l’estinzione dei fili d’erba, e all’estero lo sanno bene. Vediamo come hanno reagito al “coronavirus” quattro realtà diverse tra loro ma accomunate da un’aspetto apparentemente marginale: l’autonomia monetaria completa o parziale. Che sia questo l’aspetto che ha permesso loro di fare i salmoni e di andare controcorrente?


  1. Francia. Ieri dalla conferenza stampa serale Macron (che è a capo di una Repubblica Presidenziale e non, come il confuso Conte, il primo ministro di una Repubblica Parlamentare che crede di poter decidere tutto da solo con la scusa del gruppo di esperti) ha stupito tutti. Gli analisti si attendevano chiusure, mentre l’amico di Angela Merkel ha fatto sapere che la campanella tornerà a suonare già l’undici maggio. In Italia, Azzolina è ancora alle prese con le lezioni via Skype. Pensare che la Francia ha anche, a differenza dell’Italia, una scialuppa di salvataggio costituita dal Franco Fca. Nonostante questo, pare non voglia perdurare in inutili e dannose chiusure. Per esempio, ha mantenuto la Bundesliga, mentre il campionato di serie A è cristallizzato.

Persone nel Volkspark di Friedrichshain, il 18 marzo 2020. Anche a Pasquetta i parchi tedeschi sono stati piuttosto trafficati – Getty Images

2. Germania. Mentre in Italia polizia e carabinieri stanavano con l’ausilio di droni ed elicotteri pericolosi barbecuristi da terrazzo o invitavano alla denuncia privata commensali dissidenti, in Germania si godevano il sole della Pasquetta al parco. Sì, nello Stato europeo che per i media mainstream ha scontato oltre 13mila contagi, se ne fregano bellamente del distanziamento sociale. A casa della Merkel, insomma, moniti come quelli di certi governatori italiani e di certi “esperti” che consigliano di mantenersi in 200 metri, faranno ridere. Anche la Germania ha il suo paracadute economico: la casa della Merkel, quatta quatta, continua a mantenere il Marco in molte regioni, mentre l’Italia continua a perdere tempo con Mes e Coronabond e fa stampare visiere di plastica alla Zecca dello Stato.


3. Svezia. I politici svedesi, in controtendenza rispetto alla gran parte degli Stati, hanno puntato tutto sull’apertura completa. Non uno stadio, parco, cinema, scuola o museo è stato chiuso causa “coronavirus”. Più che sull’inflazionata pseudo-teoria sull’immunità di gregge, pare che abbiano investito tutto su un qualcosa di vecchio come il mondo: la capacità di un organismo sano di reagire alle minacce e di guarire con il lavoro degli anticorpi. Pensare che quotidianamente, a detta di esperti come il presidente dell’Ordine nazionale dei biologi Vincenzo D’Anna, ce la vediamo con centinaia di migliaia di virus sparsi per l’ambiente. Gli svedesi lo sanno, Crisanti, Galli, Ricciardi, Burioni, Locatelli e gli altri, evidentemente no. Ps, anche la Svezia è stata furba: dal 1995 nell’Ue, come la Gran Bretagna e molti altri Stati ha deciso di mantenere la propria moneta autonoma.


4. Federazione Russa. Perché la Russia, che è molto più vicina di noi rispetto alla Cina, ha mantenuto il numero di contagi e di decessi così basso rispetto alla popolazione e ha evitato chiusure totali? Perché ha fatto un qualcosa di semplice che nell’Italia di Conte, Speranza, Guerini e Lamorgese si può solo sognare: chiudere le frontiere, e già da febbraio.


beenhere

Caro amico prima che caro lettore, Rec News ti ricorda che nella Costituzione sono regolati i Diritti inviolabili del cittadino. Essi riguardano il proprio domicilio, cioè il posto dove si abita: è il padrone o la padrona di casa che decide chi vi può accedere e cosa si può fare al suo interno. Ogni cittadino può circolare liberamente all’interno del territorio nazionale (Art.16), riunirsi pacificamente anche in pubblico (Art. 17), professare la propria religione (Art.19) senza limitazioni (Art. 20). Diritto inviolabile è l’espressione del proprio pensiero in forma scritta o parlata (Art.21). Secondo l’Articolo 32 della Costituzione, nessuno può essere obbligato a un trattamento sanitario (tamponi, vaccini, test, ecc.) se non è previsto dalla legge per gravi e documentati motivi. Allo stesso modo, può astenersene se le sue convinzioni religiose o sociali non gli consentono di ricevere trattamenti sanitari. Uno governo Democratico consente il confronto tra le varie forze politiche e include anche le forze d’opposizione. Un premier che agisce secondo principi democratici non fa le leggi da solo o con i tecnici, ma le sottopone al Parlamento.


Iscriviti alla nostra Newsletter!


Lascia una recensione

avatar
  Subscribe  
Notificami
error:

Consigliati

Let’s face it, no look is really complete without the right finishes. Not to the best of standards, anyway (just tellin’ it like it is, babe). Upgrading your shoe game. Platforms, stilettos, wedges, mules, boots—stretch those legs next time you head out, then rock sliders, sneakers, and flats when it’s time to chill.