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Aperture,”Il pass non può essere la contropartita”. Lega divisa sul certificato sanitario
Il governo tenta di convergere sull’uso della tessera o certificato fin dal prossimo decreto covid, che insieme alle aperture parziali potrebbe introdurre ulteriori restrizioni in tema di spostamenti e di possibilità di partecipare a eventi sportivi e culturali. Ma c’è chi dice no
“La contropartita” per le riaperture “non può essere l’introduzione di un pass sanitario per gli spostamenti tra Regioni e per le partecipazioni a qualunque iniziativa o riunione”. E’ secco il no del senatore Armando Siri, che questa mattina ha affidato ai social un commento sulle anticipazioni rilasciate ieri dal premier Draghi sul possibile utilizzo di un pass sanitario. Stando a quanto è trapelato tra ieri e oggi, la volontà del governo è di prevedere l’uso della tessera o certificato fin dal prossimo decreto covid, che insieme alle aperture parziali potrebbe introdurre ulteriori restrizioni in tema di spostamenti e di possibilità di partecipare a eventi sportivi e culturali, come anticipato da Rec News più di una settimana fa.
La misura annunciata da Draghi, del resto, è senz’altro salutata con favore da diversi esponenti politici, anche in seno alla Lega. Il covid pass lo chiede il ministro al Turismo Garavaglia, che lo considera propedeutico alla ripresa del settore. Delle due l’una: o la comunione di intenti in realtà c’è, al netto delle dichiarazioni, o il partito di Salvini si sta misurando con una rottura interna, e certo le dichiarazioni rilasciate ieri dal segretario in conferenza stampa non aiutano a fare chiarezza. Sta di fatto che l’appello anticipato da Siri da un chiaro “Non scherziamo!” va nella direzione delle aperture complete senza condizioni, forti della presenza di cure anti-covid che sta caratterizzando questa fase.
“Ripeto per l’ennesima volta – chiosa il senatore – il covid si può curare ed è destinato a diventare dall’autunno una sindrome influenzale grazie alle varianti, come sostengono medici e scienziati. Lo dice perfino l’amministratore delegato di Pfizer. Non possiamo continuare ad avere reazioni sproporzionate rispetto all’eventuale minaccia. Il peggio per fortuna è passato”. “Penso – chiarisce Siri – che ciascuno dovrà essere libero di scegliere se partecipare o meno ad eventi, se spostarsi o meno, mantenendo sicuramente atteggiamenti responsabili, ma mettendo in conto che potrebbe anche contagiarsi e sapendo che se dovesse avere dei sintomi potrà curarsi, come è sempre accaduto. Ed è sempre accaduto anche che anziani e persone fragili abbiano agito con maggiore cautela rispetto al resto della popolazione. Ma è una scelta dettata dal buon senso, non da imposizioni“.
Chiaro, infine, il riferimento ai diritti inviolabili costituzionalmente garantiti: “Si chiama libertà personale – avverte Siri – ed è il fondamento della nostra Società. Tutti coloro che temono ancora per la loro salute potranno quindi decidere legittimamente di restare a casa fino a quando si sentiranno più sicuri. Adesso bisogna tornare ad avere più voglia di vivere che paura di morire”.
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