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Il 17 giugno il presidente del Consiglio Mario Draghi ha firmato il primo decreto interamente incentrato sul Green Pass, il “certificato verde” che il prossimo primo luglio dovrebbe entrare in vigore a livello europeo. Proprio da Bruxelles, tuttavia, nonostante i toni entusiastici propagandati dai media mainstream è giunta la prima frenata. Il Pass “edulcorato”- come lo abbiamo definito – non è obbligatorio e non potrà in alcun modo pregiudicare la possibilità di spostarsi. In sostanza – è quanto stabiliscono le stesse linee guida promosse dall’Ue – il certificato verde dovrebbe servire ad “esentare dalle restrizioni” i viaggiatori che hanno come meta di destinazione Paesi che continuano a promuovere la quarantena all’arrivo. Null’altro.

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Fonte costituzionale vs Dpcm, la battaglia persa del decreto di Draghi

In Italia invece – sulla falsariga di quanto è accaduto in Israele fino all’uscita di scena di Netanyahu – il governo Draghi sta tentando di promuovere con l’ausilio dei media compiacenti e collaborativi (in solitaria rispetto agli altri Paesi europei di spicco) un insieme di certificazioni e di servizi digitali che sollevano questioni spinose sui diritti inderogabili e sulla libertà di movimento sancita dall’articolo 16 della Costituzione. Tale fonte costituzionale, comè noto, prevede che ogni cittadino possa “circolare e e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza“. Per il momento, comunque, a introdurre la definizione di Green Pass e a stabilire caratteristiche e limitazioni è un semplice Dpcm (non una legge) anche se di recente si è parlato della futura conversione.

Tre ministeri per (tentare di) dare forza al decreto del presidente. Ma la base giuridica sembra labile

Il decreto del presidente del Consiglio dei ministri è stato introdotto il 17 giugno (in alto, nel Pdf) co-firmato (in maniera abbastanza inusuale) da una triade di ministri e ministeri. Ad essere coinvolto è il dicastero alla Salute di Roberto Speranza, quello all’Innovazione tecnologica e alla Transazione Digitale di Vittorio Colao e – senza apparente nesso – quello all’Economia e alle Finanze di Daniele Franco. Il motivo non si comprende, visto che dovrebbe trattarsi di una misura di natura squisitamente sanitaria che, si legge in conclusione del documento, “non prevede “nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica”. Citati alcuni regolamenti Ue, decreti, ordinanze, dpcm e circolari (ovviamente tralasciando l’articolo 16 della Costituzione che dal decreto ne esce peggio), viene introdotto il concetto di “controllo delle certificazioni covid-19”. Vediamo chi – secondo l’intenzione del governo e sempre che il presente testo venga convertito in legge così com’è – potrebbe riguardare.

Così il governo vede gli esercizi pubblici e i trasporti di domani. Controlli all’ingresso da parte degli esercenti, se non ti fai coinvolgere dall’isteria di massa resti fuori o non ti muovi

Il coronavirus è in grado di generare una malattia (l’ormai inflazionato covid-19) che si può curare con diversi farmaci specifici e addirittura generici. Solo per citare una delle disposizioni più recenti, sei mesi fa il Consiglio di Stato dava il suo ok all’utilizzo dell’idrossiclorochina, ammettendo implicitamente che non è di morbo letale che si tratta. Nonostante tutto, il governo ha deciso di promuovere una politica restrittiva e coercitiva che andrà ad impattare sugli esercizi commerciali, sulle compagnie aeree e marittime, sui locali e sui luoghi che ospitano eventi. Ai gestori, ai delegati, al personale adibito e ai pubblici ufficiali per i luoghi strettamente competenti, spetterebbero i controlli relativi al Covid Pass (articolo 13 del Dpcm) con l’ovvia discriminazione di chi non può ottenere una certificazione perché non si è voluto vaccinare o non si è voluto sottoporre a tampone. Perfino di chi non ha mai contratto quella che viene vissuta come la madre di tutte le malattie: per assurdo una persona sana, senza problemi legati al covid o altro, potrebbe essere trasformata dall’isteria di massa in un soggetto con difficoltà ad accedere a servizi primari. Una sorta di untore del terzo millennio, colpevole di un qualche psicoreato orwelliano.

La follia di Stato promossa dal governo Draghi

Una follia di Stato che non considera come (continuamente e ovviamente) tutti i locali, luoghi pubblici e mezzi di trasporto garantiscano (e meno male) l’accesso e la fruizione di servizi a sieropositivi, malarici, tubercolotici e chi più ne ha più ne metta. Per i malati di HIV costose e frequenti campagne di sensibilizzazione hanno affermato il diritto delle persone a non essere considerate come “untori”, nonostante l’AIDS – malattia auto-immune spesso tenuta nascosta – si possa trasmettere da ferite aperte e da scambi diretti che possono essere favoriti dall’interazione sociale in locali, feste, concerti. Ovviamente, a nessun politico, medico o virologo è mai venuto in mente di prevedere un pass per impedire l’accesso alla vita pubblica a chi ha avuto la sfortuna di contrarre un virus: perché dovrebbe essere diverso con il (curabile) Sars-CoV-2? Non avrà mica ragione chi pensa che dietro la pandemia proclamata ci sia dell’altro? A farlo pensare sono le stesse difinizioni e caratterizzazioni con cui il Dpcm ha delineato il Green Pass. Vediamo quali sono.

La “certificazione forte” con sistema biometrico

Il Dpcm del 17 giugno (che contiene le “disposizioni attuative dell’articolo 9 comma 10 del DL 22 aprile 2021 recante misure urgenti per la graduale ripresa delle attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione dell’epidemia da COVID-19”) all’articolo 1 definisce la piattaforma nazionale-DGC (“Digital Green Certificate”) e le “certificazioni verdi Covid-19”. Un primo, non motivato, discrimine viene fatta sui tipi di vaccini a cui si è accettato di sottoporsi e sui tipi di test. In ottica Green Pass nazionale, infatti, ad essere ammessi sono solo “le vaccinazioni effettuate nell’ambito del Piano strategico nazionale” e i test molecolari e i test antigenici rapidi effettuati da operatori sanitari, anche se le certificazioni di uno Stato membro o quelle di Paesi terzi riconosciuti da uno Stato membro sono ritenute valide ai fini della “interoperabilità” del Green Pass. Quest’ultimo, tuttavia, se fosse a regime per funzionare avrebbe bisogno – si legge nel documento – della cosiddetta “autenticazione forte”, ossia di un “metodo che richiede l’utilizzo di almeno due modalità di autenticazione tra le seguenti: qualcosa di conosciuto come una password e un pin, qualcosa di posseduto come una smart card o un token crittografico e qualcosa di unico riguardo l’aspetto della persona, come un’impronta digitale o altre caratteristiche uniche della persona misurabili con appositi sensori (sistemi biometrici)“. Non sarebbe dunque sufficiente, l’AUTHCODE che viene dipinto come semplice da ottenere, senza contare che il covid pass interagirà con il FSE, il fascicolo sanitario elettronico di cui abbiamo iniziato a scrivere ad ottobre dello scorso anno.

Ignorati i rilievi dell’Autorità che tutela la Privacy

Sarebbe dunque un profluvio di dati sensibili, mentre il Garante per la Privacy aveva esplicitamente disposto che il Green Pass o Covid Pass dovesse contenere solo una sorta di indicazione binaria che impedisse a chi è deputato al controllo di venire a contatto con informazioni riservate. A pagina 11 del Dpcm recetemente firmato, invece, si legge che tutte “le certificazioni verdi Covid-19 rilasciate dalla piattaforma nazionale-DGC riportano “cognome e nome, data di nascita, malattia o agente bersaglio, soggetto che ha rilasciato la certificazione, identificativo univoco della certificazione”. Nel caso del certificato da vaccinato si aggiungono “tipo di vaccino, denominazione del vaccino, produttore o titolare dell’immissione in commercio” (quella che attualmente non può essere registrata perché il vaccino è solo sperimentale e dunque non commerciabile), “numero della dose o delle dosi, data dell’ultima somministrazione, Stato in cui si è effettuata la vaccinazione”. Un loop da incubo in cui ci si ritrova proprio malgrado nel momento in cui si decide di farsi iniettare la prima dose, che prosegue con le (continue) somministrazioni successive, con la richiesta e la fornitura continua di dati e, in ultima analisi, con un controllo sanitario e sociale costante cui sfuggirà solo chi non intende sottostare a misure illogiche e incostituzionali. Non c’è nessun obbligo, infatti, di richiedere il Covid Pass. Si è liberi di non entrare negli esercizi commerciali che decidono di utilizzarlo, liberi di non volare e di non viaggiare sui treni e gli aerei che lo promuovono e di scegliere altre compagnie. Per ammissione dello stesso ministro Speranza (ieri in conferenza stampa assieme a Draghi e Figliuolo), lo stesso vaccino “al momento non è obbligatorio”.

I pericoli legati all’utilizzo del Green Pass

Esiste tuttavia la possibilità che la certificazione verde vada avanti a spron battuto e che in un futuro prossimo vada a interferire con le attività lavorative di ognuno, con le scuole, con la mobilità, con la possibilità di partecipare agli eventi e alla vita pubblica. E’ quello che si proponeva l’app Mitiga, poi bocciata dal Garante per la Privacy. Per il momento, il pass regola l’accesso e il transito nelle e dalle zone arancioni e rosse che sono state abbandonate a favore della zona bianca, ma che succederebbe con la “prossima pandemia” già annunciata dal premier Draghi?

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1 Commento

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  1. Augusto Belloni

    5 Luglio 2021 at 22:06

    la legge europea che introduce il green pass all’art.36 dice che non ci deve essere discriminazione tra le persone vaccinate e quelle che non lo sono ancora per varie ragioni o perchè hanno deciso di non farlo. Attenzione nella versione in inglese, francese, tedesco e spagnolo è scritto e tradotto così mentre in quello in italiano hanno tolto quelli che hanno deciso di non farlo.

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COVID

Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo

Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false. Premier e governo denunciati a Messina, a Biella e nel Varesotto per sequestro di persona e per la discriminazione dei non vaccinati. La querela di ALI – Avvocati Liberi per i “delitti commessi contro la personalità dello Stato”

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Covid, fioccano denunce e querele per Draghi e per Figliuolo | Rec News dir. Zaira Bartucca

Fioccano denunce e querele per il presidente del Consiglio Mario Draghi e per il commissario all’Emergenza sanitaria Francesco Paolo Figliuolo. Provengono da tutta Italia e sembra si moltiplichino a ogni passo (falso), a ogni acuirsi delle restrizioni e a ogni protrarsi di provvedimenti anticostituzionali. Una bella gatta da pelare per i due, tanto che all’ex “generalissimo” prontamente è stato tolto il comando della Logistica dell’Esercito in salsa emergenziale. Il potentino che voleva “vaccinare chiunque passa“, tuttavia, continua a conservare l’incarico istituzionale all’interno del Comando Operativo di Vertice Interforze, senza rossore alcuno per il ministero della Difesa. Passando a Draghi, secondo gli osservatori mainstream dopo l’uscita di scena di Berlusconi (che avevamo anticipato e che non abbiamo mai considerato come opzione), si prospetterebbe la corsa al Colle, ma anche qui potrebbe trattarsi del solito bluff per spianare la strada al vero candidato che metterebbe tutti d’accordo. Insomma, messa da parte la politica, a restare sul tavolo sono le migliaia di pagine presentate all’attenzione delle Procure di tutta Italia, che comunque potrebbero avere ovvie ripercussioni anche sulle scelte di partiti che non intendono rimanere imbrigliati in affari giudiziari.

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Il generale accusato di omicidio colposo, crimini contro l’Umanità, abuso di autorità, violenza privata, procurato allarme e diffusione di notizie false

Per quanto riguarda Figliuolo, sono pesantissime le accuse formulate dall’ingegnere Giuseppe Reda, il ricercatore dell’Unical che ha denunciato l’operato del militare alla Procura della Repubblica di Reggio Emilia. Sotto la lente degli inquirenti finirà il papello di riferimenti alle misure controverse che secondo Reda ha reso colpevole Figliuolo dei reati di abuso di autorità, violenza privata, diffusione di notizie false atte a turbare l’ordine pubblico, procurato allarme, omicidio colposo, crimini contro l’umanità, violazione della Costituzione Italiana agli art. 2, 32, 54, 76, 78. Di più: Figliuolo ha ammesso candidamente di essere stato al servizio della sperimentazione umana in Italia dei preparati cosiddetti anti-covid: “Mai nella storia dell’uomo – sono le dichiarazioni gravi fatte dal militare in Piemonte alla presenza di Alberto Cirio – si è iniettato in pochissimo tempo decine di milioni di dosi di vaccini, senza saperne esattamente l’esito. Se non quello sperimentale che ha portato all’approvazione da parte della comunità scientifica”.

In fila per denunciare Draghi

A Biella, addirittura, pur di denunciare Mario Draghi e il suo operato ci si mette in fila. Nel mirino, la gestione della pandemia alla Conte, con un Dpcm dietro l’altro con il fine di introdurre una sorta di obbligo vaccinale di fatto e di estorcere la vaccinazione anche in chi – in realtà – non avrebbe voluto sottoporvisi. Una condotta che per i denuncianti avrebbe comportato la violazione dell’articolo 610 del codice penale, che recita che chiunque, con violenza o minaccia, costringe altri a fare, tollerare od omettere qualche cosa è punito con la reclusione fino a quattro anni”. E non è vero, come riporta La Stampa, che si tratta di istanze senza futuro, perché “dal 20 non si potrà più agire in giudizio per la propria tutela personale, in quanto per potervi accedere bisognerà esibire l’infame tessera verde”: perfino il decreto del 7 gennaio – nei fatti – specifica che denuncianti, testimoni e accusati sono esentati dalla presentazione del Green Pass. A Messina, Draghi e il governo sono stati denunciati per sequestro di persona e violenza privata, per aver impedito ai siciliani – perfino a chi doveva spostarsi per necessità chirurgiche – di raggiungere la Penisola in forza dei blocchi imposti all’imbarco dei traghetti tramite l’introduzione del Green Pass. A Varese, ancora, pioggia di denunce per le discriminazioni compiute dall’esecutivo e dal premier ai danni di chi non si è voluto o potuto vaccinare, ma la lista sembra essere più lunga e alimentarsi di ora in ora.

La querela di ALI contro Draghi, Conte Speranza per i delitti commessi contro la personalità dello Stato, tra cui eversione dell’ordine democratico, cospirazione, attentato contro la Costituzione e gli organi costituzionali

C’è poi – per ultima ma non da ultima – l’azione promossa dal team di legali che si sono uniti sotto la sigla ALI – Avvocati Liberi – che ha querelato il presidente del Consiglio Mario Draghi, il suo predecessore Giuseppe Conte e il ministro della Salute Roberto Speranza per diversi e gravi delitti “contro la personalità dello Stato”. Gli avvocati hanno presentato una querela di oltre 30 pagine, in cui si fa riferimento al reato di associazione con finalità di eversione dell’ordine democratico (articolo 270 bis c.p.), cospirazione politica mediante accordo (Art. 304 c.p.), Attentato contro la Costituzione dello Stato (Art. 283 c.p.), Attentato e atti violenti contro gli organi costituzionali e contro le Assemblee Regionali (Art. 289 c.p.), Attentato per finalità terroristiche o di eversione (Art. 280 c.p.), pubblica estorsione.

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COVID

Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. Nei reparti si cura solo il covid: un posto letto frutta agli ospedali fino a 10mila euro

Il governo incentiva i trasferimenti in intensiva, non le cure. Il risultato è che si assiste alla corsa alla riconversione del posto letto e a una riduzione dei reparti chirurgici. Basile (SIC): “Annullato l’80% delle operazioni”

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Operazioni chirurgiche di nuovo cancellate, a rischio centinaia di migliaia di malati. C'è solo il covid: ogni posto in degenza frutta agli ospedali 10mila euro | Rec News dir. Zaira Bartucca

Il Covid ha monopolizzato la Sanità. Ha fatto sparire l’influenza, dimenticare le altre patologie e – perfino – cancellare le operazioni chirurgiche. Ufficialmente, “rimandate con data da destinarsi”. Gli ospedali subiscono da due anni – in misura crescente negli ultimi mesi – la conversione dei posti di degenza che vengono trasformati nei molto più redditizi posti covid. Il governo, infatti, rimborsa agli ospedali fino a 10mila euro per ogni ricoverato da coronavirus classificato come tale, come documentato da Affari Italiani che già lo scorso novembre scriveva: “Se si vedranno salire i posti letto delle terapie intensive, potrebbe essere quindi, certo, una conseguenza del Covid, ma potrebbe anche esserci un interesse degli enti ospedalieri a fatturare à gogo

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Ecco infatti che – di nuovo – l’ultimo virus rimasto si trasforma in moneta sonante e le speculazioni fioccano. Ma nessun magistrato che si ponga il problema. Il governo continua a ignorare le cure e la prevenzione autentica (quella che si basa sul rafforzamento del sistema immunitario) per ottenere previo ricatto l’inoculazione di redditizi preparati sperimentali (che non mettono al riparo dal contagio) in fasce crescenti della popolazione. Non dissimile la situazione nei nosocomi: se curare il paziente e rispedirlo a casa non frutta nulla (e anzi a causa dei tagli selvaggi alla Sanità è quasi una spesa), mandarlo in terapia intensiva – come spiega Affari Italiani – fa guadagnare cifre a quattro zeri.

Ma ora perfino i chirurghi fin qui complici cominciano a sfilarsi e ad alzare la voce, e il motivo è presto detto: lo scudo penale tanto criticato dai giuristi previsto dal D.L. 44/2021 che tentava di mettere al riparo i reati “commessi nell’esercizio di una professione sanitaria e che trovano causa nella situazione di emergenza”, è al capolinea: i dodici mesi di rinnovo massimo dello stato di emergenza sono trascorsi e nei decreti-bluff si fa ora riferimento all’emergenza per calamità naturale in diverse province italiane.

Cosa dicono, dunque, finalmente, i chirurghi? Che “la riduzione degli interventi è drammatica, che i posti letto destinati alla chirurgia in tutto il Paese sono più che dimezzati – si arriva all’80% in meno di operazioni, stando a quanto è stato reso noto – e che sussiste il blocco dei ricoveri in elezione. “Spesso – dice Francesco Basile della Società Italiana di Chirurgia – non è possibile operare neanche i pazienti con tumore perché non si ha la disponibilità del posto di terapia intensiva nel postoperatorio (…) Ci avviamo – sono le dichiarazioni riportate da QN – verso la stessa situazione del 2020, che ha portato come conseguenza 400.000 interventi chirurgici rinviati, notevole aumento del numero dei pazienti in lista di attesa e, ciò che è più pesante, si è assistito all’aggravamento delle patologie tumorali che spesso sono giunte nei mesi successivi in ospedale ormai inoperabili“. “Ma se dedichiamo tutto al covid – rifletteva ieri Franco Corbelli da queste colonne – queste persone dobbiamo lasciarle morire?”

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Fino a 10 mila € per ogni intensiva: non vi stupite se ci sarà un boom – In “Affari Italiani” del 30 novembre 2021
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COVID

Corbelli commenta le parole di Miozzo, poi svela: “Nei media c’è l’ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini”

Intervista al leader di Diritti Civili, che chiede la rimozione dall’incarico del Consulente di Occhiuto. E racconta cosa sta significando la pandemia per chi perde il lavoro, per chi non si può operare, per chi viene diffamato e per chi si va a vaccinare perché si sente costretto

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Corbelli commenta le parole di Mizzo, poi svela: "Nei media c'è l'ordine superiore di non pubblicare pareri dubbiosi sui vaccini" | Rec News dir. Zaira Bartucca

In un Paese normale, Corbelli sarebbe uno dei papabili per l’elezione del Presidente della Repubblica. Lo chiamano “il Gandhi italiano” per i suoi 35 anni spesi a favore degli ultimi, che gli hanno fatto portare a casa elogi bipartisan. Stimato a destra come a sinistra, è stato l’unico a non stare zitto di fronte all’invito – lanciato dalle colonne del Corriere della Sera dal Consulente per la Sanità e la Protezione Civile Agostino Miozzo – di sovvertire l’ordine democratico causa pandemia. E di arrestare i No-vax. “Ha superato ogni limite”, ha tuonato Corbelli. “Chiedo ad Occhiuto di rimuoverlo immediatamente, o andrò a protestare a Catanzaro, alla Cittadella, davanti alla sede della Regione Calabria, come ho fatto in altre occasioni”, ha riferito alla stampa locale.

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Miozzo a noi ha detto che quelle parole non le ha mai pronunciate.
Miozzo è impazzito o cosa? Ha negato? Ormai c’è un impazzimento collettivo. Siamo di fronte a dei drammi, ma c’è un limite a tutto. Con il doveroso rispetto per tutti, ritengo che affermazioni del genere siano irresponsabili, pericolosissime. Forse questo dottore, Miozzo, non ha percezione del dramma che vivono milioni di persone. Si parla di centinaia di migliaia di famiglie, di persone cadute depressione, insegnanti che si sono visti la vita distrutta, per aver fatto cosa? Per aver detto un no motivato a un siero sperimentale. Ma come fanno a imporre un siero sperimentale? E si invoca la sospensione della democrazia e l’arresto? Questa è gente che un giorno pagherà per quelli che io considero crimini contro l’umanità. A tutti i livelli, sia chiaro, perché qui si sta colpendo e distruggendo un popolo. Come fa un governo a ignorare la libertà di scelta e a fare quello che fa? Siamo di fronte alla pagina di storia più buia dal dopoguerra a oggi.

Si sta forse alzando un po’ troppo il tiro e si rischia una qualche deriva pericolosa.
Esattamente, brava. Le persone sono ormai esasperate, oltre ogni limite umano di sopportazione. Si parla delle multe a chi non si vuole vaccinare, ma non dicono che hanno tolto anche il pane a questa gente.

Non si possono più dire cose che possono turbare la narrazione dominante.
Una pagina nera di storia recente è quella che riguarda Facebook. E’ un canale social asservito. Sono stato sospeso per un mese per aver pubblicato un’istanza per evitare che docenti e Forze dell’Ordine venissero sospesi dal lavoro. E’ una cosa allucinante. Neanche in tempo di guerra si arrivava a questo. C’è una disinformazione spaventosa che riguarda anche il diritto costituzionale.

L’Articolo 32 esiste ancora?
L’Articolo 32 e gli altri articoli vengono ripresi dai media di massa in maniera strumentale, nelle parti che si vogliono utilizzare. Perché dell’Articolo 32 non dicono che nessun cittadino può essere sottoposto, anche nell’interesse collettivo, a un trattamento sanitario se questo calpesta e vìola la dignità umana? Questo aspetto, che è quello fondamentale, viene nascosto. Mi perdoni: perché non viene dimostrato che questo siero non è sperimentale? C’è un rapporto AIFA del dicembre 2020 dove viene scritto nero su bianco che il termine della sperimentazione è previsto per dicembre 2023. Mi segua: non solo l’AIFA, ma anche EMA parlava di sperimentazione a settembre dello scorso anno, rilanciata da tutti i giornali talebani. Come hanno potuto? E adesso invocano l’arresto per chi non si vuole vaccinare? Di fronte a questa deriva in una Nazione meno civile e meno ghandiana ci sarebbe stata un’insurrezione popolare. Hanno soppresso la Libertà di manifestare, la Libertà di critica. Questi provvedimenti sono reati, perché colpiscono i diritti delle persone. La magistratura dov’è?

Con la pandemia sembra si possa fare di tutto e restare impuniti.
Siamo in presenza di una pandemia? Lo sono anche in Inghilterra, in Germania e in Francia ma perché lì non trovano terreno fertile provvedimenti come quelli fatti in Italia?

Abbiamo anche numeri che sono incoraggianti, perché non siamo certo al 2020.
Esatto, abbiamo numeri più incoraggianti. Gli studi che arrivano dal Sudafrica inoltre confermano che questa Omicron è più lieve, non dà conseguenze drammatiche, si va verso un miglioramento e, dicono gli studi, verso un superamento di questa pandemia e verso il raggiungimento della cosiddetta immunità di gregge. E loro anziché alleggerire le misure, loro vanno non solo a rafforzarle ma a renderle disumane. Seguo il caso di un’insegnante di Procida che ha programmato un’intervento chirurgico e non può lasciare l’isola per farlo, perché non si può vaccinare e non ha il Green Pass rafforzato. Questo è qualcosa di allucinante, qualcosa che definire indegno è poco. Come ha fatto il Presidente della Repubblica a firmare questo provvedimento? Il Presidente Mattarella, che ho sempre stimato, sarà ricordato dalla storia per queste firme che sta mettendo. Firme che cancellano la civiltà di un Paese. I morti? Ci sono i morti, certo, ma ogni morto di covid che viene pianto dovrebbe essere ascritto al covid e basta. Invece si mettono insieme il malato di tumore, l’infartuato e chi è deceduto per il virus e si sparano questi numeri per terrorizzare la gente.

Ormai si muore solo per covid.
Nessuno vuole sminuire la portata di questo male, ma bisogna dire che i numeri di decessi che registriamo oggi sono di gran lunga inferiori rispetto ai decessi per tumore o per malattie cardio-circolatorie. Ci sono poi altri morti che non sono numeri come molti pensano, ma volti con una storia, un nome e cognome. Parlo di quelli della post-vaccinazione. Non ci sono stati solo la povera e sfortunata Camilla o Augusta, la bravissima insegnante di Messina o il Maresciallo dei Carabinieri, o il Finanziere, l’avvocato o l’imprenditore, ci sono anche le morti improvvise dei giovani. Perché muoiono all’improvviso di infarto, dopo aver fatto la vaccinazione? Di questi casi non si parla.

Ci sono anche casi di persone che hanno necessità di recarsi in ospedali e pronto soccorsi che nel frattempo sono stati convertiti in via esclusiva in centri covid.
Ma se dedichiamo tutto al covid, queste persone dobbiamo lasciarle morire?

Cosa ne pensa dell’Esenzione? C’è chi vorrebbe ottenerla, come da circolare del ministero della Salute del 4 agosto, ma se la vede negare dal medico di medicina generale o dall’Asl.
I medici in molti casi vengono anche intimiditi. I medici che segnalano determinati casi vengono raggiunti anche da provvedimenti disciplinari. Sono zittiti. Io mi sono a lungo battuto per i migranti, anzi stavo lavorando all’apertura del cimitero per migranti di Tarsia ma tutto si è interrotto a causa del covid. Credo che sia per la mia storia di attivismo che molti evitano di attaccarmi, sennò anch’io sarei stato bersagliato come gli altri.

Considerazione interessante. Ricapitolando: medici radiati, persone ridotte al lastrico, senza lavoro, individui non tutelati nella loro salute e demonizzati. Siamo arrivati a questo?
Sì, siamo arrivati a questo. Ha fotografato perfettamente quella che è la realtà, e io non riesco a credere che sia possibile, nonostante ne abbia viste tante e combattute tante. La pandemia riguarda tutti e tutti dobbiamo combatterla, ma non è che dobbiamo mettere italiani contro italiani, vaccinati contro non vaccinati o arrivare alle dichiarazioni inscusabili di Miozzo, che comunque non è il solo. Ci sono intellettuali, se così si possono chiamare, che fanno dichiarazioni di cui si dovrebbero vergognare per il resto della loro vita, e ormai le accettiamo come se fossero cosa normale. E’ una strategia militare di guerra, lei da giornalista lo avrà notato prima di me: fanno partire prima i giornali con i titoli, tastano il terreno, sparano le notizie, vedono gli effetti, condizionano l’opinione pubblica e poi escono con il provvedimento. Ci faccia caso: non arriva mai il provvedimento se prima non è caricato dai killer dell’informazione che si prestano a fare questo servizio. Ci sono giornalisti e direttori di giornali che io stimavo che sono arrivati a dire di essere orgogliosi di non ospitare un parere diverso rispetto a quello dominante.

Evviva il pluralismo, verrebbe da dire.
Evviva il puralismo, eh sì. Ci sono fior fior di scienziati che vorrebbero confrontarsi con questi del comitato tecnico scientifico, invece vengono screditati, dileggiati e massacrati ogni giorno. Non si può più esprimere una constatazione oggettiva sulle violazioni dei diritti umani delle persone. Ormai è peggio del Medioevo. Non puoi esprimere un’opinione diversa che subito si tenta di zittirti e silenziarti. Io lo sto vedendo: io che avevo sempre spazio per le mie battaglie ore trovo un sacco di spazi chiusi, e con grande onestà molti colleghi mi dicono “abbiamo ordini superiori di dare spazio solo a quelli favorevoli alla vaccinazione”.

Ho capito bene? C’è chi dice abbiamo l’ordine superiore di non dare spazio a chi nutre qualche dubbio sul vaccino anti-covid?
Si, si, si! Io lo confermo! Io lo confermo!

Faccio di nuovo riferimento alla sua storia di difensore dei diritti basilari per dire che verrebbe quasi da chiederle un consiglio: chi oggi si trova spaesato e impaurito da questo terrorismo mediatico, cosa dovrebbe fare?
Bisogna resistere, perché non potrà andare avanti ancora a lungo questa cancellazione brutale della democrazia e dei diritti dei cittadini. Molti purtroppo stanno cedendo, molti per il timore di perdere il lavoro pur provando molto paura stanno andando sotto costrizione a farsi iniettare questo siero sperimentale. Questo mi sta provocando molta amarezza e tantissima rabbia. Io in questa tragedia sono, come sempre, dalla parte degli ultimi, degli esclusi. Questo è per spiegare perché ho iniziato questa battaglia. Non si tratta di essere contro i vaccini: li abbiamo fatti tutti nella vita, ma oggi è diverso perché si è costretti. Devono fermarsi. Devono ridare i diritti fondamentali che hanno calpestato in maniera brutale.

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