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Il governo Draghi si è fatto promotore dell’anti-costituzionale certificazione verde e anche del modo di aggirarla. Del Green Pass e dell’anti-Green Pass, dunque. Rec News ne ha dato conto oltre un mese fa riportando e analizzando in esclusiva la circolare del ministero della Salute che introduceva sostanziali novità in tema di esenzione. Un’affare spinoso, perché fortemente interconnesso alla cessione di dati personali e sensibili. Da allora, però, sono intervenuti diversi pronunciamenti rincuoranti.

La certificazione verde – quale misura che impatta sulla libertà personale e che nei fatti impedisce l’esercizio di molteplici diritti – resta comunque il primo provvedimento dal dopoguerra a oggi che si propone di sovvertire quanto tutelato dalla Costituzione. Idealmente figlia del lasciapassare fascista, esiste comunque modo per farne a meno. Anzitutto – come consigliano stimati giuristi – invitando preventivamente esercenti, controllori e quanti altri a mettere per iscritto la richiesta di esibizione del Green Pass. Provare per credere: pochissimi hanno il coraggio di farlo e spesso ci si trova a fare a meno del certificato verde, che non è obbligatorio e non è stato ancora convertito in legge (la Camera il 9 settembre lo ha approvato in prima lettura). Un capitolo a parte meritano gli spostamenti: di fronte ai controllori troppo zelanti che impediscono l’accesso a bus e treni interregionali o agli aerei, l’unica difesa sembra essere quella di cambiare compagnia. Ne esistono molte che stanno ampliando la propria clientela grazie alla scelta di garantire a tutti il libero accesso ai propri mezzi.

Il Green Pass “all’italiana”, inoltre, è in contrasto con la certificazione verde europea, che vieta espressamente ogni discriminazione ai danni della cittadinanza. Per quanto riguarda gli esercizi commerciali, inoltre, il TULPS – il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza – all’articolo 187 stabilisce che il gestore non può rifiutarsi di fornire attività essenziali quali vitto e alloggio, pena una multa fino a 3000 euro. Se non controlla la presenza del Green Pass, invece, la multa è da 400 a 1000 euro ma – trattandosi di una misura anti-costituzionale – è possibile opporsi con un ricorso da vincere a man bassa e con la richiesta di risarcire il danno economico subìto. Ora si pensa di estendere le multe anche a chi decide di non utilizzare il Green Pass nelle Università, nelle scuole e nelle RSA, ma come detto fino all’approvazione definitiva tutto rimane confinato al campo delle ipotesi, contrariamente a quanto tenta di far passare la stampa mainstream.

Non esistono multe per i clienti che decidono di non utilizzare il Green Pass, come pensano erroneamente in molti. Per chi lo ritiene opportuno, esiste inoltre la possibilità di ottenere un’esenzione “ragionata” dal vaccino e conseguentemente dal Green Pass. Deve essere rigorosamente cartacea, non prevedere l’esibizione di dati sanitari privati e vidimata dal proprio medico curante. E’ quanto sta proponendo il dottor Mariano Amici, che dal suo sito invita – per chi ne ha diritto e necessità – all’adozione del seguente testo:

Si attesta che …… nato a ….. , risulta essere soggetto esente dalla vaccinazione anti SARS-COV 2 ai sensi eper gli effetti dell’art.4 co.2 del D.L. 44/2021. Infatti in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, risulta affetto da patologie che non sono oggetto di sperimentazione da parte di alcuna delle Case Farmaceutiche produttrici di vaccini anti Covid e pertanto la mancata sperimentazione costituisce accertato pericolo per la salute del paziente essendo tale la mancata sperimentazione specifica.

La documentazione attestante le condizioni cliniche e la patologia del paziente, non esplicitata per motivi di privacy, e’ stata esibita dal Paziente e l’odierna attestazione viene rilasciata previa valutazione anamnestica dichiarata dal Paziente rispetto alla quale deve trovare rigorosa applicazione il principio di precauzione anche in virtu’ dell’approvazione meramente condizionata dei vaccini anti Covid.

La presente attestazione e’ valida anche per consentire l’accesso ai servizi ed attivita’ di cui al comma 1,art. 3 del D.L. 23-7-2021,n. 105 ed in questo caso e’ valida fino al 30-9-2021 .
Si rilascia in carta libera per gli usi consentiti.

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati

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Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca

“Il Ministro della Salute Orazio Schillaci, a sei mesi dalla sospensione dello stato d’emergenza e in considerazione dell’andamento del contagio da Covid-19, ritiene opportuno avviare un progressivo ritorno alla normalità nelle attività e nei comportamenti, ispirati a criteri di responsabilità e rispetto delle norme vigenti”. E’ quanto si legge in un comunicato stampa del ministero della salute.

“Pertanto anche in base alle indicazioni prevalenti in ambito medico e scientifico, si procederà alla sospensione della pubblicazione giornaliera del bollettino dei dati relativi alla diffusione dell’epidemia, ai ricoveri e ai decessi, che sarà ora reso noto con cadenza settimanale, fatta salva la possibilità per le autorità competenti di acquisire in qualsiasi momento le informazioni necessarie al controllo della situazione e all’adozione dei provvedimenti del caso”.

Verso il reintegro dei sanitari non vaccinati | Rec News dir. Zaira Bartucca
Il ministro della Salute Orazio Schillaci

“Per quanto riguarda il personale sanitario soggetto a procedimenti di sospensione per inadempienza all’obbligo vaccinale e l’annullamento delle multe previste dal dl 44/21 – fa sapere ancora il ministero della Salute – in vista della scadenza al prossimo 31 dicembre delle disposizioni in vigore e della preoccupante carenza di personale medico e sanitario segnalata dai responsabili delle strutture sanitarie e territoriali è in via di definizione un provvedimento che consentirà il reintegro in servizio del suddetto personale prima del termine di scadenza della sospensione”.

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione

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Ed è subito farsa. Il governo pensa di dare la presidenza della Commissione d'inchiesta sul covid all'opposizione | Rec News dir. Zaira Bartucca
Ciriani sulla Commissione d’inchiesta covid

La presidenza della Commissione d’inchiesta sul covid all’opposizione. Il governo Meloni ci sta pensando, e anzi sull’argomento si è espresso questa mattina il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani. “E’ una cosa che possiamo prendere in considerazione. Questa commissione sarebbe dovuta nascere la scorsa legislatura Renzi l’aveva annunciata ma poi non se ne è fatto nulla con la campagna elettorale. Io penso che una commissione di indagine possa nascere, potrebbe anche essere che la guidi un esponente dell’opposizione, ma che la guidi un esponente dell’opposizione o maggioranza, io credo che vada fatta luce sulla gestione di fondi pubblici in maniera molto molto opaca, se c’è la commissione che indaga su questo per me è la benvenuta”.

Silenzio da parte del governo sulla campagna di vaccinazione di massa e sulle e misure liberticide

Ciriani, come già la Meloni nel corso del discorso per chiedere la Fiducia alla Camera, parla inoltre di “gestione dei fondi pubblici”. Eppure la conduzione della pandemia da parte dei governi Conte II e Draghi non è certo stata caratterizzata solo da questo, né tutto si è esaurito con la cresta sulle mascherine o con il ruolo del commissario Arcuri. Ci sono la campagna di vaccinazione di massa, i contratti con le multinazionali farmaceutiche, l’imposizione del Green Pass negli uffici pubblici (su cui FdI non ha interesse a indagare, essendo stato partito promotore del certificato verde), il lockdown quasi totale per un virus che oggi Bassetti ammette si poteva curare con l’aspirina, la caccia ai non mascherati, la discriminazione sistematica dei non vaccinati, la cancellazione del diritto al lavoro, l’utilizzo improprio delle auto-certificazioni, le chiusure evitabili delle attività commerciali. Non da ultimo, i danneggiati dai vaccini (anche in maniera permanente) e i deceduti. Su tutto questo dovrebbe fare luce una Commissione d’inchiesta parlamentare degna di questo nome, ma gli esordi – con l’idea di consegnarne la presidenza a un componente dell’opposizione o a qualche duttile renziano – non sembrano essere dei migliori.

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori

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Se ne accorgono solo ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Chi, come noi, lo diceva due anni fa era un “complottista” che pubblica “fake news”. Adesso, con appena 24 mesi di ritardo, l’Istituto Mario Negri ha svelato l’arcano: il covid si cura e tanto possono fare – per approcciarsi al virus – dei banali anti-infiammatori. Rec News ha iniziato a parlare di cure già all’inizio del 2020, quando pubblicava i documenti di studi resi noti all’estero e intervistava medici autorevoli che purtroppo non sono stati ascoltati da chi ricopriva ruoli decisionali.

Oggi gli scienziati e i virostar come Remuzzi, che ha preso parte allo studio del Mario Negri, giungono a questa conclusione dopo decine di migliaia di persone morte senza essere state curate al manifestarsi dei sintomi, dopo che soggetti con altre malattie sono stati lasciati fuori dagli ospedali e dopo che altri sono stati abbandonati a loro stessi anche quando dovevano sottoporsi a operazioni chirurgiche.

Se ne accorgono ora: il covid si cura anche con dei banali anti-infiammatori | Rec News dir. Zaira Bartucca

Senza contare i vaccinati, danneggiati o morti per colpa di un siero sperimentale cui si sono affidati senza remore, nella convinzione che non esistesse alternativa: questo hanno fatto credere i governi Conte e Draghi, questo ha fatto passare la stampa mainstream.

Scrive ora Ansa:

La terapia a base di antinfiammatori (in particolare non steroidei, i Fans), avviata all’inizio dei sintomi, riduce il rischio di ospedalizzazione per Covid dell’85-90% Dopo due anni e mezzo di pandemia la comunità scientifica concorda su un punto: a uccidere i malati è l’infiammazione (o flogosi), non il virus.

Ricapitolando: due anni di privazioni, mascherine, isteria, ipocondria, allarmismi ingiustificati, corse all’hub vaccinale, bambini usati come cavie e anziani immolati per un virus che, se il sistema immunitario non fa il suo lavoro, si può curare con delle bustine di anti-infiammatorio?

Possibile che nessuno si sia accorto prima – a virus, come si sostiene, “isolato” – che principi attivi conosciuti, in genere ben tollerati e presenti in tutte le case avrebbero potuto fare in modo che si evitasse la campagna di vaccinazione di massa, cioè la sperimentazione umana di un siero di cui si saprà di più solo nel 2023? Nessuno, dunque, che risponda per la baracca emergenziale messa in piedi, che non ha avuto eguali in Europa e forse nel mondo e che – ci dicono oggi gli scienziati tra le righe – si poteva evitare?

“Covid, gli antinfiammatori riducono le ospedalizzazioni del 90%” in Corriere della Sera del 26/08/22
“Covid: con antinfiammatori riduzione del 90% dei ricoveri” – in Ansa del 26/08/22

Rec News dir. Zaira Bartucca – recnews.it

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