L’idea del ministro Garavaglia (Lega): il lasciapassare per muoversi, come ai tempi del fascismo


Deve essere un nostalgico Massimo Garavaglia, il ministro al Turismo che in queste ore sta proponendo uno degli strumenti di controllo che furono cari a Benito



«I nostri competitor si stanno già organizzando e per questo abbiamo portato avanti a livello europeo il discorso sul pass vaccinale, che vogliamo chiamare lasciapassare perché non dà diritto a spostarsi solo a chi è stato vaccinato, ma anche a chi è stato malato di Covid o ha un tampone negativo. È uno strumento che va realizzato a livello europeo per evitare divari competitivi». Deve essere un nostalgico Massimo Garavaglia, il ministro leghista al Turismo che in queste ore sta proponendo a flusso continuo il covid pass. Lo ha fatto in meno di ventiquattro ore dalle colonne del Messaggero e dal salotto di Bruno Vespa, dove ha ufficializzato la venatura sintattica che nelle intenzioni del governo dovrebbe trasformare il passaporto sanitario in “lasciapassare”, sull’esempio di quanto avveniva ai tempi di Benito (in basso, alcuni esempi).


Un documento di carta, un Qr code o tutti e due per potersi muovere (e non solo), non più in libertà come avveniva un tempo, ma solo a condizione che ci si sottoponga a tampone o a vaccino. Un tempo i divieti alle libertà fondamentali degli italiani li stabiliva il Duce, oggi i custodi dell’emergenza sanitaria. Cambiano i nomi e i tempi storici in cui si instaurano le dittature, ma i modi sono gli stessi. Il problema è che, goccia dopo goccia, la massa è poco propensa a rendersene conto, soprattutto se piovono contentini. Per schiarirsi le idee, tuttavia, basta guardare alle analogie tra il coprifuoco organizzato dai governi Conte e Draghi e quello che ha caratterizzato il regime fascista, oltre che all’antenato del covid pass e dell’autocertificazione. Il lasciapassare, appunto. Cose che tutti speravano di non dover rivedere più.


Un lasciapassare del 1943 in italiano e in tedesco

In alto, un lasciapassare del 1944 del Comune di Montalcino, in provincia di Siena


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Salvatore maiolino
Salvatore maiolino
3 mesi fa

È molto triste tutto ciò stiamo tornando ai tempi del fascismo più becero

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