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“Bisogna cominciare a parlare del rischio, bisogna spostare il fuoco. Bisogna cambiare metodo per calcolare l’incidenza, bisognerebbe considerare tutte le persone che chiamano e comunicano di avere sintomi covid. Questo ci darebbe anche una dimensione geografica”. L’idea – enunciata ad Agorà – è di Andrea Crisanti, padre del “modello” Vo Euganeo, patito di tamponi e impiegato all’Asl di Padova.

Crisanti chiede di tornare a considerare di nuovo tutti come malati Covid19 (come hanno fatto nella “fase 1”), anche chi fa una telefonata per dire che gli gocciola il naso. Perché? Bisogna gonfiare nuovamente i dati per generare ulteriore allarmismo per consentire a Conte e sodali di intervenire ulteriormente sulla proprietà privata, sulle attività economiche, sul sistema scolastico, sulla socialità. Si potrà fare tutto quello che chiedono gli adepti di Agenda 2030, con un’unica scusa: il coronavirus. Cosa stanno tentando di fare e cosa succederà se la dormiente (o compiacente?) opposizione non reagisce assieme alla società civile.

  • Verranno riscritte le regole della proprietà privata. Il governo Conte ha già inaugurato un precedente preoccupante con l’avvio delle requisizioni, che già a Roma servono ad infilare i migranti nelle strutture private. L’appropriazione indebita, l’occupazione di uno stabile, sono state legalizzate col cavillo dell’emergenza. Si tenteranno di instaurare ingiuste e incostituzionali interferenze anche negli esercizi commerciali, su cui in realtà deve decidere il proprietario e non lo Stato, dato che non si tratta di beni pubblici. Eppure l’avvocato delle élite con la scusa del virus (e lui a giocare con gli immobili ci è abituato) tenterà di convincere gli italiani a tagliare di oltre il 60 per cento i posti di ristoranti e cinema, per esempio, prevedendo corsie di entrata e uscita affinché le persone non si incrocino neppure con lo sguardo, perché il virus ormai salta, scivola, striscia e si trasferisce anche per via mentale.
  • La socialità va bandita per legge, perché in tempi di malcontento diventa pericolosa. Al parrucchiere (a meno che i parrucchieri non reagiscano alla pagliacciata) si dovrà andare in fila per uno e su appuntamento, sia mai che si scambia qualche dannosa chiacchiera sullo Stato di Polizia appena instaurato. Questo permetterà, finalmente per loro, l’utilizzo di app in realtà inutili, che hanno tentato di farci mandare giù convincendoci dei presunti pregi di stare stravaccati sul divano davanti alla tv, mentre un fattorino ci vende per il triplo del prezzo quello che avremmo potuto gustare fuori, all’aperto, in compagnia e vista mare.
  • Si viaggerà soli, isolati e indifesi, così sará più facile che si accettino tamponi o punture, circondati da masse di infermieri e Forze dell’Ordine che agiscono, ovviamente, per il nostro bene.
  • La scuola quale organismo in grado di forgiare corpi e menti va cancellata. Bisogna abituare bambini e ragazzi all’isolamento, così saranno più propensi a stare attaccati h24 sui dispositivi. Intanto giocare all’aria aperta – che è una questione salutare oltre che ludica – nel mondo asociale ideale di Conte, Locatelli, Borrelli, Brusaferro, Ricciardi e il resto del Komitet tecnico-scientifico dovrà diventare come minimo illegale.
  • Entrare nelle nostre case con la scusa delle cure a domicilio. Il presentimento già c’era, perché le aziende di telecomunicazioni hanno firmato contratti miliardari con i Comuni, dove rivendicano il diritto di installare dispositivi 5G anche nelle proprietà private, per risolvere i problemi di copertura causati dal “rimbalzo” delle onde sulle pareti. Le prestazioni sanitarie sono un’ottima scusa per mappare gli interni delle abitazioni e la consistenza dei nuclei familiari, senza contare che permetteranno di installare apparecchi che ufficialmente consentono la sorveglianza sanitaria a distanza e, si dirà, interventi tempestivi in caso di bisogno. La chiusura degli ospedali non-covid (ovviamente causa emergenza) e lo stop prolungato di prestazioni sanitarie di qualità, sveleranno l’inganno. Che, cioè, la sanità non c’entra nulla.

Perché l’opposizione non fa il suo lavoro?

Ma perché l’opposizione non manifesta preoccupazione per l’intrusione nella proprietà privata, per le requisizioni, per la cancellazione della scuola? Attenzione alle parole di ieri di Salvini in Senato: “Nessuno pensi di trasformare l’università in un insieme di video-lezioni”. Dunque l’università no (perché ci insegnano gli illuminati colleghi che non vogliono rischiare il precariato) ma la scuola sì. Quella pubblica, ovviamente, perché la classe dirigente manda i propri figli negli istituti privati, dove tra l’altro i vaccini non sono obbligatori. I figli degli altri, intanto, sono carne da macello. Porcellini d’india da laboratorio. Ma non è detto che ricoprire ruoli istituzionali sia solo rose e fiori: la storia insegna che non bisogna solo temere la rabbia cieca delle masse, ma anche i defenestramenti degli esponenti dei partiti di minoranza. Tanto la colpa dei decessi è sempre il coronavirus. All’estero è già successo e il copione, ormai lo abbiamo capito, è uguale dappertutto.

Dove progressisti e sovranisti si incontrano

Salvini e Meloni non solo non chiedono l’uscita dall’Ue, la sfiducia a Conte e il ritorno immediato alle urne finita l’emergenza costruita, ma anzi gli fanno eco. Tanto che la leader di Fratelli d’Italia ha implicitamente sostenuto l’operato del governo sulla chiusura delle Chiese con quel “non capisco cosa vuole dire Salvini”. I motivi sono presto detti: dal punto di vista dell’Ue ci sono tornaconti stabili e immediati dovuti dalla presenza di un’altra vacca da mungere, mentre dal punto di vista delle contingenze il modus operandi è dettato dai piani alti. Lì destra e sinistra, progressisti e sovranisti stanno bene, senza azzuffarsi, perché l’egida e le risorse dell’ONU e degli organismi collegati sono davvero infinite.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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